Morire per salvare la privacy?

Advanced Mobile Location

Si chiama AML, Advanced Mobile Location il dispositivo salva vita che non è ancora in funzione nel bel paese.

Una questione burocratica e non tecnica potrebbe essere costata la vita al giovane francese deceduto in Cilento.

L’AML è un brevetto inglese, implementato su sistemi iOS ed Android (ELS – Emergency Location Service).

Quando si chiama il numero di soccorso, il sistema mobile invia un SMS al ricevente, contenente le coordinate della posizione del telefono chiamante.

Il margine di errore è di non più di 56 metri a fronte dei 3 chilometri della cella telefonica a cui è agganciato il dispositivo mobile.

In base ad una direttiva europea del 2009, entro il 2020 dovrà essere in funzione in tutti i paesi europei ma l’Italia non lo ha ancora attivato.

Non per un problema tecnico ma per una questione di Privacy, quindi di normativa.

Dalla registrazione drammatica tra l’operatore del 118 e la vittima francese, emerge proprio questo aspetto: l’impossibilità di individuare la posizione del telefono e quindi dell’infortunato.

La morte sembra essere sopraggiunta per dissanguamento, un intervento puntuale e tempestivo forse avrebbero mantenuto in vita il giovane escursionista.

Penso che un tale sistema attivo potrebbe salvare la vita a molte persone, ciclisti compresi.

E sono sicuro che la vita umana è più importante della cosiddetta privacy.

Quando la tecnologia e pro vita va sempre sostenuta.

Advanced Mobile Location subito attivo, grazie!!!

Per la cronaca

A marzo 2019 l’AML è implementato in 15 paesi: Austria, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Finlandia, Irlanda, Islanda, Lituania, Moldavia, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovenia e Stati Uniti.

In Italia è disponibile l’app “112 Where Are U”, che funziona in maniera molto simile all’AML.

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