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Eugert Zhupa

Eugert Zhupa, a testa alta, dalla bici alla fabbrica

Eugert Zhupa è stato un ciclista professionista.

È nato il 4 aprile del 1990 a Rrogozhine in Albania.

È cresciuto a Scandiamo (Reggio Emilia) dove si è trasferito da bambino con la famiglia.

È diventato professionista nel 2015 correndo per il team Southeast di Angelo Citracca e Luca Scinto.

Vi è rimasto sino al 2018.

Nel 2016 il team ha cambiato il nome in Wilier Southeast, nel 2017 in Wilier Triestina Selle Italia, nome confermato per il 2018.

Oggi il team si chiama Vini Zabù Ktm.

Ha partecipato a ben 4 Giri d’Italia (2015, 2016, 2017, 2018) concludendoli tutti.

Nel suo palmares ha anche un cinquantesimo posto al Giro delle Fiandre nel 2017.

Ha gareggiato nelle prove a cronometro Elite in 3 campionati del mondo e in una prova in linea (2013, 2016, 2017).

E stato campione nazionale albanese sia a cronometro che in linea.

Negli anni precedenti ha gareggiato con i colori della Zalf Euromobil.

A settembre 2019 annuncia il ritiro dalle corse con la frase emblematica

Il sogno è finito》.

Un ritiro forzato, non certamente voluto, dettato dalla mancanza di un team disponibile ad ingaggiarlo.

Ecco quanto comunicò al suo pubblico e al mondo del ciclismo attraverso i social:

arriva quel momento che smetti di sognare e inizi ad aprire gli occhi per vivere la vita reale; mi dispiace con tutto il cuore di dire basta allo sport che ho amato di più in questo mondo che è stato parte integrante di me. La vita ti mette davanti a delle scelte e in qualche modo bisogna andare avanti, quindi ora affronto il mio destino sempre con il sorriso e soprattutto senza rammarico perché ho sempre dato l’anima in ogni mia pedalata. Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni e quelle che mi stanno vicino nella mia nuova vita.》

Oggi Eugert, sul suo account Facebook, ha condiviso una chiacchierata fatta a “Bonsoir Bidon” in cui, tra le altre cose, parla della sua vita giu di sella.

Ora ha trent’anni e lavora come operaio all’Ariostea, ascoltiamo quanto ha detto:

«Al primo impatto cambia tutto. Ti trovi a passare dal mondo dei sogni alla realtà, ti tocca trovare un nuovo lavoro per portare a casa uno stipendio.

Io sono andato a fare il ceramista all’Ariostea: in azienda ci sono ancora le vecchie foto di Cassani.

Qualcuno mi chiedeva della mia carriera, ma all’inizio quasi mi vergognavo a trovarmi in fabbrica dopo aver fatto quattro Giri d’Italia e una vita di sacrifici. Oggi è tutto diverso. Basta sogni, ma mi godo la vita appieno.

Aspetto un bambino, posso mangiare quello che voglio, non ho più orari la sera, non devo compilare l’ADAMS. La bici manca, mancano tante cose del ciclismo, però quelle non si dimenticano».

Ti aspettano momenti di grande gioia ed impegno, diventerai presto papà, è un dono da non considerare scontato, a me non è stato dato, non nella forma naturale.

Fosse ti ricorderai quante volte ti/vi ho seguito negli Hotel, lungo i percorsi di gara e quando abbiamo pedalato insieme a Ladispoli durante il vostro ritiro.

Ciclista lo rimarrai sempre, lo sono rimasto anche io seppur non ho corso nemmeno un centesimo di quello che hai fatto tu. Dopo le categoria esordienti, allievi e juniores ho iniziato con i dilettanti ma il mio fisico mi ha fatto capire subito che non era adatto. (la mia breve storia)

Testa e cuore pensano e amano questo sport ancora oggi più che allora e non smetteranno mai. Nel sangue non abbiamo solo globuli rossi, bianchi, plasma ecc., abbiamo tracce di ciclismo e tante pedalate.

E allora, Eugert vai avanti a testa alta, questa prova di vita ti sia di conferma del fatto che sei un uomo! Non lo sono tutti, non basta la carta d’identità.

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