Eugenio Alafaci lascia

Le parole di Alafaci a Tuttobiciweb:

«Purtroppo da tempo soffro del restringimento dell’arteria iliaca femorale (lo stesso problema per cui quest’anno si è operato Fabio Aru, ndr) e nonostante cinque operazioni non c’è modo per me di pedalare come vorrei.

Sono finito sotto i ferri la prima volta da dilettante e per i primi 2-3 anni da professionista sono stato bene, dopodiché ogni anno i dolori e i conseguenti cali di prestazione si ripresentavano.

Da allora una stagione intera non sono mai riuscito a farla e, intervento dopo intervento, l’efficacia risultava sempre inferiore. Non arrivando il sangue alla gamba sinistra non riuscivo a spingere sui pedali, finché ho potuto ho camuffato il problema, ma ormai è ora di arrendersi davanti a qualcosa più grande di me.

I medici dicono che può essere dovuto a una questione genetica, che con il movimento della pedalata l’arteria torna a restringersi e ormai non c’è nulla da fare se non pensare di sostituire totalmente l’arteria ma sarebbe una cosa da pazzi.

Ho sempre vissuto male questa situazione, dopo ogni operazione sembrava fosse tutto ok invece dopo due mesi tornavo a peggiorare. L’ultima operazione a cui mi sono sottoposto risale a giugno, dopo un mese nel quale ho disputato solo una gara in Belgio avvertivo già dolori.

I dottori questa volta mi hanno detto che continuando a insistere rischio una trombosi, non è proprio il caso di mettere a repentaglio la mia vita. Speravo davvero di poter risolvere la questione una volta per tutte, non essendo possibile smetto senza pensieri».

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