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Temo il peggio per il futuro del ciclismo

L’industria del Turismo è la principale in Italia, di norma da lavoro a 4,2 milioni di persone, ed è già saltata la primavera, la Pasqua e il primo maggio.

Si registrano prenotazioni pari a zero anche per l’estate. In questi mesi le gran fondo facevano fare il tutto esaurito e non se ne corre nemmeno una, molte hanno abbandonato anche l’idea di una nuova data entro l’anno.

Le grandi gare dei professionisti muovono ogni anno milioni di euro in hotel, ristoranti, carburante, pedaggi autostradali, ora praticamente nemmeno un centesimo.

Difficile essere ottimisti in una situazione simile dice John Degenkolb

“Temo il peggio per il futuro del ciclismo”, “perdere dei team porterebbe ad avere un numero altissimo di corridori disponibili per pochissimi posti, un aspetto che ridurrebbe notevolmente il guadagno dei corridori” continua il campione che si dichiara favorevole alle gare a porte chiuse.

Intanto la CCC ha tagliato lo staff, ridotto al minimo, e gli stipendi dei corridori.

Jim Ochowicz, il team manager della squadra in cui milita Matteo Trentin ha dichiarato : “La decisione di effettuare tagli ampi è stata un processo doloroso che non avremmo mai pensato di fare solo qualche settimana fa.

Le implicazioni economiche del Covid-19 hanno avuto un effetto drastico sugli affari del nostro sponsor CCC e come altri team professionisti, abbiamo affrontato una mancanza di afflusso di denaro a causa di riduzioni imprevedibili nella nostra sponsorizzazione.

Quest’aspetto del nostro business è oltre il nostro controllo. Sappiamo che non si correrà fino a giugno al più presto, ma la situazione è in continua evoluzione e ad ora possiamo solo agire su basi a breve termine“ (fonte OASport).

Come dargli torto sia a Degenkolb che al manager del team CCC? La situazione è già grave per tutte le realtà economiche, mondiali. In Italia artigiani, liberi professionisti ed indutstrie hanno perso in un mese miliardi di euro di utili.

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