Droni, dal 1 gennaio è cambiato tutto

Droni, dal 1 gennaio è cambiato tutto

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ATTENZIONE! Quanto riportato di seguito è frutto di uno studio delle normative vigenti con lo scopo di chiarire le idee ad utenti meno esperti, non ha alcun valore di legge né può in alcun modo sostituire le stesse consultabili sul sito D-flight e/o ENAC.

Dallo scorso 31 dicembre è decaduto il regolamento italiano ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) sull’utilizzo dei cosiddetti Droni (non più SAPR ma UAS), al suo posto ora vige il regolamento Europeo EASA (European Union Aviation Safety Agency).

UAS (Unmanned Aircraft System)= Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto; UAV= Aeromobile a Pilotaggio Remoto

Restano di competenza nazionale, in base all’articolo 2 comma 3a del regolamento UE (2018)/1139 del 4 luglio 2018: “gli aeromobili e ai loro motori, eliche, parti, equipaggiamenti non installati e dispositivi di controllo remoto impegnati in operazioni militari, doganali, di polizia, di ricerca e salvataggio, di lotta antincendio, di guardia di frontiera e costiera o in attività o servizi analoghi, effettuati sotto il controllo e la responsabilità di uno Stato membro, nell’interesse pubblico da, o per conto di, un organismo investito dei poteri di autorità pubblica, né al personale e alle organizzazioni che partecipano alle attività e ai servizi forniti da tali aeromobili;”.

Non esiste più la distinzione tra uso ricreativo e professionale, l’utilizzo dei droni è ora classificato unicamente in base al fattore di rischio e alla classe del velivolo.

La maggior parte dei droni utilizzati a livello ricreativo ora rientrano nella nuova categoria Open, che prevede tre sottocategorie definite A1, A2 e A3.

Il nuovo regolamento europeo raggruppa i velivoli nelle classi C0 (<250 grammi), C1 (<900 grammi), C2 (<4 kg) e C3 (<25 kg). 

Se il drone ha una fotocamera o un microfono, anche se di peso inferiore ai 250 grammi, sia lui che il suo pilota vanno registrati sul portale D-Flight, e il QR code univoco rilasciato va applicato sul velivolo. 

Sopra i 250 grammi è sempre obbligatoria la registrazione su D-Flight. Come da normativa vigente, è inoltre sempre obbligatoria la sottoscrizione di un’assicurazione per la responsabilità civile, indipendentemente dalla classe del velivolo, anche su suolo privato.

La prima categoria di droni è quella che va da 0 a 249 grammi (categoria A1 e futura classe C0). Ad oggi non esiste alcun drone marcato Open CE (specifiche CE emesse da EASA).

I droni, ad oggi, non rientrano nella Open Category, bensì nella Limited Open Category (per il periodo transitorio che durerà 2 anni).

Oggi quindi abbiamo le seguenti classi:

  • C0 – droni con un peso che va da 0 a 249 grammi;
  • C1 – droni con un peso che va da 250 a 499 grammi;
  • A2 – droni con un peso che va da 500 a 1999 grammi.

Classe C0 – requisiti

  • assicurazione obbligatoria (lo è per qualunque drone);
  • non serve l’attestato di competenza;
  • registrazione obbligatoria (su D-flight) se il drone è dotato di telecamera e/o microfono (la registrazione comporta l’emissione del QR-code che va apposto sul drone).

Tra le principali novità è che in città si può volare ma rispettando sempre le limitazioni imposte negli spazi di volo. Per motivi di pubblica sicurezza i cieli delle città possono essere interdette al volo, così è già a Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino ecc.. In questi capoluoghi per alzare in cielo il drone bisogna essere autorizzati.

