Raccontare storie di luoghi e persone, viaggi in solitaria e di gruppo, speranze, sogni, attese soddisfazioni e delusioni.

Il mio Hautacam

Ai piedi dei Pirenei c’é Lourdes, non solo una spettacolare meta di pellegrinaggi che conta circa 6 milioni di fedeli l’anno, ma anche una cittadina in posizione strategica per appassionati di ciclismo.

A meno di 30 km vi è la cima dell’Hautacam, a 55 km c’è la vetta del Tourmalet e un po’ più in là il Col d’Aspin e il Col d’Ausbique sul versante opposto.

Su queste salite i campioni di ciclismo si sono dati battaglia sin dalle prime edizioni della gara a tappe più ambita della storia del ciclismo, il tour de France.

Lourdes, piccola cittadina di circa 15 mila abitanti, è la seconda meta turistica di Francia dopo Parigi. Dal 1858, anno delle apparizioni della Madonna alla giovane Bernardette Soubirous, i flussi di persone prima dalla città, poi dalla provincia e successivamente da tutto il mondo, non si sono mai arrestati e probabilmente mai lo faranno.

Alloggiamo a Les Jardins de Lourdes, un bell’albergo posto nel centro città a poca distanza dalla Basilica, raggiungibile a piedi in 5 minuti.

Le camere, dotate di TV e di angolo cottura, offrono uno spazio pulito e confortevole ad un prezzo conveniente. Colazione e cena sono a parte ma se ne può fare tranquillamente a meno sia perché si può cucinare in camera, sia per l’ampia disponibilità di locali e punti ristoro appena fuori l’hotel. Vi è anche un parcheggio privato a pagamento e anche gli amici a quattro zampe sono bene accetti anche se hanno un costo aggiuntivo.

Un martedì mattina di fine aprile ci alziamo con il desiderio di pedalare sui Pirenei e, come al solito, ci si prepara di tutto punto per iniziare una nuova avventura.

Lasciamo l’appartamento è ci dirigiamo ai piedi dell’Hautacam, una salita di 13.50 km famosa perché affrontata più volte nella storia dai campionissimi atleti del Tour de France. Nel 2014, nella tappa Pau – Hautacam, Vincenzo Nibali vince in solitario a braccia alzate dopo aver ripreso uno a uno tutti i fuggitivi.

La salita ufficiale misura 13,6 km con una pendenza media del 7,8%. I primi sei km sono i più facili con una pendenza che si attesta attorno al 6% mentre gli ultimi non scendono quasi mai sotto il 9%, con un chilometro all’11%. Troviamo una giornata soleggiata e ventilata, l’aria tersa e pulita. Il paesaggio è incantevole, tutte le cime più alte sono ricoperte da un manto bianco di neve mentre sotto fa da padrone il colore verde dei prati rigogliosi di primavera. Siam in mezzo alla settimana e la salita è praticamente silenziosa, solitaria.

Scalando incontro solo alcuni ciclisti che fendono l’aria precipitandosi a valle, sono quelli del mattino presto che per pranzo devono essere a casa. Scendendo a mia volta incontro gli amici del turno pomeridiano, quelli che finito di lavorare, saltano il pranzo per pedalare.

Difficile descrivere l’emozione di far girare le ruote della mia bici sulle cime pirenaiche dei campioni, ancor più arduo raccontarvi l’emozione di alzarsi sui pedali e danzare sulle rampe e i tornanti di questa mitica salita.

Forse aprile non è il mese adatto per questi luoghi ma maggio e giugno si, è più facile trovare bel tempo e tutto è ancora fiorito. Data la posizione geografica, spesso piove ma il paesaggio è fantastico comunque.

Maggio, giugno, settembre per me sono i mesi migliori: c’è caldo, il sole frequenta maggiormente questi luoghi che si prestano a coniugare spiritualità e preghiera a piedi e sui pedali.

Tutta la salita è ben segnalata, ad ogni chilometro di ascesa vi sono cartelli riportanti la distanza dalla vetta e la pendenza del tratto che ci si accinge a fare.

Nell’ultimo chilometro la pendenza si riduce e una volta in cima la strada si allarga sino a trasformarsi in un ampio piazzale dove nelle competizioni ufficiali viene posto l’arrivo, se ne vedono ancora le scritte a terra.

Poco più avanti vi è la stazione di risalita per le piste da sci, siamo in una stazione sciistica molto frequentata in inverno.

Dopo le foto di rito, un veloce cambio per indossare qualche cosa di asciutto, iniziamo l’ascesa senza forzare troppo, per poter osservare il paesaggio circostante, per poter cogliere quelle sfumature perse durante la salita.

Se capitate da quelle parti, portate la bici con voi… Buona pedalata

Il Tracciato su STRAVA Visualizza

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