Raccontare storie di luoghi e persone, viaggi in solitaria e di gruppo, speranze, sogni, attese soddisfazioni e delusioni.

L’uomo delfino, una vita in un film

L’uomo delfino è il titolo di un libro di Yacques Mayol pubblicato da Giunti editore nel 2002. Già nel 1979, la stessa casa editrice, pubblico Homo delphinus sempre di Jacques Mayol.

Oggi è anche il titolo del film di Lefteris Charitos che racconta la storia di uno dei miti dell’apnea mondiale.

Il docufilm, titolo originale “Dolphin Man. The Story of Jacques Mayol” è di quest’anno e sta per essere proiettato in molte sale cinematografiche italiane (programmazione dal 5 al 7 ottobre).

Racconta la straordinaria storia sportiva di colui che ha ispirato “Le Grand Bleu” di Luc Besson, altro straordinario quanto discusso film.

Non lasciatevelo scappare, è l’occasione giusta per rivivere la storia di un uomo che ha rivoluzionato il modo di andare sott’acqua.

Il trailer

Jacques Mayol, francese nato a  Shanghai il 1º aprile 1927, era una persona poliedrica ed introdusse lo yoga nell’attività apneistica.

La sua vita agonistica è inscindibile da quella di Enzo Maiorca (Siracusa, 21 giugno 1931), entrambi hanno infranto i limiti che la scienza definiva invalicabili per un essere umano.

Il siracusano fu il primo uomo conosciuto a superare i 50 metri di profondità in apnea. Era l’agosto del 1961 quando si immerse nelle acque di casa con i giudici ufficiali e lo staff.

I suoi primi e unici avversari erano i fisiologi che gli sconsigliarono di effettuare quel tentativo. Secondo loro la cassa toracica si sarebbe schiacciata sottoponendola alla pressione di 5 atmosfere per centimetro quadrato.

Ma Enzo in allenamento a quella profondità c’era già stato e, nonostante i fatti, quei signori lo agitarono non poco (vi suggerisco il libro A capofitto nel turchino, edito da Mursia, 1977).

Vi fu un alternarsi di record tra i due che durò diversi anni.

Fu il francese, nel 1976, a raggiungere per la prima volta l’enorme profondità di -100 metri. Enzo Maiorca toccò quella profondità nel 1988 all’età di 57 anni.

L’ultimo record di Mayol, riportato nell’albo d’oro, lo conquistò nel 1983 all’età di 56 anni, scese a –105 metri.

Dopo di loro arrivò il lombardo Umberto Pelizzari a spostare il limite a -150 metri, era il 1999.

Jacques Mayol, il 22 dicembre del 2001, nella sua casa a Capoliveri (Isola d’Elba) si tolse la vita all’età di 74 anni. Fu vittima di una grande depressione.

Il suo rivale sportivo di sempre, Enzo Maiorca, ci ha invece lasciati il 13 novembre 2016 all’età di 85 anni.

Nel mare prospiciente la località Pareti, nelle vicinanze della villa, alla profondità di circa 16 metri, nel 2002 è stata deposta una statua in sua memoria (leggi il racconto).

E’ una storia fantastica e al tempo stesso reale, un racconto blu, nel blu, dipinto e profumato di blu.

E’ l’occasione giusta, anche per i non consapevolmente acquatici, di approcciarsi al mare con spirito nuovo, consapevoli che è dall’acqua che proveniamo.

I suoi libri:

  • Apnea a -100…, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1976
  • L’abisso blu, Firenze, ed. Giunti – Marzocco, 1977
  • Homo delphinus, Firenze, ed. Giunti – Martello, 1979
  • I dieci re del mare – Sulle tracce di Atlantide nel triangolo delle Bermude, scritto in collaborazione con Pierre Mayol, Torino, B. Boggero ed., 1982
  • L’uomo delfino – Storia e fascino dell’apnea, Firenze, Giunti ed., 2002

Condividi