Vini Zabù Stop alle corse

Vini Zabù Stop alle corse

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Il team si autosospende, niente più gare sino a conclusione delle indagini. Angelo Citracca ha deciso!

Sono 22 le persone del team la cui casa è stata controllata. 

La Vini Zabù si augura di mantenere la wild card per il Giro d’Italia 2021. Forse c’è qualcuno che sta sperando nel posto libero, vedi l’Androni di Gianni Savio, ricordate il putiferio fatto l’indomani degli inviti pubblicati da RCS Sport?

Se il team risultasse estraneo ai fatti, cosa che ritengo più che probabile, non vedo perché il gruppo debba essere penalizzato con il massimo numero di giorni previsti, 45.

Se la Vini Zabù venisse esclusa dal Giro, nei panni di chi decide in RCS Sport, non riterrei opportuno invitare l’Androni. Ne uscirebbero tutti in malo modo. Se Savio avesse accettato la decisione in silenzio, senza attaccare e rivendicare chissà che, allora poteva essere una opportuna alternativa: ora proprio no. Io inviterei l’Arkea Samsic, di Nairo Quintana.

Non sono in RCS Sport, anche se mi piacerebbe molto collaborare con loro, pertanto staremo a vedere cosa decideranno.

Angelo Citracca:

Abbiamo deciso che non gareggeremo finchè non saranno concluse le indagini attualmente in corso.

Siamo consapevoli che così facendo ci potrebbe essere anche il rischio di non partecipare al Giro d’Italia ma allo stesso tempo ci siamo attivati con l’UCI per fornire tutte le prove in nostro possesso per dimostrare la nostra estraneità.

Noi dobbiamo rendere conto solo ed esclusivamente all’ UCI e quindi non devo dare risposte a MPCC (Movimento per un ciclismo credibile) che annovera tra le sue file dei team che hanno un passato anche più burrascoso del nostro.

Noi paghiamo il Passaporto Biologico all’UCI, non a MPCC, quindi la loro intrusione non ha alcun senso. Stiamo solo provando a dimostrare che il nostro team non c’entra nulla con questo caso“.

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La storia

L’MPCC, in un suo comunicato, precisa che: “Questa squadra italiana, apparsa nel gruppo nel 2009, è stata oggetto di 9 casi di doping negli ultimi 12 anni. Le sostanze incriminate sono sempre gli stessi prodotti pesanti e noti (5 casi EPO, 2 casi di ormoni della crescita, 1 caso di clenbuterolo, 1 caso di Ostarine“.

In passato nel team furono trovati positivi: Santambrogio, Di Luca, Rabottini, Carretero, Samuele Conti, Matteo Spreafico. Alcuni di loro sono stati trovati positivi all’Epo.

Repubblica.it racconta che i carabinieri del Nas del capoluogo toscano hanno perquisito le abitazioni di tutti i corridori del team.

In un primo momento si è parlato di controlli presso le abitazioni di De Bonis, Citracca e Scinto.

Parrebbe esserci un nome sotto la lente di ingrandimento. L’indagine è diretta dalla Procura di Pistoia.

Il Corriere della Sera riporta quanto segue: “Al momento l’ipotesi degli inquirenti è che il social manager Citracca e il direttore sportivo Scinto abbiano somministrato, procurato oppure favorito l’uso del doping al ciclista trovato di recente positivo. È chiaro sin da ora, tuttavia, che gli inquirenti sospettano che altri atleti, ancora da identificare, abbiano fatto uso di sostanze che sono in realtà proibite”.

Dopo ore di silenzio, la Vini Zabu ha parlato. Sono gli sponsor ad intervenire e a rivalersi sul signor De Bonis.

Riportiamo il comunicato ufficiale:

Riprendiamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Valentino Sciotti, presidente di Fantini Wines

Abbiamo preso ventiquattro ore per capire cosa fosse realmente accaduto ma, non avendo avuto smentite di sorta, lo sponsor Vini Zabù ha deciso di chiedere conto all’atleta Matteo De Bonis del proprio comportamento.

Le nostre sponsorizzazioni nello sport sono volte alla promozione dei principi più sani di lealtà sportiva ed in nessun modo possiamo accettare che atleti che indossano la maglia con il nostro logo si rendano partecipi di deliberate azioni che danneggino la nostra immagine, quella dello sport in generale e di tutti quegli atleti che giustamente mettono la lealtà prima ancora del risultato.

All’esito delle controanalisi il nostro legale ha avuto mandato di perseguire l’atleta Matteo De Bonis nelle sedi giudiziarie per dare un chiaro messaggio a lui ed a chiunque pensi di poter distruggere la passione e gli impegni altrui per trarre un mero vantaggio personale.

