Il Monte Conero

Abbiamo trovato alloggio a Senigallia, lungo la riviera adriatica in terra marchigiana.

Siamo in provincia di Ancona a nord del capoluogo.

L’estate è alle porte e le spiagge, durante la settimana, sono ancora semi deserte.

E’ proprio un ottimo momento per godersi alcune ore al sole e fare una bella nuotata e prima una bella pedalata ristoratrice.

Quest’oggi l’ammiraglia e il suo equipaggio resteranno in spiaggia poiché il punto di partenza e di arrivo coincidono.

Ci alziamo alle 8.00: la nostra camera, situata al quarto piano dell’hotel Nuovo Diana, è ampia, spaziosa e vista mare.

Lo spettacolo, ammirabile da lassù, è già un ottimo nutrimento per l’anima e lo spirito.

Abbiamo una vista a 180 gradi, riusciamo a vedere tutta la riviera in direzione Ancona e in direzione centro città e sino all’orizzonte, osservando il mare.

Non c’è vento, c’è stato sino alla sera prima, il mare è piatto e il sole si riflette come su un carta argentata in movimento.

Ogni volta ho lo stesso pensiero osservando la natura: se rivolgo lo sguardo verso terra noto le opere dell’uomo che ti fanno capire quanto grandi sono i suoi limiti.

Se guardo lo scenario sotto e sopra l’orizzonte vedo solo l’opera di Dio, il mare, il cielo e tutte le creature che volano e quelle che che so essere immerse a nuotare.

Certamente molte cose fatte per mano umana hanno migliorato le nostre condizioni di vita, hanno abbattuto delle barriere e avvicinato i popoli ma quante cose abbiamo distrutto?

Quante sono le nuove colline fatte di spazzatura ricoperta di teli, terra ed erba che circondano le nostre città e le nostre spiagge?

Scendiamo per colazione, scegliamo un tavolo e ci avviciniamo al buffet: penso proprio che non manchi nulla.

Bisogna fare attenzione poiché le tante cose esposte e la nota ingordigia umana ci possono giocare brutti scherzi.

Appesantire troppo lo stomaco ingurgitando più del necessario o alimenti di difficile digeribilità possono renderci la pedalata una sofferenza piuttosto che un piacere.

Lasciata la sala colazioni, saliamo in ascensore sino al tetto panoramico a dare un’occhiata al paesaggio, al tempo e alla vasca idromassaggio, posizionata proprio al centro del terrazzino.

Qui, chi lo desidera, può consumare la colazione o l’aperitivo in totale relax, da provare sicuramente.

Si torna in camera per l’abituale rito di preparazione alla corsa in bici.

Ci vestiamo di tutto punto in funzione della temperatura e delle condizioni meteo.

Oggi c’è caldo, non ci sono rischi di precipitazioni ma una piccola mantellina di emergenza ce la mettiamo comunque in tasca.

Diamo un’ultima controllatina alla nostra bici, posizioniamo il ciclo computer nel suo alloggio, salutiamo la dolce compagnia, ci facciamo un bel segno della croce e iniziamo con il primo giro di pedali in direzione Ancona.

Percorriamo tutto il lungo mare assaporandone i profumi sino alla località Montemarciano dove svoltiamo a destra e poi a sinistra imboccando la ss16 che abbandoniamo poco dopo per entrare a Falconara; la attraversiamo interamente.

Giunti alle porte di Ancona, percorriamo Via Flaminia, svoltiamo per via Alcide de Gasperi, via Martiri della Resistenza, via XXV aprile, via Rodi, via Isonzo sino ad imboccare la strada provinciale del Conero.

A questo punto ci è subito chiaro il tipo di tracciato che andrò a percorrere, ovvero salite e discese e ben poca pianura.

Attraversando queste vie del centro città possiamo ammirare le bellezze e le lacune presenti e il bellissimo panorama sul mare, visibile soprattutto da chi abita gli edifici della parte alta della città.

Una volta lasciato il centro cittadino, percorrendo il lungo Conero, ci troviamo a pedalare su pareti a strapiombo sul mare da un lato e diversi spettacolari campi di girasole dall’altro: mare a sinistra e colline in fiore a destra.

Ogni tanto incontriamo assembramenti di auto parcheggiate apparentemente nel nulla.

Ben sappiamo che in corrispondenza di quei parcheggi vi sono delle impegnative discese a mare che consentono di trascorrere ore di tranquillità in posti altrimenti accessibili solo con natanti.

Ad un certo punto, si lascia la costa per giungere in località Poggio per proseguire sempre sulla strada principale sino a quando, sotto di noi, vediamo Sirolo e ancora più in basso Numana.

Percorro tutta la strada tra curve e rettilinei sino a giungere alla rotatoria dopo la quale impegno la via che mi conduce direttamente sulla piazzetta panoramica, Piazzale Marino, di Sirolo.

Le foto sono d’obbligo almeno per il sottoscritto.

Ci sono varie alternative che si possono scegliere per il ritorno.

Affascinato dalla bellezza del percorso, decido però di rientrare a Senigallia per la strada appena percorsa.

Come tutti sapete, o quasi, percorrendo lo stesso percorso in senso contrario, i punti di vista sono differenti e spesso si notano cose che all’andata non si sono viste.

Rientrato ad Ancona, cambio giro e affronto altre caotiche vie del centro che mi permettono di ammirare monumenti e piazze singolari e degne di nota.

Tornato sul lungo mare e raggiunta la sede di partenza scopro di avere percorso circa 80 km ed aver respirato colori ed aria ricca di iodio.

Visto che siamo al mare, pongo accuratamente la bici nel suo alloggio, salgo in camera, indosso il costume e mi precipito in spiaggia per proseguire la giornata in buona compagnia con le creature di Dio.

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