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Mario Cipollini arrabbiato attacca la FCI!

Mario Cipollini ieri è stato a Cesenatico per trattare alcune iniziative legate alla Nove Colli.

Ne ha approfittato per far visita alla tomba di Marco Pantani e per registrare un video rivelazione.

Video, come di consueto, pubblicato sia sul suo profilo Facebook che su Instagram.

Questa mattina, martedì 5 agosto, con gli occhi lucidi quasi da pianto, ritorna sull’argomento in maniera decisa.

Con un maglione in stile marinaresco acquistato in riviera romagnola, rivela che Marco Pantani e lui hanno “mangiato tanta merda“.

D’ora in avanti massacrerò tutti quelli che hanno fatto del male a me e a lui“, parole molto pesanti e sono solo la premessa di questo suo ultimo video messaggio.

Dichiara apertamente quale è il suo intento, il fine di queste sue rivelazioni è riportare il ciclismo ai valori primordiali per il bene dei giovani che sono il futuro.

E parte dalla Maratona delle Dolomiti, la regina delle competizioni amatoriali.

Di tutto quello che si incassa durante quell’iniziativa sportiva, dice, “nemmeno uno spicciolo finisce nel ciclismo giovanile“.

Non sono nessuno ma se fossi presidente della FCI, farei che la Maratona delle Dolomiti non fosse competitiva; eviterei di fare gareggiare individui che sono lontani dal vero ciclismo anni luce, che trovano nella Maratona delle Dolomiti un palcoscenico devastante. Ore e ore di diretta ad inquadrare individui che non andrebbero nemmeno riconosciuti come ciclisti“.

Apertamente scandalizzato ricorda lo sforzo immane delle donne professioniste che danno tutto, ad esempio alle Strade Bianche, e che vengono riprese per pochissimi minuti.

L’organizzatore il lunedì parla con gli angeli… vediamo se un angelo li manda un conto corrente bancario per mandare due spiccioli per aiutare il ciclismo giovanile“.

Io non mi riconosco in questa federazione, assolutamente novorrei che fosse diversa”.

La malattia, dice, l’ha fatto riflettere e gli ha fatto capire che le cose debbono cambiare.

Loro non sono quelli che hanno fatto qualche cosa per il ciclismo” e conclude ” facciamo qualche cosa perché ce lo chiedono tutti i campioni che hanno fatto grande il ciclismo, lo dobbiamo fare per loro. A me viene in mente Fausto Coppi, Luciano Pezzi, Alfredo Martini… che sono spettatori di un disastro, perché questo è un disastro“.

Mario Cipollini con queste parole attacca frontalmente la Federazione Ciclistica Italiana, ritenuta da lui incapace di coltivare i propri talenti nazionali, una federazione che non investe nel ciclismo giovanile e che non promuove i valori dello sport.

Cosa risponderanno i vertici?

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