Raccontare storie di luoghi e persone, viaggi in solitaria e di gruppo, speranze, sogni, attese soddisfazioni e delusioni.

Sensazioni

Ogni esperienza intensa alimenta sensazioni e produce emozioni solo se siamo predisposti emotivamente e mentalmente.

È così una gara ciclistica, un luogo incantato, un paesaggio affascinante.

Ci sono luoghi che entusiasmano solo chi ha determinate sensibilità.

È per questo che mentre tu gusti quella visione e ti innamori altri rimangono totalmente distaccati.

Così è per la musica, l’arte, la fotografia, la natura e qualunque altra situazione della vita.

Non dobbiamo rattristarci se vorremmo condividere delle emozioni con altre persone ma queste non le provano.

Di solito non è colpa nostra, ma sono loro che non hanno predisposto un terreno fertile per far germogliare il seme.

La fotografia si immortala con un apparecchio tecnologico ma la si vede molto prima con il cuore, la mente e il proprio patrimonio emozionale.

Un anfiteatro romano per alcuni è solo un cumulo di pietre vecchie, per altri un ricordo macabro di scene violente e decessi, per altri ancora il promemoria di tutta un’epoca storica, di una cultura antica, con tutte le sue facce.

Oltre alla sensibilità naturali e culturali, dipende molto anche da quanti semi sono stati piantati nel terreno, da quanto e quale concime vi è sul nostro campo.

Dobbiamo avere i sensi aperti e attivi, essere disposti ad accogliere informazioni, notizie. Dobbiamo avere fame d’Amore e di sensazioni, emozioni.

Un tuffo pluridimensionale aiuta molto: acqua, sole, vento, tempo, cuore, sensazioni, emozioni, passioni.

Anche una semplice colazione in un b&b di Uggiano la Chiesa può regalare storie ed incontri unici.

Stavamo degustando un pasticciotto quando, parlando con una addetta ai lavori, ci ha rivelato di essere la nipote di Vittorio Zatta, vittima della tragedia del Vajont.

Tutto è nato dalla nostra città di residenza, lei ci ha detto che va a Longarone ogni anno ad ottobre, prima lo faceva con il papà, per la commemorazione della tragedia.

Abbiamo iniziato a parlare di quell’epoca e di quella storia che mi è sempre interessata moltissimo.

Un susseguirsi di ricordi, di emozioni, di sensazioni e azioni. Il tempo trascorre sempre veloce ed inesorabile in questi casi.

Scendi le scale ed entri in acqua in una piscina naturale delimitata dalla montagna e da scogli.

Ci sono tre piccoli spazi connessi con il mare attraversando i quali puoi lasciare l’acqua tiepida e sulfurea per viaggiare verso il mare aperto.

Sensazioni di libertà che vanno ben oltre una semplice seppur bella emozione.

Una muta, un copricapo per non scottarsi la testa, una boa sub a canotto con l’apposita bandiera rossa con barra obliqua bianca, un GPS e un po’ di viveri è ciò che serve per un bel viaggio a nuoto.

A pelo acqua, attraverso le onde, ammirando le insenature, gli anfratti e quant’altro si fluttua per chilometri.

Ogni tanto un tuffo in profondità per ammirare da vicino quanto si cela in anfratti, spaccature e oltre il drop off.

Sentirsi un tutt’uno con ciò che ci circonda lo si deve volere, altrimenti si sarà sempre divisi.

Il cuore, la ragione, la volontà devono sempre essere attivi e connessi.

Saper cogliere, accogliere ed amare dipende da noi.

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