San Romedio, luogo incantato

La leggenda

Si narra di Romedio di Thaur che, volendo recarsi a Trento per un ultimo saluto al suo vescovo Vigilio, chiese ad un suo discepolo di sellargli il cavallo.

Questi però tornò indietro terrorizzato raccontando che un orso stava sbranando il cavallo. Il vecchio eremita non si scompose e gli disse: “Allora metti le briglie all’orso”.

Il discepolo, che di Romedio si fidava ciecamente, tornò indietro e, pur con la dovuta titubanza, avvicinò le briglie all’animale il quale chinò il grosso capo e si fece sellare tranquillamente. Il Santo potè così raggiungere Trento a cavallo dell’orso.


https://www.santuariosanromedio.it/leggenda/

Bruno, l’orso di San Romedio

Bruno è un orso bruno dei Carpazi che nel 2001 venne sequestrato a Palestrina ad un uomo che lo teneva rinchiuso in un gabbiotto e che lo aveva acquistato illegalmente per farne un fenomeno da baraccone nelle fiere, assieme ad orsetti lavatori, una lince ed altri animali detenuti illegalmente e tenuti in un pessimo stato.

Ormai oltre dieci anni fa l’orso venne affidato al parco nazionale d’Abruzzo che si prese la responsabilità e l’onere di gestire l’animale, sistemandolo nel centro visite di Pescasseroli, in un recinto di circa 400 metri quadrati.

Lì, Bruno ha vissuto per oltre dieci anni in condizioni decisamente migliori di quelle a cui era abituato fin da cucciolo, quando venne strappato alla madre nella foresta dei Carpazi e venduto.

Il trasferimento di Bruno nel recinto del Santuario di San Romedio va dunque visto come un miglioramento della qualità della vita dell’orso.

Il recinto è di circa un ettaro, venticinque volte più grande del suo precedente ricovero).

Il Santuario di San Romedio si trova in un canyon piuttosto angusto e freddo d’inverno.

Il recinto di San Romedio non è forse la sistemazione migliore in assoluto per Bruno, ma è la migliore in cui l’orso abbia mai vissuto.

Bruno da recluso è in una gabbia ora può vivere in uno spazio ben più ampio.

Il suo reinserimento allo stato selvaggio non è stato possibile, nemmeno la sua integrazione con gli orsi abruzzesi ha funzionato.

La libertà sarebbe certo ciò che di meglio avrebbe meritato ma, un orso vissuto in una gabbia per tanti anni, non è più in grado di alimentarsi da solo, di essere realmente indipendente.

Il binomio San Romedio è l’orso è sempre esistito e con Bruno l’equilibrio viene mantenuto.

Sarei stato veramente furioso se avessero catturato un orso in libertà per confinarlo in un recinto.

In questo caso sono convinto che qui Bruno, potrà terminare i suoi giorni in maniera dignitosa.

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