Sponsorizzazioni sportive, un vero affare

Se pensiamo che sino agli anni ’60 il 90% della popolazione che praticava sport era maschile e che ora,1 terzo della popolazione (uomini e donne) pratica qualche attività sportiva, è facile comprendere il perché delle cifre che seguono.

Nel 2018, le sponsorizzazioni nel mondo sportivo hanno avuto un vero e proprio incremento tanto da poter affermare che è un affare investire in tale settore.

Nell’ultimo anno sono stati investiti 65,8 miliardi di dollari contro i 43,1 miliardi del 2008.

L’incremento, pertanto, è pari al 52,7% in 10 anni (dati Forbes).

Dal 2007 al 2018 viene evidenziato un incremento annuo pari circa al 5% che fa ben sperare chi investe nelle sponsorizzazioni sportive e chi si occupa del marketing.

Il Nord America è quello che spende di più, subito dopo vi è l’Europa con uno scarto di 10 punti percentuale.

Una parentesi va aperta su quel settore che prende il nome di e-games, ovvero delle Leghe e dei campionati professionistici di videogiochi.

Internet ha permesso di trasformare il mondo dei videogiochi per ragazzini in una vera e propria potenza dell’intrattenimento superando per fatturato, addirittura, cinema, televisione e musica.

Si parla di più di mezzo miliardo di dollari in e-sponsorship e, si prevede, raggiungerà il miliardo entro il 2020.

Uno degli sport in cui è ritenuto vantaggioso investire anche con budget contenuti (da 50 mila euro in su) è la MotoGP. Migliaia e migliaia di spettatori, fan, e competizioni in tutto il mondo. Una vera vetrina internazionale in cui esporre il proprio marchio.

Tutti sponsor

Atleti, sportivi, e semplici cittadini non sono più solo atleti professionisti o amatori ma sponsor, testimonial più o meno consapevoli.

C’è chi è pagato per proporre un marchio e chi paga.

I secondi sono la fetta più grande di questa ricca torta.

Il sistema delle sponsorizzazioni fa si che ogni cittadino sportivo sia sponsor.

Qualche anno fa, ad esempio, le divise dei team non erano così diffuse e le vetrine dei negozi non ne avevano quasi mai.

Quando le aziende hanno ascoltato le richieste del pubblico, hanno capito che potevano prendere i soliti 2 piccioni con una fava: vendere prodotti a prezzi per nulla bassi ed ottenere pubblicità dagli stessi acquirenti.

Ecco allora che ogni anno i team disegnano nuove divise, nuovi colori, nuovi prodotti.

Se pensiamo solo al campionato di calcio italiano, lo sponsor di maglia può valere più di 10 milioni di euro a stagione.

La Juventus , a fine 2018, ha rinnovato il contratto di sponsorizzazione con ADIDAS per altri 9 anni alla cifra di 408 milioni di euro.

Nella formula 1 si va dai 100 mila euro sino a centinaia di milioni di euro. Per inserire il proprio marchio sulla tuta del campione del mondo ci vogliono circa 1 milione di sterline.

Sponsor del Ciclismo

I World Team versano all’UCI una quota annua di 85.500 euro più un contributo di 129.540 euro (cifre 2018 da Il Sole24ore) alla Cycling AntiDoping Foundation (CADF).

I Professional Continental Team versano, invece, 20 mila euro all’UCI e 86.700 euro alla CADF.

Il budget medio di spesa di un team World Tour è di circa 10 milioni di euro. Il Team Sky, nel 2016, ha avuto a disposizione 35,5 milioni di euro. 5 milioni di euro è il solo stipendio annuo del campione Chris Froome.

Lo stipendio medio di un ciclista della massima categoria si aggira attorno ai 200 mila euro l’anno.

Da dove arrivano tutti questi soldi? dalle sponsorizzazioni.

Concludendo

E’ evidente, i bilanci lo dimostrano, investire nelle sponsorizzazioni sportive è un vero affare.

Siate testimonial consapevoli.

Facciamo pubblicità pagando i prodotti.

Siamo più credibili e autentici di chi viene pagato per farlo.

Detto questo, buona attività a tutti.

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