Il Tour de France 2018 – cosa ricorderemo?

Domenica 29 luglio si è concluso a Parigi il Tour de France  2018 con la vittoria di Geraint Thomas Cosa ricorderemo di codesto evento mediatico e sportivo mondiale?

La prima settimana, a dire di molti, ha regnato la noia in tutte le tappe eccetto l’ultimo chilometro. Molte sono state le fughe di giornata, volute e prontamente annullate a pochi chilometri dal traguardo.

Il gruppo si animava solo  in vista della volata conclusiva in cui hanno trionfato gli specialisti.

Peter Sagan conquista la maglia verde della classifica a punti, in 7° posizione Andrea Pasqualon e 9° Sonny Colbrelli. La maglia di miglior scalatore, quella famosissima bianca a pois rossi, è conquista del talentuoso francese Julian Alaphilippe.   Il mglior Team è la Movistar, 2° la Bahrain Merida e terza la Sky. Il più combattivo del Tour è stato Daniel Martin.

La classifica finale è importante certo, ma non sarà lei a rimanere impressa nella memoria del pubblico e degli sportivi del ciclismo.

Nella 10° tappa ci ricorderemo del rider che ha saltato il gruppo con la sua MTB.

Della 12° tappa, con arrivo all’Alpe d’Huez, certamente nessuno potrà dimenticare la caduta di Vincenzo Nibali, l’arrivo al traguardo con soli 13 secondi di ritardo e il ritiro a causa di una frattura ad una vertebra. Ricorderemo la cronaca di Silvio Martinello e Francesco Pancani che attribuiscono la responsabilità della caduta alle moto della polizia francese e poi identificano un gesto di fair play poi smentito dallo stesso Froome. Ricorderemo i tantissimi fumogeni accesi durante l’ultima salita, gli esibizionisti presenti lungo il percorso e la vittoria di Geraint Thomas.

Sylvain Chavanel, 39 anni, ricorderà la 13° tappa come quella in cui ha raggiunto il record di 60 mila chilometri percorsi al Tour.  A quasi 40 anni ancora attacca e si difende egregiamente, ottima la sua posizione in classifica generale: 39° a Parigi. Al 30° posto finale il suo compagno di squadra Lilian Calmejane.

festeggia i 60000 km percorsi sulle strade de Le Tour de France

Noi italiani ci ricorderemo anche la 15° tappa che ha visto l’espulsione del fortissimo ciclista Gianni Moscon in seguito ad un episodio giudicato grave dal VAR. 23 minuti dopo la partenza c’è tensione tra Gianni Moscon e un corridore della Fortuneo, Elie Gesbert. Moscon si volta e sembra voler colpire il collega. La giuria non ha dubbi, Moscon viene rimandato a casa in anticipo. La SKY registra un video messaggio in cui Moscon porge le sue scuse. E’ sembrato ai più qualcosa di forzato, di ben poco spontaneo e anche inopportuno in quella forma e in quel modo.  Gianni è recidivo, venne squalificato in passato per offese a sfondo razzista e, ai mondiali 2017, per traino prolungato. In quella occasione si assunse la responsabilità dell’accaduto il CT Davide Cassani. SKY sta valutando il da farsi, si teme anche il licenziamento del corridore italiano

Nella 16° tappa con partenza dalla bellissima Carcassonne, al km 29 la gara viene fermata per problemi fisici accorsi a tutto il gruppo. Dei contadini, per protestare, hanno messo delle balle di fieno lungo il percorso e cercato di fermare la corsa. La Polizia francese è intervenuta con le maniere forti utilizzando lacrimogeni e spray al peperoncino. Ad avere le conseguenze peggiori molti dei campioni in gruppo che hanno accusato forti bruciori agli occhi e lacrimazione. Sono intervenuti i medici di corsa con colliri e acqua e si è ripartiti solo dopo che la situazione è tornata alla normalità.

Tour de France 2018 – 105th Edition – 16th stage Carcassonne – Bagneres de Luchon 218 km – 24/07/2018 – Sabotaged by protesting farmers- photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2018

Cade anche Gilbert facendo un volo al di la del muro di protezione e finendo in un dirupo. E’ la stessa discesa dove nel 1995 perse la vita Fabio Casartelli: si vivono attimi di angoscia sino a quando lo si rivede salire e salutare. Terminerà la corsa pedalando gli ultimi 60 km con forti dolori. La sera stessa, con un Twitter informerà tutti che non partirà l’indomani per un frattura alla rotula della gamba sinistra.

Ci ricorderemo della 17° tappa di soli 65 chilometri e con 3 GPM. Ce la ricorderemo per la partenza stile F1 con i primi 20 in classifica generale schierati in griglia come delle potenti monoposto. Esperimento francese che non ha riscosso un gran consenso e che non ha portato a nulla ai fini della classifica generale né a quella di tappa.

Nel dopo tappa, quando gli atleti stavano tornando ai pullman accade l’impensabile: un gendarme scambia Chris Froome per un ciclista amatore e lo ferma facendolo cadere. La gente, e lo stesso campione, rimangono di stucco e quasi senza parole.

RaiSport1

Cade anche Peter Sagan, si fa male e perde molti minuti da primi però gli riscontrano solo contusioni e abrasioni, nulla che gli impedisca di continuare ad indossare la maglia verde.

Questi episodi, che hanno determinato in molti casi le classifiche del Tour, verranno certamente ricordati da tutti.

Il Tour stesso, non verrà etichettato come uno dei più belli ma come dei più strani certamente.

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