Parlare di Bartali non è semplice

Gino Bartali nei temi di maturità.

Avrei svolto sicuramente questo.

Bartali e Dalla Chiesa, due uomini che hanno combattuto e che, entrambi, hanno salvato vite umane, tra la seconda guerra mondiale e la mai terminata guerra contro la criminalità organizzata.

Due uomini che hanno lottato, combattuto contro qualcosa di enorme ed entrambi hanno vinto.

Mi auguro che i ragazzi che hanno scelto il tema su Gino Bartali ( Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) non abbiano pensato di trattare un argomento facile e di cavarsela con poco.

La figura di Gino è complessa, affascinante e per nulla banale.

Era un vero cattolico convinto, ha contribuito a salvare centinaia di ebrei, ha rischiato la vita per quella degli altri.

E’ stato insignito dell’alta onorificenza di “Giusto tra le nazioni” (23 settembre 2013), per la sua attività di corriere tra Firenze ed Assisi. Trasportava nel canotto della sella, documenti falsificati perfettamente dai tipografi Brizi.

La sua vita è direttamente collegata con quella del vescovo di Assisi Giuseppe Placido Nicolini, con quella del Cardinale di Firenze, Elia Dalla Costa e con il frate francescano Padre Rufino, priore del convento di San Damiano.

Padre Rufino Nicacci, infatti, fu incaricato dal vescovo di Nicolini, di nascondere numerosi ebrei giunti ad Assisi e di trovare il modo di farli scappare verso le terre già in mano agli alleati.

Ecco che il cardinale di Firenze, Dalla Costa, amico di Bartali, chiese al campione di fare da corriere tra Assisi e Firenze e non solo, per portare i documenti falsi prodotti dai Brizi.

Nella città del santo patrono d’Italia vi era, infatti, una tipografia gestita da Luigi e Trento Brizi, padre e figlio che, spinti dalla insistenza di padre Nicacci, alla fine accettarono di stampare perfetti documenti falsi.

Usavano nomi di gente del sud dato che quelle terre erano già in mano agli alleati e i tedeschi non avrebbero potuto verificare l’effettiva corrispondenza.

Con queste poche parole credo di avervi fatto capire di cosa si parla quando si narra di Gino Bartali.

Lui stesso non ne parlò mai di quelle vicende sino a quando usci il libro e poi il film Assisi clandestina.

Bartali, carattere forte e burbero, si arrabbiò pure con gli autori perché, come affermò sempre nella sua vita:

« Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca »  (Gino Bartali).

Pensate che non ne aveva parlato nenmeno con la moglie che lo vedeva uscire prima dell’alba e rientrate a notte fonda.

La moglie partorì un figlio morto e Gino, incurante del coprifuoco, in una piccola cassa di legno se lo caricò sulla bici e lo portò al cimitero a Ponte a Ema.

Lo seppellì accanto al fratello, morto in seguito ad un incidente di gara.

Leggete i libri che vi consiglio e capirete chi era l’uomo e il campione Gino Bartali.

Gino e Fausto.

Libri consigliati

Campione su strada, l’unico nella storia del ciclismo ad aver vinto due tour de France a distanza di 10 anni una dall’altra: 1938;1948.

Erano anni in cui la politica fascista interveniva nell’attività sportiva.

Nel 1937 a Bartali fu impedito di correre il Tour de France perché non si poteva rischiare di perderlo.

Nel 1938 Mussolini chiese a Bartali di vincere il Tour de France e di dedicare la vittoria al Duce in nome della razza italiana, ritenuta superiore.

Sempre nel 1938 partecipò ai mondiali, li perse e fu attaccato dai fascisti perché erano convinti lo avesse fatto appositamente.

Gino voleva la doppietta Giro e Tour nello stesso anno ma gli fu impedito di partecipare alla grande corsa italiana.

Bartali, Gino Bartali era Cattolico, e preferì dedicarlo alla Madonna.

Se passate per Assisi, andate a visitare il museo dedicato lui e a questa storia. E’ al Vescovado e l’accesso è gratuito.

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