Categoria Aperta (Open Category)

Operazioni con UAS ricadenti nelle previsioni del Regolamento (EU) n. 2019/947

  • Le operazioni in Categoria Aperta non necessitano di alcuna presentazione di dichiarazione da parte dell’operatore o di autorizzazione da parte dell’ENAC.
  • L’operatore può svolgere le operazioni in Categoria Aperta solo dopo essersi registrato nel portale d-flight;
  • Gli UAS che non presentano la marcatura CE, da C0 a C4, possono essere utilizzati, fino al 1 gennaio 2023, esclusivamente nella cosiddetta “Categoria Aperta Limitata (Limited Open Category)”;
  • Tutte le operazioni non ricomprese nella Categoria Aperta Limitata effettuate con UAS che non presentano la marcatura CE sono da considerarsi rientranti nella Categoria Specifica.

Le operazioni di volo Open vengono così classificate:

  • Categoria A1, Droni C0 (<250g): sarà possibile operare il velivolo anche sorvolando persone non coinvolte, ma mai assembramenti, nel rispetto della quota massima dei 120 metri e in visibilità ottica. Se il drone è dotato di modalità Follow Me, quando in uso il pilota deve tenere una distanza massima di 50 metri;
  • Categoria A1, Droni C1 (<900g): rispetto alla classe C0, è obbligatorio l’attestato di competenza per l’operatore e occorre evitare il sorvolo delle persone non coinvolte. Se si verifica questa eventualità, il pilota deve cercare di ridurre il più possibile il tempo di sorvolo. I droni classe C1 devono essere inoltre dotati di transponder;
  • Categoria A2, Droni C2 (<4kg): rispetto alla categoria A1, sarà possibile operare velivoli di classe C2 rispettando però una distanza orizzontale di sicurezza di 30 metri dalle persone non coinvolte. Il pilota potrà ridurre la distanza fino a 5 metri di distanza a patto di mantenere una velocità massima di 3 metri/s. La modalità a velocità limitata a 3 m/s è un requisito essenziale dei droni di classe C2. Non solo è obbligatorio l’attestato di competenza del pilota, ma si richiede anche di certificare l’addestramento pratico e un ulteriore esame teorico su meteorologia, prestazioni di volo dei droni e misure di attenuazione dei rischi a terra. In assenza di questo secondo attestato, si potrà volare solo in categoria A3;
  • Categoria A3, Droni C2, C3 e C4 (<25kg): rispetto all’A2 vengono introdotte ulteriori limitazioni. Non è permesso operare il drone in spazi dove sono presenti persone non coinvolte. Occorre mantenere la distanza di sicurezza orizzontale di 150 metri da “zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative”. E naturalmente il pilota deve aver completato l’esame e aver ottenuto l’attestato di competenza.

Dall’1 Gennaio 2023 i “vecchi” droni vanno così classificati:

  • I droni con peso al decollo inferiore ai 250 grammi potranno essere utilizzati in operazioni di categoria A1 C0;
  • I droni con massa al decollo inferiore ai 500 grammi potranno operare secondo i requisiti della categoria A1 C1, quindi con obbligo di attestato;
  • I droni con massa compresa tra 500 grammi e 2 chili potranno operare secondi i requisiti della categoria A2, ma con una distanza minima di 50 metri dalle persone, anziché 30 metri e con l’obbligo del doppio attestato;
  • I droni con massa tra i 2 e i 25 chilogrammi potranno operare solo in categoria A3 e con l’obbligo di attestato di competenza.

La Categoria Aperta Limitata presenta le seguenti ulteriori limitazioni:

  • in sottocategoria A1 possono essere operati UAS con massa massima al decollo inferiore a 500 g  
  • in sottocategoria A2 possono essere operati UAS con massa massima al decollo inferiore a 2 kg mantenendo una distanza minima orizzontale di 50 m dalle persone
  • in sottocategoria A3 possono essere operati UAS con massa massima e inferiore a 25 kg
  • le competenze dei piloti sono stabilite dall’ENAC nel regolamento UAS-IT

Categoria specifica (Specific category)

Le operazioni in Categoria Specifica possono essere svolte, dopo che l’operatore ha provveduto a registrarsi nel sito d-flight, a seguito di:

  • presentazione della dichiarazione nel portale d-flight per le operazioni che ricadono negli Scenari Standard, o
  • autorizzazione da parte dell’ENAC per tutti gli altri tipi di operazioni

Normativa di riferimento