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Matteo Moschetti intervistato in diretta

Il giovane atleta della Trek-Segafredo ha risposto alle domande dei tifosi durante la diretta Facebook sulla pagina Trek Italia delle 17.00 del 6 aprile.

Matteo, ragazzo di una umiltà eccezionale, oltre al ciclismo ama molto lo sci ma non lo pratica perché troppo pericoloso e deve tutelarsi da possibili incidenti che possano compromettere la sua professione.

Alla mia domanda relativamente al team Trek femminile, Matteo ci dice che hanno una ottima squadra donne e vengono trattate alla pari degli uomini che è la cosa più importante.

Hanno Jolanda Neff e Letizia Paternoster, donne capaci di grandi numeri.

Gli ho chiesto in diretta se parteciperà al Campionato italiano 2020.

Moschetti ha risposto che, se si correrà a giugno, potrebbe esserci ma non in forma per puntare alla vittoria, altra cosa sarebbe se venisse spostato.

Gli ho chiesto se preferisce allenarsi da solo o in compagnia e quali strade sono la sua palestra.

Risposta semplice e immediata quella del vincitore di due gare nel 2020: mi alleno con altri professionisti e con gli under 23 della zona per le strade del varesino, questa è la mia palestra.

Dopo l’incidente, avvenuto circa due mesi fa, ci fa sapere che ora sta bene, da due settimane è a casa ed ha ricominciato piano piano ad allenarsi.

Alla domanda: quale è la giornata ciclistica più bella per te?

Matteo, senza dubbi ci dice il campionato italiano vinto da under 23 perché è arrivato inaspettatamente.

Matteo preferisce la Madone Trek che usa preferibilmente.

Alla domanda: preferisci freni a disco o tradizionali?

Senza dubbi dice freni a disco sempre, in sicurezza non hanno rivali.

Matteo Moschetti, sul tema rapporti bici, fa sapere che alterna il 50×37 al 54×41 ma preferisce il 54×41 che si addice di più alle gare che va ad affrontare e gli permette di effettuare ottimi sprint.

Avere Nibali in squadra è un punto di forza per tutti, un riferimento per tutta la squadra, questo afferma Moschetti, come sostenere il contrario?

Matteo ha avuto un ottimo inizio di stagione, è riuscito a battere Pascal Ackermann in un due occasioni in sprint per nulla facili.

Ora punta a riprendersi dalla caduta e di tornare ai livelli di prima. So che posso farcela e che posso competere con i più forti, dice Matteo.

Il tuo ciclista di riferimento? Matteo dice che ha stima per tutti i campioni del passato, hanno fatto la storia del ciclismo ma, se deve fare un nome, il suo è Gianni Bugno.

Quale maglia Trek preferisci? Quella 2019 dice, ma solo per il fatto che è stata la prima maglia che ho indossato da professionista. La stagione 2019 infatti è stata la sua prima tra i grandi. La maglia 2020 è molto bella, afferma e avvicina molto i due team maschile e femminile.

Il sogno ciclistico? Vincere una grande classica come la Parigi-Roubaix o la Milano-Sanremo.

Quale è il compagno che ti è stato più vicino e ti ha aiutato a crescere? Mark Irizar con cui ho condiviso la camera e molti allenamenti l’anno scorso.

Grande Matteo Moschetti, grazie e in bocca al lupo per la tua carriera.

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