Gino Bartali, perché infamarlo?

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Un signore che si definisce storico, e non dubitiamo, ha scritto un libro il cui titolo è già una vergogna: “L’ossessione della memoria”.

E lo pubblica a pochi giorni dal 27 gennaio, quello che è per tutti il cosi definito “giorno della memoria”.

Bartali e il salvataggio degli ebrei: una storia inventata“, è il sottotitolo del testo in uscita per Castelvecchi il prossimo 21 gennaio.

Lo storico Stefano Pivato, l’autore di questo testo, solo due anni fa ne aveva scritto un altro “Sia lodato Bartali”.

Da lodato è diventato per lui un truffatore?

Assieme al figlio Marco, ha ribaltato tutto quanto affermato nel primo libro. Tante certezze di allora sono diventate forse invenzioni?

Tutto si baserebbe sul fatto che trattasi di racconti frutto della memoria, del passaparola non di fatti storici provati.

Essi sostengono che «Nel momento in cui si è definitivamente consumato il divorzio fra storia e memoria, quest’ultima ne ha preso il posto e, priva delle tutele e delle cautele dello storico, ha finito talvolta per accreditare come veri fatti e accadimenti mai avvenuti».

La memoria secondo gli autori, è «fattrice di false notizie» e, a volte, può trasformare dei testimoni in «contrabbandieri di verità».

Dicono che Gino Bartali non ha colpe, ma sono stati i posteri ad inventare tutto partendo da “una notizia falsa”.

Per farla breve, se volete sprecare qualche euro potete comprare il libro, la colpa è degli studenti che non studiano la seconda guerra mondiale e degli storici che hanno fatto “quella fantasiosa ricostruzione”.

Cos’è allora la Shoah? Anche quella, secondo questi signori, è tutta una invenzione? Dal titolo del loro libro parrebbe frutto di una ossessione.

Cosa si fa per vendere qualche copia in più di un libro?

Negazionisti esistono anche in questo ambito a quanto pare.

(L’intervista di Gian Antonio Stella)

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