E' un luogo di informazione sportiva, sociale, emozionale. Raccontare storie di persone, atleti, grandi imprese, trionfi e delusioni, è la nostra mission. Facciamo informazione, produciamo confronti ideologici.
E' un luogo di informazione sportiva, sociale, emozionale. Raccontare storie di persone, atleti, grandi imprese, trionfi e delusioni, è la nostra mission. Facciamo informazione, produciamo confronti ideologici.

Cara bici, perché?

Cara bici, quanto mi costi?

Ho letto alcuni commenti di appassionati ciclisti a corredo di post Facebook relativi a presentazioni di nuovi modelli top di gamma.

Sono tutti entusiasti riguardo la bellezza dei prodotti ma in comune hanno, soprattutto, la lamentela riguardante i costi.

Sono bici che difficilmente vengono vendute a meno di 7 mila euro. Vi sono manubri da 900 euro, ruote da 1400, 2200 euro, gruppi da 2500 euro ecc.

Rammentiamo, anche se per i più non serve, che le note case ciclistiche producono telai e servizi, tutto il resto sono altre aziende a farlo. Le bici sono assemblati.

Quello che sto per dire vale per tutte le marche: il prezzo delle bici, oltre ai costi vivi di progettazione e produzione, è frutto di vari fattori.

Alcuni sono i seguenti:
1- la richiesta, maggiore è più sale il prezzo;
2- la pubblicità, la promozione dei prodotti;
3- le sponsorizzazioni;
4- le scelte di mercato.

Abbiamo visto proprio in questi mesi cosa è accaduto. Forse a causa del lockdown, forse grazie al bonus bici – che su questi mezzi incide poco – si è avuto il tutto esaurito.

Il problema non è stato vendere, il problema è tutt’ora produrre bici a sufficienza.

I negozianti, soprattutto di punto vendita mono marca, stanno perdendo clienti perché non hanno prodotto.

Questa enorme richiesta non può di certo far abbassare i prezzi.

Dall’altro lato è evidente che molte case con uno stampo fanno più biciclette, riducendo così i costi di produzione, ma non il prezzo di vendita.

Se una casa produttrice sceglie un team World tour piuttosto che una Continental per promuovere il proprio marchio, deve sostenere costi non da poco. Non solo la fornitura di bici ma tanti soldi cash devono uscire dalle aziende.

A chi vengono accollati i costi secondo voi? Distribuiti sul prodotto finale direi.

Meeting, fiere, presentazioni, siti internet, trasmissioni televisive, brand show ecc hanno costi elevati, anche questi vanno recuperati in qualche modo, come secondo voi? Paga l’acquirente finale.

I servizi hanno un costo e non è irrisorio: imballaggi, spedizioni, garanzie, gadget ecc.

Più la desiderate più il prezzo aumenta! Ci siamo?

Alcune colorazioni fanno salire il prezzo delle bici anche di 1600 euro, si solo per avere un colore diverso.

Nonostante questo gli ordini salgono. Per quanto potrà andare in questa direzione il mercato?

Certo, visti i numeri, vien difficile parlare del 2020 come epoca di crisi economica, forse lo sarà il 2021?

Condividi