La rinascita del borgo, Bussana Vecchia

Lassù c’è un piccolo borgo che non conoscevo ma Silvia, la mia amica di gioventù, ce ne parla sovente. Non avevamo mai rivolto lo sguardo verso quel luogo e le ruote della mia bicicletta mai avevano percorso quella stretta e ripida strada.

Siamo sulla riviera dei fiori, nel ponente ligure in provincia di Imperia.

Tra Arma di Taggia e Sanremo, arroccato sulle pendici vista mare, vi è un piccolo borgo abbandonato per decenni in seguito ai danni arrecati allo stesso dal terremoto del 23 febbraio 1887.

Si chiamava Bussana e venne isolato e abbandonato sino agli anni 50 del secolo scorso. Poco più a valle venne eretto un nuovo borgo, l’attuale Bussana, e da allora il relitto fu rinominato “Bussana vecchia”.

Il paese sembra risalire all’epoca romana; solo nell’XI secolo viene costruito il primo castello ad opera dei Conti di Ventimiglia.

Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova. Nel 1404 viene completata una prima Chiesa dedicata a Sant’Egidio e lo stile degli edifici da romanico muta a causa dell’utilizzo delle pietre arrotondate reperite a valle.

Il castello abbandonato è oramai in rovina. Le case attualmente presenti risalgono quasi tutte al XVI secolo. Il XVII secolo vede la completa rivisitazione della Chiesa che, dallo stile romanico originale passa al barocco. Nel corso dei due secoli seguenti il borgo resta sostanzialmente immutato.

La popolazione viveva di agricoltura, di coltivazione di olivi e agrumi e di piccolo allevamento. La vita religiosa assunse un ruolo sempre maggiore, tanto che la Chiesa venne ulteriormente decorata e restaurata.

Nel XIX secolo la terra incomincia a tremare e i terremoti del 1831, 1851, 1854 ne mettono in risalto la fragilità tanto che gli abitanti decidono di rinforzare le abitazioni esistenti introducendo i tipici archi, ancora oggi visibili, che congiungono gli edifici.

Alle 6:21 del 23 febbraio 1887 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese.

Alla fine degli anni 50 alcuni artisti, che esponevano a Sanremo, scoprirono questo luogo pressoché disabitato ma di grande “ispirazione” e iniziarono una sorta di ristrutturazione delle case più integre per trasferircisi.

Il primo a tentare di costruire una colonia di artisti in questo luogo fu torinese Mario Giani, in arte Clizia, ma non ci riusci e si trasferì a Sanremo. Nel mentre vi si stabilì il siciliano Vanni Giuffrè.

Nel 1968 sono una trentina le persone che vi risiedono: artisti di nazionalità diverse. Le autorità minacciano però lo sgombero del sito sulla spinta degli abitanti della nuova Bussana che sembrano non gradire una “rinascita” dell’antico borgo.

E’ tutt’oggi in corso una battaglia legale che dura da anni tra il Comune e i residenti e coloro che reclamano i possedimenti dei loro avi. Una battaglia iniziata tanti anni or sono ma che non si sa quando finirà.

Vi ho incontrato persone cordiali che vivono in armonia tra loro e le antiche pietre e  i numerosi animali domestici ivi presenti.

Il mezzo di trasporto più utilizzato e lo scouter, vista la stretta via d’accesso. Vi sono alcune attività commerciali tra cui ristoranti e negozi di artigianato.

Se capitate da queste parti, lasciate per qualche ora la via Aurelia e godetevi il mare da questo borgo che ispira artisti di professione ed affascina chiunque lo visiti.

Per gli amanti delle due ruote a motore umano, come lo sono io, salire sino lassù è quasi un obbligo.

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