E' un luogo di informazione sportiva, sociale, emozionale. Raccontare storie di persone, atleti, grandi imprese, trionfi e delusioni, è la nostra mission. Facciamo informazione, produciamo confronti ideologici.
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Leonardo Da Vinci, oggi come ieri

Nel cinquecentenario dalla morte di una delle persone più talentuose dell’intero pianeta, venerdì 6 dicembre presso la sala Arazzi dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, si è tenuto il convegno dal titolo “Leonardo da Vinci, lo scrittore, l’artista, l’ingegnere” (1452-1519).

Il primo intervento in programma è stato quello del prof. Antonio Lodo, storico, che ha raccontato ai presenti Leonardo scrittore. Ha illustrato e commentato, con il supporto di slide, alcuni manoscritti del genio fiorentino.

“Seguire le leggi di natura, non insuperbirsi troppo” è uno dei tanti insegnamenti ereditati da Da Vinci. Dopo la sua morte i documenti, in cui aveva registrato le ricerche, i progetti, le teorie, i fatti personali, le curiosità e le riflessioni nel corso dell’intera vita, furono ereditati dal suo allievo Francesco Melzi che li riportò dalla Francia in Italia.

Quelli che oggi abbiamo non sono che un quinto di tutto il lavoro che avrebbe prodotto Leonardo. Molti andarono in parte smarriti, in parte trafugati, altri distrutti. Da questi scritti “emerge un Leonardo inquieto” dice Lodo, che riflette le instabilità del suo tempo in pieno Rinascimento (XIV-XVI sec.).

Il Leonardo artista è stato illustrato dal prof. Paolo Zorzi, Liceo Statale G. Veronese – S. Bonifacio (Vr) – che partendo dal contesto storico politico, ha narrato le origini professionali del Da Vinci, dei suoi rapporti con gli artisti del tempo e del mondo dell’arte della Firenze dell’epoca. Leonardo, il Perugino e il Botticelli, afferma, frequentarono la stessa Bottega.

I numerosi presenti hanno potuto ammirare delle foto di opere di Leonardo e di altri autori, suoi contemporanei, in cui vi era la sua mano. Hanno potuto anche visitare virtualmente alcune stanze degli Uffizi di Firenze. Con questo excursus ha di fatto narrato l’evoluzione artistica del pittore, dai primi studi alla maturità. Ha concluso l’intervento soffermandosi sulla magnificenza de “l’Ultima cena” un vero e proprio capolavoro realizzato all’interno del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Il terzo ed ultimo intervento è dell’Ing. Giovanni Veronese, Consorzio di Bonifica Adige Po, chiamato a illustrare il Leonardo ingegnere. Leonardo da Vinci inizia a dedicarsi agli studi di idraulica durante la permanenza a Milano, dove inventa e realizza le “porte vinciane”.

Ha mostrato ai presenti come vennero usate nei navigli e come tutt’oggi si usano anche in Polesine. Progettò ponti, collaborò con la Repubblica di Venezia nella messa in sicurezza delle terre attraversate dal fiume Brenta. Progettò gli attuali acquedotti: “farò elevare l’acqua surgitiva e fresca, la quale passerà pel mezzo delle tavole divise […] e altra acqua correrà pel giardino, adacquando li pomeranci e cedri ai lor bisogni”.

Tra le altre migliaia di cose fu colui che ideò il metodo scientifico, prima lo studio, la conoscenza poi i progetti e in fine la realizzazione: “le mie cose esser nate sotto la semplice e mera sperienza, la quale è maestra vera”.

Ha moderato l’evento il presidente dell’Accademia dei Concordi prof. Giovanni Boniolo. La sala gremita ha partecipato con estremo interesse pesando ogni parola dei relatori, chiedendo a volte di ingrandire le immagini per coglierne i particolari ben descritti. Leonardo Da Vinci è un personaggio che ancora oggi affascina persone di ogni età.

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