Dolceacqua, borgo intatto

Siamo in Liguria, nell’entroterra tra Ventimiglia e Bordighera.

Lasciando il mare alle spalle si risale il torrente Nervia per circa 10 km e si giunge al borgo di Dolceacqua.

Di epoca medioevale, furono i conti di Ventimiglia ad erigere le basi dell’attuale castello.

È del 1151 la prima citazione ufficiale che lo definisce un presidio edificato alla sommità della rupe dalla quale controlla il torrente Nervia.

Il castello viene acquistato nel 1270 dalla famiglia Doria.

Nel 1652 ne fecero un piccolo marchesato, e il primo marchese fu Francesco Doria.

Nel 1805 Dolceacqua divenne capoluogo dell’omonimo cantone francese.

Con la caduta di Napoleone, il territorio ligure di ponente passò sotto il regno di Sardegna.

Nel 1861, con il Regno d’Italia, passò al circondario di Sanremo appartenente alla provincia di Nizza.

Nizza fu poi ceduta alla Francia e Dolceacqua passò, quindi, alla provincia di Porto Maurizio (Imperia).

Nel 1883 fu visitata dal pittore Claude Monet che vi soggiornò in compagnia di Renoir.

Ci ritornò l’anno successivo.

18 feurier 1884, Dolceacqua, dans la valle de la Nervia: l’endroit est superbe, il y a un pont qui est un bijou de légèreté

Claude Monet

Oggi è un borgo mantenuto pulito e in perfette condizioni, affascinante e coinvolgente

A mio parere, per coglierne l’essenza profonda, è da visitare in una giornata tranquilla, soleggiata e fresca di primavera.

Il suo caratteristico ponte, che ha affascinato anche Monet, è conservato benissimo ed è attraversabile.

L’acqua che vi scorre sotto, formando una piccolo ansa a monte del ponte, dona colore, suoni e musica alla poesia dell’insieme.

In Italia c’è ancora qualcosa di bello e ben mantenuto.

Consigli

Ricordiamoci che un luogo è affascinante anche in funzione di con chi lo visitiamo.

Le pietre di un borgo non sono statiche come sembrano.

Noi non siamo monolitici, abbiamo stati diversi e dipendono anche da coloro che ci stanno accanto.

Visitate i luoghi, fatelo con chi vi emoziona.

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