Freedom arriva sul barcone

Premessa

E’ una storia vera che ci ha raccontato la diretta interessata durante un normale servizio di volontariato presso le Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. La ragazza non è più in quel luogo ma la sua storia rimane in tutti noi.

Il racconto

La chiamerò Freedom in nome della libertà cercata ma non posseduta in questi travagliati e difficili ultimi anni.

Freedom è una giovane ragazza nigeriana che viveva serenamente in un piccolo paese, sposata con un uomo più grande di lei e già in viaggio verso l’occidente in cerca di fortuna.

Lei non aveva in cuore il desiderio di lasciare la sua terra ma, persuasa da una connazionale, alla fine partì anche lei verso un mondo sconosciuto che aveva solamente sentito nominare.

La connazionale le raccontò una storia falsa, piena di bugie con il solo fine di farla partire. Le disse che avrebbe viaggiato in aereo e sarebbe andata in Europa a lavorare come parrucchiera e che degli amici la stavano aspettando.

Freedom si lasciò convincere ma insistette per raggiungere il vecchio continente via terra e mare poiché sapeva del viaggio del marito e voleva incontrarlo per completarlo insieme.

Passò giorni a camminare per attraversare l’Africa sino a raggiungere la costa della Libia, sul mare mediterraneo.

Lei e le sue compagne di viaggio subirono ogni tipo di violenza lungo il tragitto ma nulla rispetto a quello che verrà fatto loro nei campi libici prima dell’imbarco.

Effettivamente riuscì ad incontrare il marito, poiché non era ancora stato imbarcato, e venne fatto loro di tutto.

Lei venne violentata da non sa quante persone e non solo sessualmente.

Le spensero sul corpo sigarette, le fecero ustioni, la tagliuzzarono con il coltello e la tennero in piedi con gli occhi aperti, le posero di fronte il marito e la costrinsero a guardare mentre gli sparavano in testa.

la osservavo attentamente mentre, in inglese, ci raccontava tutto questo. Il volto e le sue braccia nude erano piene di cicatrici ma la sua espressione comunque dolce. Aveva un grande desiderio di esternare il suo stato d’animo –

Arrivata in Europa, come possiamo facilmente immaginare, chi la stava aspettando non voleva offrigli il posto di lavoro che le avevano promesso ma ben altro.

Era stata promessa, per non dire barattata, a dei ghanesi (così ci ha raccontato), già ben stabilizzati in Europa, per essere abusata sessualmente.

Dovette sottostare a questo schifoso trattamento ma non perse mai la speranza di libertà.

Freedom un bel giorno riesce a scappare e a raggiungere il nord d’Italia. Dopo vari passaggi venne accolta dalle Missionarie della Carità che la aiutarono dandole vitto e alloggio e avviando per lei, grazie alle istituzioni preposte, l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Oggi Fredoom ha lasciato la casa di accoglienza e le istituzioni italiane si stanno occupando di lei.

Freedom è Libera.

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