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Wilier Triestina, straniera? No

Wilier Triestina, un azienda che nel 2019 ha fatturato 45 milioni di euro, con 1,7 milioni di utile netto e un primo semestre 2020 più che positivo nonostante il Covid-19, ha fatto entrare capitali stranieri.

Non è affatto un’azienda straniera, è tutt’oggi in mano ai fratelli Gastaldello e il marchio è sempre verde, bianco e rosso.

Ben diversa la loro situazione rispetto a Colnago, venduta agli arabi, o a Pinarello che detiene circa il 20% e che da solo non può decidere nulla.

Molti dicono che le biciclette sono tutte uguali: è falso.

In cosa consite la differenza tra una bici e l’altra della stessa fascia?

Sono tanti i marchi famosi, Wilier Triestina, Specialized, Bianchi, Trek, Colnago, Bottecchia, Merida, Cervelo ecc., le differenze dove sono? Quante sono?

Nella sostanza una casa produttrice di bici realizza un telaio e assembla bici con gruppi e accessori prodotti da altri.

I freni, cambi, ruote, e le guarniture montate sono prevalentemente di Shimano, Campagnolo, Miche, Fulcrum, Zipp, Mavic ecc.

Secondo me sta nella risorsa umana.

Nei progettisti che studiano e disegnano i telai, nei meccanici che assemblano il tutto, nei settori promozione, vendita e assistenza.

In coloro che curano profili, grafiche e colorazioni.

La differenza la fanno le persone che con cuore e anima lavorano attorno al prodotto finito e lo rendono unico, e le persone che lo vendono e che si relazionano con il cliente finale.

E poi c’è il nome, il marchio e la nazionalità del prodotto.

Un marchio italiano è sempre stato garanzia di qualità indiscussa da almeno 100 anni.

In Wilier Triestina la qualità del prodotto è preservata, l’assistenza anche, l’unico rammarico consiste di non riuscire a produrre tutte le biciclette richieste.

Gli ordini sono veramente tanti.

L’azienda dei fratelli Gastaldello ha ceduto una quota di minoranza pari a circa il 30% al fondo Svizzero Canadese Pamoja Capital di John McHall, MacBain.

La manovra era necessaria? Evidentemente così hanno ritenuto i proprietari di Rossano Veneto.

E i Wilieristi cosa ne pensano?

Per quanto mi riguarda una lacrima l’ho fatta, un punto di forza che ho sempre acclamato e sbandierato è stato proprio la italianità del marchio.

Da Rossano Veneto mi hanno rassicurato, la lacrima è diventata sorriso e, soprattutto, pedalate.

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