Fin dal primo raduno annuale avevamo ribadito in modo energico agli atleti l’importanza di tenere un comportamento etico impeccabile ed il comportamento di De Bonis è un tradimento verso tutti gli sponsor del Team, verso i suoi colleghi ed il personale, gente che affronta questo lavoro con impegno e serietà, coscienti che dando una buona immagine, contribuiscono a rendere migliore il futuro delle loro famiglie oggi messo in serio pericolo dal comportamento incosciente di chi non ha ben compreso, il senso della parola professionista.

Non possiamo lasciare che il futuro di uno degli sport più belli al mondo, mosso dalla passione popolare e che fa sognare migliaia di ragazzini che si avvicinano al ciclismo, siano distrutti da chi pensa che barare sia un gesto di furbizia.

Spero che da subito tutto il team si unisca a noi nell’azione legale e che il nostro modo di affrontare la situazione sia sposato da tutti gli altri attori di questo sport, affinchè tutti assieme possiamo lanciare un chiaro messaggio di intransigenza assoluta verso ogni minimo gesto di slealtà sportiva.

Siamo confidenti che l’UCI farà i dovuti accertamenti e che si determinerà l’estraneità del team》.

Dal corriere fiorentino arriva la notizia che Angelo Citracca, Luca Scinto e De Bonis sono finiti nel registro degli indagati dopo i controlli del NAS di Firenze.

Il fatto

Un comunicato UCI riporta una brutta notizia per la Vini Zabù di Angelo Citracca e Luca Scinto.

Il laziale Matteo De Bonis (26 settembre 1995) è risultato positivo all’EPO (eritropoietina).

Il controllo risale al 16 febbraio scorso, quest’anno il corridore non ha ancora corso.

Solo un anno fa, al Giro d’Italia venne fermato un altro corridore, Matteo Spreafico che venne subito licenziato.

La preoccupazione più grande per il team toscano è che questo fatto si ripercuota sulla partecipazione al prossimo Giro d’Italia.

In base a quanto previsto dal regolamento antidoping, articolo 11.3.1, il team rischia la sospensione per un periodo che va da 15 a 45 giorni.

Si attende ora il parere della Commissione Disciplinare, informata dall’UCI, rimaniamo in attesa!

De Bonis è nella Vini Zabù dal 2020, il suo miglior risultato è stato un 21° posto al Giro dell’Albania.

Il comunicato UCI integrale tradotto

《L’Union Cycliste Internationale (UCI) annuncia che al corridore italiano Matteo De Bonis è stato notificato un riscontro analitico avverso (AAF) per l’eritropoietina (EPO) in un campione raccolto durante un controllo fuori gara tenutosi il 16 febbraio 2021.

Questo controllo antidoping target è stato pianificato ed eseguito dall’International Testing Agency (ITA) per conto dell’UCI *.

Il corridore ha facoltà di richiedere e assistere all’analisi del proprio campione B.

In conformità con le Regole Antidoping dell’UCI, il corridore è stato provvisoriamente sospeso fino all’aggiudicazione della faccenda.

Ciò costituisce la seconda AAF per un membro dell’UCI ProTeam Vini Zabu ‘entro un periodo di dodici mesi. Per promemoria, il 22 ottobre 2020, l’UCI ha notificato al corridore italiano Matteo Spreafico due AAF per Enobosarm (ostarine) in due campioni raccolti durante il Giro d’Italia del 15 e 16 ottobre 2020.

Questi due casi nello stesso periodo di dodici mesi danno luogo all’applicazione dell’Articolo 11.3.1 del Regolamento Antidoping dell’UCI che prevede la sospensione della squadra da 15 a 45 giorni.

L’UCI rinvierà a breve la questione alla Commissione Disciplinare che prenderà una decisione a tempo debito.

In questa fase della procedura, l’UCI non commenterà ulteriormente nessuna di queste questioni.

* Dal 1 ° gennaio 2021, l’UCI ha delegato all’ITA il suo programma operativo antidoping . L’ ITA è un’organizzazione internazionale costituita sotto forma di fondazione senza scopo di lucro con sede a Losanna (Svizzera). L’ITA è stato istituito su iniziativa del Movimento Olimpico e con il supporto dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). La sua missione è gestire programmi antidoping indipendenti dalle autorità sportive e politiche. Attualmente gestisce programmi per più di 45 organizzazioni, comprese le federazioni internazionali di sport olimpici e i principali organizzatori di eventi.》

matteo debonis