Figli senza padre

Andare InGiro e viaggiare è fonte di nuove esperienze, incontri con situazioni e persone. InGiro non è solo bicicletta quale prestazione sportiva ma unione con il creato, amore per l’ambiente e la natura. InGiro vi racconta una storia tratta dal libro di Eugenio Malaspina del 2017 dal titolo “ECCO… I NOSTRI FIGLI”.

Si parla di immigrazione e questa è una storia vera vissuta in prima persona da chi scrive…

Figli senza padre
Un pomeriggio eravamo là per collaborare alla preparazione dei
pasti per i senza tetto della stazione centrale e prima di lasciare
la congregazione la superiora ci chiese di accompagnare una
ragazza al pronto soccorso, poiché da un po’ aveva forti dolori
all’addome. Era sola e parlava molto poco la nostra lingua
pertanto, giunti al pronto soccorso, io attesi in auto e Caterina
l’accompagnò sin dentro all’ospedale e aspettò con lei il medico.
Il giorno dopo abbiamo saputo che era incinta e per noi è stata
una bellissima notizia. Faceva la vita di strada in Francia e
scappò per non subire più atroci violenze. Ora ha di certo un
figlio, ora è madre di un bimbo senza un padre ma che lei ama
certamente. Non l’abbiamo più rivista da quel giorno ma quel
giorno c’è stato, quelle ore sono state vissute.
Sono tante le storie ma nessuna è uguale alla precedente,
nessuna sostituisce la precedente e tutte formano il libro della
vita di una persona, che inizia dal concepimento.
Questo bimbo, come tanti altri, non ha un padre e il ruolo del
padre è fondamentale nella vita dei figli. Un padre che non
punisce i suoi figli non è un buon padre né un buon educatore.
Non si parla certamente di «picchiare» ma di dire no ai propri
figli se necessario.
Un padre, e anche una madre, dovrebbero mostrare la retta via
ai figli prima di tutto con l’esempio perché «chi sa fa e chi non sa
insegna». Proverbi a parte, il migliore coach, il migliore genitore
mostra ai propri figli ciò che si deve e che non si deve fare, le
parole dovrebbero essere un di più. È inutile dire ai figli di non
rubare quando si va ad intascare una tangente, o dire al figlio di
andare in Chiesa che è importante e tu non ci vai, o dire ai figli
di non mentire mentre tu menti.
I Genitori sono i primi educatori, sono coloro che mostrano la
via, coloro che insegnano a lottare e in particolar modo il padre,
a reagire alle delusioni, ad uscire di casa, ad affrontare la vita.
Specialmente il padre perché la madre, proprio per la sua
natura, è fatta per accogliere, per tenere vicino a se. Per una
madre è molto difficile staccarsi dai propri figli.
Mai mentire ad un genitore, mai tradire la fiducia di un genitore,
mai offendere un genitore, queste sono le principali regole da
insegnare ad un figlio. Se si fanno certe cose ad un genitore che
timore c’è a farle ad altri?
La nostra società contemporanea è in crisi soprattutto perché
certi ruoli non vengono rispettati, perché molti hanno rinunciato
ad essere padri e madri saggi e legati a valori universali. Gesù,
figlio di Dio, per circa 20 anni ha lavorato con il padre Giuseppe
che gli ha insegnato un mestiere e l’ha avviato alla vita.
Mi viene da chiedermi: ma questa classe politica che ci governa,
che genitori ha avuto? Che educazione ha ricevuto? Chi ha
educato i figli a suon di «bustarelle», a cercare la via facile, la
porta larga della disonestà anziché quella stretta dell’onestà, che
valori ha trasmesso? Come ha detto Papa Francesco in una delle
sue omelie mattutine, questi genitori «danno da mangiare
pane sporco ai propri figli». Un giorno chiesero a madre
Teresa di Calcutta da dove bisogna cominciare per cambiare la
Chiesa. Madre Teresa rispose: da me e da te. Come potremmo
avere una chiesa migliore? Con padri e madri migliori la Chiesa
sarà migliore, la società sarà migliore, il mondo intero sarà
migliore. La famiglia è il nucleo fondamentale della società
Cristiana. La famiglia, sull’esempio di quella di Giuseppe e Maria,
è cellula del corpo della Chiesa.
Certamente Dio non impone nulla, la libertà è il valore principale
per Lui tanto da lasciarci scegliere anche l’inferno, sta a noi
decidere cosa fare e cosa non fare. Voi padri valutate bene il
vostro «fare» perché avete e avrete per sempre delle
responsabilità nei confronti dei vostri figli e dei figli dei vostri figli
e noi tutti siamo figli. Alle famiglie in difficoltà che incontrava e
pensando ai suoi genitori, Madre Teresa dava un solo consiglio:
«che al più presto torniate a pregare insieme, perché la
famiglia che non prega insieme non può vivere insieme».
Lei pensava che «tutte le difficoltà del mondo hanno
origine dal fatto che non diamo tempo ai bambini, alla
preghiera e alla vita insieme». da Ecco…. I nostri figli

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