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Nuove norme per l’editoria

Nuove norme per l’editoria

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega all’Editoria, Andrea Martella ha confermato che entro marzo sarà definita la nuova legge sull’editoria.

In un intervento sul “Sole 24 Ore” avrebbe detto:

“Il sistema editoriale attraversa, da almeno un decennio, una crisi profonda e per molti versi inedita, per natura e dimensione.

È una crisi sistemica e strutturale, alla quale sarà possibile dare risposta non solo adottando misure urgenti, che pure sono indispensabili, ma anche e soprattutto individuando un nuovo paradigma d’intervento, che orienti stabilmente ed efficacemente le politiche di sostegno per i prossimi anni”.

Già nel decreto Milleproroghe è stato proposto, afferma, di “prolungare a due anni, e non soltanto uno, la moratoria sul taglio dei contributi ai giornali”.

L’ultima parola a riguardo spetta al Parlamento.

Il pacchetto di riforma di tutti gli strumenti, diretti e indiretti, di pubblico sostegno all’editoria, è stato chiamato “Editoria 5.0”.

Tra gli obiettivi del Governo vi è anche la promozione della lettura, a tal fine, afferma Martella, “abbiamo inoltre stanziato 20 milioni di euro l’anno per promuovere la lettura dei quotidiani e di altri prodotti editoriali all’interno delle scuole.

Una novità che intendiamo rendere operativa al più presto, perché siamo consapevoli di quanto sia fondamentale offrire uno strumento di formazione e di educazione alla lettura critica in un Paese come il nostro, dove i dati Istat e Ocse-Pisa hanno appena raccontato di quanto siano gravi, soprattutto tra i ragazzi, i deficit di comprensione di un testo scritto”.

“Allo stesso fine, abbiamo esteso all’acquisto di quotidiani il bonus cultura per i diciottenni, il cosiddetto 18 App”.

Tra le altre proposte di legge anticipate dal sottosegretario vi è il pensionamento anticipato di giornalisti e poligrafici con lo scopo di “incentivare il mantenimento in attività delle imprese editrici e stampatrici che investono per ristrutturarsi, escludendo ogni forma di assistenzialismo fine a se stesso, e per evitare i costi sociali, ben più elevati, del licenziamento dei lavoratori”.

Un altro grosso problema che stanno affrontando riguarda l’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalistici, fortemente in crisi finanziaria.

Il sottosegretario informa che “con una norma del decreto Milleproroghe” hanno “evitato il commissariamento, fissando contestualmente al 30 giugno 2020 il termine inderogabile per arrivare alla definizione di un piano di messa in sicurezza dell’istituto”.

“L’intervento pubblico a sostegno dell’editoria e del sistema dell’informazione – conclude – è non solo giustificato, ma addirittura “imposto” al legislatore per il rispetto del pluralismo, come la Corte Costituzionale ha recentemente ribadito.

Ne va della qualità della nostra democrazia”.

In questi mesi sarà fondamentale il lavoro di tutti i diretti interessati: giornalisti, editori, poligrafici ecc.

Tutti insieme collaboreranno nella stesura di un testo di riforma veramente innovativo e rispondente alle esigenze del settore.

L’Ordine dei Giornalisti ricorda, inoltre, che dal primo aprile entrerà in funzione il Registro dei Pubblicisti.

Gli aspiranti pubblicisti avranno 90 giorni di tempo per comunicare all’Ordine regionale l’inizio attività.

Lo dovranno fare anche quelli che hanno già iniziato il periodo propedeutico nel 2019 e nei primi mesi del 2020.

Sono invece esentati coloro che hanno iniziato l’attività prima del 31 ottobre 2018.

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