Paolo Rossi, numero 20, capocannoniere del mondiale 1982

Paolo Rossi, numero 20, capocannoniere del mondiale 1982

10 Dicembre 2020 Off Di EUGENIO MALASPINA
0 0
Read Time:4 Minute, 47 Second

Era il numero 20 nel 1982, se n’è andato nel 2020.

Nella notte tra il 9 e 10 dicembre, la moglie di Paolo Rossi, uno dei più forti giocatori italiani di sempre, ne ha annunciato la morte.

Federica Cappelletti lo ha scritto sul suo profilo Instagram.

Paolo Rossi aveva appena 64 anni, non era per nulla anziano: “Per sempre“, ha scritto la Cappelletti accanto ad una foto di lei col marito.

Ne da l’annuncio anche il vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale che scrive: “Una notizia tristissima, ci ha lasciato” un “indimenticabile, che ci ha fatto innamorare tutti in quell’Estate dell’82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro negli ultimi anni“.

Nato a Prato nel settembre del 1956, fu uno dei Campioni del Mondo del 1982, Capocannoniere (6 reti segnate) di quell’entusiasmante mondiale. La nazionale era guidata da Enzo Bearzot.

Avevo 14 anni e lo ricordo come fosse ieri.

Quell’anno giocava con la Juventus e vinse, se lo meritò al 100%, il Pallone d’Oro.

Soprannominato Pablito ci faceva entusiasmare tutti, noi ragazzini tifosi della Juventus e tutti gli italiani, ci alzavamo in piedi e rimanevamo senza fiato quando partiva e si avviava verso la porta avversaria.

Solo lui, Roberto Baggio e Christian Vieri, detengono il record italiano di marcature nei Mondiali (9 gol).

E’ stato anche il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro.

Giocò dal 1972 al 1975 nella Juventus, la stagione successiva passò al Como. Fece tre stagioni nel Lanerossi Vicenza (1976-1977, 1977-1978, 1978-1979). Dopo un anno al Perugia, di nuovo in campo con la Juventus dal 1979 al 1985. Dopo un anno al Milan (1985-1986) e un anno al Verona (1986-1987) ha appeso le scarpette al chiodo.

Nella sua carriera si contano 48 presenze in nazionale e 20 gol segnati con la maglia azzurra, 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa dei Campioni.

Aneddoti

Le giornate dei mondiali dell’1982 sono indimenticabili. Ricordo in particolare la sera della finale vinta dagli azzurri, andammo tutti in strada a festeggiare battendo su tamburi fatti con i fusti di detersivo e a sventolare la bandiera italiana che mi aveva cucito mia nonna e che ancora oggi custodisco. Non avevo l’auto a quel tempo, nemmeno la patente, non potevamo andare in giro, ci limitammo a festeggiare mentre il corteo d’auto, con bandiere sventolanti, passava più volte per tutte le vie della città.

Avevamo una televisione a tubo catodico, una di quelle che la generazione del 21° secolo non ha mai utilizzato. Era un Telefunken, marca tedesca rinomata a quel tempo, quando l’acquistammo per noi fratelli sembrò un giorno fantastico.

Su quello schermo guardammo tutte le partite, una sola era la TV in casa.

Erano anni in cui contava il calcio giocato, niente tatuaggi, orecchini e piercing, pettinature normalissime, contava di più il fare e l’essere che l’apparire.

Nel giorno della finale l’attuale mia moglie, allora tredicenne era a Cervia, in vacanza con la famiglia. Siamo spesso da quelle parti e ogni volta, da più di trent’anni mi racconta la storia di quei giorni. Ora sono addirittura io ad anticiparla, e non solo lei, anche la suocera.

Quella sera avevano montato un maxischermo all’interno dello storico magazzino del sale. Erano tutti la a guardare la partita, italiani e tedeschi.

Usciti per festeggiare, mi racconta, non trovarono più le biciclette. Ce l’hanno rubate pensarono subito. Ma da lì a poco le ritrovarono poco distante, non furono bottino di ladri ma di ragazzetti euforici che le presero per correre e urlare a squarciagola.

A quella finale partecipò uno dei più amati Presidenti della Repubblica, Sandro Pertini. Storica la foto che lo ritrae mentre gioca a carte in aereo con Bearzot.

Quella nazionale era composta da veri campioni, indimenticabili.

Nazionale 1982 con Paolo Rossi

  • Dino Zoff e Ivano Bordon (portieri)
  • Giovanni Galli
  • Franco Baresi
  • Giuseppe Bergomi
  • Antonio Cabrini
  • Fulvio Collovati
  • Claudio Gentile
  • Gaetano Scirea
  • Pietro Vierchowod
  • Giancarlo Antonioni
  • Giuseppe Dossena
  • Giampiero Marini
  • Gabriele Oriali
  • Marco Tardelli
  • Franco Causio
  • Bruno Conti
  • Daniele Massaro
  • Alessandro Altobelli
  • Francesco Graziani
  • Paolo Rossi
  • Franco Selvaggi

Una persona semplice, competente, questo è apparso al pubblico italiano il Paolo Rossi fuori dal campo. E’ stato direttore sportivo, commentatore televisivo. Ha avuto tre figli.

Lo salutiamo con il racconto fatto dalla moglie degli ultimi istanti del grande Paolo Rossi:

Nel momento in cui stava morendo e non se ne voleva andare, io l’ho abbracciato forte e gli ho detto Paolo, adesso vai, hai sofferto troppo. Staccati, lascia questo corpo e vai. Io crescerò le bambine e porterò avanti i nostri progetti. Tu hai fatto anche troppo e quindi si è addormentato in quel momento“.

Ciao Paolo, forza Pablito.

Ciao n. 20