E' un luogo di informazione sportiva, sociale, emozionale. Raccontare storie di persone, atleti, grandi imprese, trionfi e delusioni, è la nostra mission. Facciamo informazione, produciamo confronti ideologici.
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Che due ruote a Madonna di Campiglio

Che due ruote a Madonna di Campiglio

La tappa di oggi mi ricorda tanto Marco Pantani ma non per l’arrivo a Madonna di Campiglio e quel tristissimo 5 giugno 1999.

Me lo ha ricordato per le emozioni che dava. Ti teneva sugli spini tutta la giornata, esattamente l’opposto di ieri e di oggi.

So quanto faticoso è pedalare ma ragazzi! A parte i pochi fuggitivi e la bellissima rivincita di Ben O’CONNOR della NTT, il resto è stato una palla pazzesca. Ben ieri è stato battuto a 700 metri dal traguardo, oggi è arrivato tutto solo.

Che due ruote ha fatto venire… ad un certo punto mi son cambiato e sono andato a pedalare.

Troppe aspettative? Forse è colpa dei cronisti che ci promettevano cose pazzesche?

Anche nelle loro parole poi era evidente la delusione.

Strade fantastiche, salite importanti, terreno ideale per recuperare minuti in classifica. Ma già dalle prime battute si è capito che voglia o forza per scattare non ce n’era molta.

L’Italia ha vinto con le sue bellezze, i suoi boschi e e le cime innevate.

I cronisti si son dimenticati, o forse l’hanno ignorata appositamente, la base Tuono a Passo Coe.

Alla fine Joao ALMEIDA rimane in rosa e le posizioni in classifica invariate.

Ruben GUERREIRO si riprende la maglia azzurra, conquistando il primo GPM di giornata a forcella Valbona.

Domani, sullo Stelvio speriamo si vada un po’ più a tutta.

Riguardo la tappa di sabato non vedo il motivo di cancellarla. Secondo me andrebbe fatta comunque, pulite le strade certamente; garantito cibo, bevande calde e indumenti senza dubbio, ma fatta secondo programma.

(errata corrige – è giunta notizia che la tappa verrà annullata perché la Francia non consente il passaggio della corsa in terra francese a causa del virus SARS-COV-2. Ciò cambia tutto le mie considerazioni finali, non applicabili al caso specifico.)

Ai tempi eroici di Bartali e Coppi non si annullava nulla se non per la guerra mondiale. Infatti quelli si chiamano appunto Eroici.

Arrivano in 50? In 20? In 10? Perché no? Non sarebbe la prima volta. La corsa è corsa si suol dire.

Ricordate il Giro più duro di sempre? Era il 1914

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