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La vittoria di Ciccone

Quest’oggi lascio a Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo, descrivere l’autore della bella prova di ieri in quel di Laigueglia.

Ecco quanto ha scritto su facebook:

Giulio Ciccone è un ragazzo di 25 anni ed oggi ha vinto il trofeo Laigueglia. Da ragazzino faticava a finire le corse, da Under 23 prometteva bene, da professionista vince. Giulio è il classico esempio di ottima gestione di un talento. Pazienza e lungimiranza. Dopo un anno alla Palazzago (2013) passa al Team Colpack dove resta due anni. Cresce senza pressioni, facendo un ottimo calendario, arricchito da corse a tappe (Coppi e Bartali, Tour of The Alps, tour de l’avenir) in maglia azzurra. L’ottima collaborazione tra team e nazionale, la possibilità di prendere il via a qualche corsa a tappe, ha permesso a Giulio di crescere, di prepararsi in modo adeguato al passaggio di categoria che arriva dopo 3 anni da Under 23, alla Bardiani. E subito raccoglie una bellissima vittoria di tappa al Giro d’Italia. Problemi fisici ne rallentano la crescita ma non la bloccano, anzi. I 3 anni alla corte di Bruno Reverberi gli hanno permesso di misurarsi al meglio, giocarsi le proprie carte, partecipare a gare importanti e migliorarsi costantemente. Correre in una squadra Professional vuol dire avere più libertà, correre per vincere, sentire il profumo di un piazzamento. Per la testa è fondamentale. Dico questo perchè non sempre il passaggio in una world tour è la scelta migliore per un giovane. Credo che, se Ciccone fosse passato in una grande squadra a 21 anni, non sarebbe il corridore che è adesso . Quando sei tanto giovane e approdi in una World Tour il più delle volte devi correre per gli altri. Vuol dire che spazio per un risultato personale potrebbe venire a mancare e non c è cosa peggiore per un ragazzo non avere la possibilità di fare, ogni tanto, la propria corsa, cercare anche un semplice piazzamento. Non tutti sono come Remo Evenepoel anzi, a tanti servono anni per trovare la propria dimensione. Giulio Ciccone è stato bravo perché ha scelto sempre squadre giuste per lui e con pazienza, perseveranza, sacrificio, allenamento , carattere, ora, a 25 anni, è una delle più belle promesse del nostro ciclismo. Non so se ha fatto tutto di testa sua ma se qualcuno lo ha consigliato vorrei fargli i complimenti. In effetti ci sono nel nostro mondo procuratori bravissimi che fanno gli interessi dei corridori, purtroppo però c è qualcuno che di interesse fa il proprio e chi ci rimette è il sogno di giovani speranze. “ Davide Cassani

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