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Feste e falò in vari Comuni italiani per l’Epifania.

In molti luoghi i festeggiamenti sono iniziati già alla vigilia, a Trecenta falò e vin brulé offerti dalla locale Pro loco.

Ad Adria falò e spazio al gusto grazie agli studenti dell’Istituto Alberghiero.

Falò anche in vari paesi lungo l’Adige e il Po, che sono stati illuminati dalle alte fiamme delle cataste di legna preparate già il giorno prima.

Natale ed Epifania sono le feste di Babbo Natale e della vecchia con la scopa volante, o le festa di Gesù che nasce e dei Re Magi che vanno a portagli doni?

Durante queste festività si è registrato il quasi sempre aperto delle attività commerciali.

Persino la mattina di Natale punti della grande distribuzione hanno tenuto le serrante alte sino ad ora di pranzo.

L’ultimo dell’anno, festa prettamente popolare, tante attività invece hanno chiuso in tarda mattinata per riaprire il 2 gennaio.

I giornali parlano anche oggi di affari, di soldi spesi dai cittadini, di quanto è stato fatturato per categorie di attività.

Quale è il metro di misura del successo di una festività religiosa? L’incasso? Parrebbe di si.

Parcheggi pieni nei centri commerciali per tutto il periodo delle festività.

Prima di Natale per i regali, a Santo Stefano per cambiare quelli sbagliati, a fine anno per il cenone, dopo per riempire le calze e il sacco della befana e poi? Tutti in fila perché iniziano i saldi.

Cosa mai mancherà nelle case dei cristiani da dover correre ogni giorno al bazar?

Qualcosa manca, non lo si trova in nessun negozio ma nelle parole di Papa Francesco: “Adorare è andare all’essenziale, è la via per disintossicarsi da tante cose inutili, da dipendenze che anestetizzano il cuore e intontiscono la mente”.

Quanti hanno cercato l’essenziale, il valore primo del Natale? Quanti si sono inginocchiati davanti a Gesù bambino per “Adorarlo” come indicato dal Papa?

Proprio in questi giorni il mondo si scatena e il timore di un’ennesima guerra si fa più che concreto.

Il Presidente Americano invia i suoi soldati ad uccidere il generale iraniano Qassen Soleimani, poco dopo partono alcuni missili verso siti vicino Baghdad.

Al funerale del generale ucciso i numerosi partecipanti gridano in coro “morte all’America”.

Trump rincara la dose mettendo sotto tiro 52 siti culturali iraniani.

L’Europa interviene spostando i propri militari in luoghi più sicuri.

Perché a Natale, festa dell’Amore di Dio, gli uomini alzano le armi, e uccidono?

L’Iran reagisce ed uccide circa 80 persone nelle basi americane.

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