7 motivi per non comprare una Wilier

Prima di tutto perché è una bici italiana, concepita e progettata da italiani, sappiamo tutti che sono strani, capaci e geniali.

Sono biciclette che funzionano, leggere, di valore, collaudate. Non siamo più abituati alla qualità reale, la verità vera non interessa più a nessuno.

Hanno verniciature uniche come la Ramata, la Cromo Velata, la Perlata e la Iridescente, realizzate da veri artisti del colore. Ti fanno sentire diverso, speciale, ma noi siamo abituati all’omologazione, ad essere massa, potremmo sentirci a disagio con una bici unica.

Promettono come tanti, ma come pochi poi le novità eccellenti arrivano davvero. E’ gente credibile.

Hanno una rete di vendita molto articolata composta, soprattutto, da Punto Rosso Wilier – negozi mono marca – che vi assistono in tutto e dappertutto: vendita, assistenza meccanica, accessoristica, biomeccanica e abbigliamento.

Vi hanno pedalato persone come Fiorenzo Magni, Marco Pantani, Damiano Cunego, Alessandro Ballan, Michele Scarponi, Gilberto Simoni, Alessandro Petacchi, Filippo Pozzato, Thomas Voeckler, Lilian Calmejane, Niki Terpstra.

Sostengono lo sport professionistico, con squadre di primo ordine, il ciclismo giovanile e il ciclismo femminile. Sostengono il ciclismo amatoriale e le iniziative dei club e dei punti vendita.

Se comprate una Wilier Triestina e la utilizzate potreste trovarvi benissimo.

Condividi