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Personale sotto stress è a rischio

In questi giorni a causa dell’epidemia di corona virus che sta interessando da prima la Cina e poi il resto del mondo, stiamo assistendo al grande lavoro del personale tutto della sanità pubblica.

In questo fine settimana di alta tensione, molti sono stati chiamati in servizio anche a titolo gratuito.

Il personale, come è noto, è sotto organico da tempo, sia quello medico che quello infermieristico e di laboratorio.

Già in “tempo di pace” si chiede grande impegno e ore fuori contratto per sopperire alla carenza di personale.

Con questa emergenza, più unica che rara, molti operatori stanno lavorando ininterrottamente dalla scorsa settimana e non si sa fino a quando.

Ferie e permessi saltati sino a data da destinarsi.

L’Italia è un paese atipico per carattere e personalità dei suoi cittadini. E’ una nazione dove il volontariato è molto presente e attivo, ma è giusto ed efficace basare l’azione su l’opera volontaria dei singoli?

La Sanità Pubblica urge di essere rinforzata, il personale è sufficiente a garantire una turnazione efficace e utile al recupero psico fisico degli operatori?

Sembrerebbe di no. In questo fine settimana è emerso anche un altro problema, i medici addetti alle visite fiscali richieste dai datori di lavoro, pare non abbiano ricevuto disposizioni su come comportarsi.

Forse pochi sono al corrente che quando vanno a visitare i pazienti, non sanno mai di quale patologia soffrono.

In questa circostanza speciale, non sarebbe stato opportuno avvisarli anticipatamente o, meglio ancora, sospendere tale tipologia di visite?

Le problematiche legate al rischio di contagio appaiono, ai più, nettamente superiori all’eventuale danno economico arrecato da una assenza per malattia simulata.

Questi aspetti andrebbero previsti in un piano d’azione studiato a tavolino, non durante l’emergenza ma ben prima ed inseriti nei protocolli operativi.

I medici di base lamentano la mancanza di mascherine tipo FFP2 e FFP3 ed effettuano le visite a distanza.

Solo questo tipo di mascherine, dotate di filtro, isolano chi le indossa dal possibile contagio, mentre le cosiddette chirurgiche servono solo a non fare uscire i virus e/o batteri dalle vie aeree di chi le indossa.

Gli operatori sanitari danno e daranno il massimo oggi e sino a quando ne avranno la forza, ma certo è che la sanità pubblica non deve essere considerata solo come una voce del bilancio nazionale.

Gli sprechi vanno eliminati tanto quanto la corruzione, spesso presente, ma non si dovrebbero fare economie sul personale, sui posti letto, sull’assistenza a tutto tondo.

Intanto la situazione generale evolve e si contano sempre più ordinanze da parte delle autorità competenti.

Concludendo

Andando avanti cosi, quelli più a rischio sono medici, infermieri, biologi e personale ospedaliero tutto.

Ore e ore di lavoro continuativo, poco riposo, niente ferie.

Gia in tempo di pace, le ore fatte superano quelle previste dal contratto, adesso poi!

Non è una questione esclusivamente economica, questi specialisti sotto stress continuo possono sbagliare più facilmente.

Non è colpa loro, se si superano i limiti umani arriva il crollo.

Pochi medici, pochi infermieri, pochi tecnici forse garantiscono un bilancio economico positivo ma non la garanzia della loro salute e di quella dei pazienti.

ATTENZIONE PRESIDENTE #ZAIA. se si ammalano loro chi cura i cittadini?

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