Quando Padova aveva un grande team: Atala -Campagnolo

Atala Campagnolo
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Erano gli anni compresi tra il 1982 e il 1989 quando Atala, casa produttrice di biciclette, sponsorizzava assieme a Campagnolo una delle squadre più forti del Veneto.

Ero, sono tuttora, l’unico appassionato di ciclismo della mia famiglia di origine e quel team lo ricordo particolarmente. Oltre ad essere Veneto mio fratello maggiore, che conosceva solo Urs Freuler, me lo pronunciava con un tono tutto suo. Per lui ciclismo equivaleva a Freuler! Quando parlavo di ciclismo lui ripeteva sempre quel nome. Se non ricordo male, in una breve vacanza fatta con dei suoi compagni di classe, lo aveva visto vincere una gara.

La fama di Atala la si deve di certo a questo eccezionale velocista, che vi militò dall’1982 sino al 1987.

Si aggiudicò ben 15 tappe del Giro d’Italia, una al Tour de France. Vinse 10 titoli mondiali e 3 europei su pista.

In realtà Atala viene fondata nel 1907 da Angelo Gatti, ex dirigente Bianchi.

Nel 1938 diventa veneta poiché il marchio viene acquisito da Cesare Rizzato, artigiano e costruttore di telai a Padova.

Rizzato già produceva con il marchio Ceris e, dopo Atala, anche con Maino e Dei.

Dopo un periodo di crisi, nel 2002 Rizzato la cede ad un gruppo di imprenditori milanesi, oggi è di proprietà di una multinazionale olandese.

Negli anni veneti, la grande formazione con maglia a righe orizzontali blu e bianche diretta da Franco Cribiori (nato nel 1939) ebbe un periodo prestigioso nel panorama del ciclismo mondiale.

Oltre al già citato fortissimo velocista svizzero Freuler, quel team aveva nomi veramente importanti come quello di Pierino Gavazzi e Paolo Rosola.

Nel 1985 debuttò con Atala un giovanissimo Gianni Bugno che, con quei colori, conquistò due Giri dell’Appennino, un Giro del Piemonte e altre gare italiane.

Altri nomi illustri che hanno corso con Atala sono Marco Vitali e Giuseppe Calcaterra e Massimo Podenzana che indossò la maglia rosa per ben 9 giorni nel Giro d’Italia del 1988.

A quel tempo non avevo ancora la patente, potevo girare ben poco, grazie al Giro del Veneto (1909 – 2012) che si correva in quegli anni, ebbi molte occasioni di veder sfrecciare questi colori e quei volti lungo le strade di casa.

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