Raccontare storie di luoghi e persone, viaggi in solitaria e di gruppo, speranze, sogni, attese soddisfazioni e delusioni.

La storia è un’altra

La storia è un’altra!

I nostri nonni non sono andati in guerra per difendere la patria o la famiglia ma ce li hanno mandati.

L’Italia, nel 1940, è entrata in guerra non per difendersi ma per espandersi, per sogni di gloria, per orgoglio e arricchimento dei poteri forti di allora.

Siamo entrati in guerra perché il signor #Mussolini si è alleato al peggior serial killer fuori di testa degli ultimi due secoli, #Hitler.

L’ha fatto per imporre la razza italica, per conquistare colonie in Africa, per dominare fuori confine, per dimostrare la superiorità italiana.

Guerra di Spagna (1936-1939); occupazione italiana dell’Albania (1939-1943), Campagna italiana in Grecia (1940-1941), Campagna dell’Africa orientale, la spedizione italiana in Russia, solo per citarne alcune; dove stanno i confini nazionali da difendere?

E poi sono arrivati gli alleati!

Prima gli hanno combattuti, e poi cosa ha fatto ancora l‘italietta?

Quello che le riesce bene, il voltagabbana.

Ha lasciato il carro tedesco, sgangherato e in ritiro, per unirsi al carro nuovo degli alleati.

L’italiano medio sale sempre sul carro del vincitore perché l’unica morale che ha è stare dalla parte del più forte.

Accade ogni giorno anche in politica, per questo qualunque partito voti non cambia nulla, al loro interno ci sono persone fasulle che fanno fallire ogni progetto.

La storia scritta su certi testi vale quanto lo statuto della lega, uno dei testi meno applicati e più sconosciuti dai leghisti.

A Sant’Anna di Stazzema cosa è accaduto?

La rappresaglia tedesca, certo. Non solo quella però.

Vi è stato l’occultamento delle prove della strage e di altre, tante carte chiuse in un armadio con le porte girate verso il muro posto in un palazzo romano.

Governi filo americani, invece di perseguire e condannare, hanno nascosto, taciuto, aiutato i carnefici nazisti e italiani a fuggire, nascondersi a salvarsi. Molti di loro sono stati pure nei palazzi di potere italiani negli anni seguenti.

L’eccidio avvenne il 12 agosto del 1944 e la documentazione venne scoperta per puro caso nel 1994 dal procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano.

Stava cercando prove contro i due criminali nazisti Erich Priebke Karl Hass, e negli scantinati della Procura trovò casualmente un armadio con 695 fascicoli archiviati provvisoriamente.

I responsabili vennero processati solo nel 2004, ben 60 anni dopo.

Erano tutti ultra ottantenni i 10 imputati condannati all’ergastolo dal tribunale italiano, tutti a piede libero.

Inchiesta archiviata senza colpevoli dal tribunale di Stoccarda.

Tra le camice nere chi c’erano? Anche loro: “Mussolini sottovalutò il fenomeno camorristico, tanto che concesse la grazia a molti dei camorristi condannati a Viterbo. Molti delinquenti diventarono squadristi entrando a far parte delle squadre fasciste ed ebbero in cambio il silenzio sul loro passato” (Enzo Ciconte, Storia criminale…, Rubettino editore, 2008).

Il fascismo usa una tattica abile: usa i camorristi per reprimere la delinquenza, con il miraggio di cancellare loro i reati e assicurare impieghi, ed in molti si prestano a questo disegno“(Gigi Di Fiore, la Camorra e le sue storie, UTET 2016).

Disse Gesù, può forse il diavolo scacciare se stesso? Secondo Mussolini si a quanto pare.

La storia della difesa dei confini è una barzelletta voluta da certi poteri, una storia raccontata per decenni con un fine ben chiaro, una storia a cui io non credo più da tempo.

Certamente c’era e c’e chi ci crede, chi è convinto che sta difendendo la propria nazione, lo credevano pure i soldati americani in Vietnam, prima di loro, molto prima, anche i crociati pensavano di salvare il Santo Sepolcro dagli infedeli mussulmani.

In questo caso, come nella maggior parte dei casi, era una guerra di conquista, di dominio, di saccheggi.

Cristo non l’ha mai voluta una tale guerra, né alte.

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