Itinerari – La Transvegetariana

Itinerari – La Transvegetariana

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La Transvegetariana – Dall’insalata di Lusia al radicchio di Chioggia.

Transvegetariana, l’ho chiamato così l’itinerario di oggi perché collega Lusia, famosa per l’insalata e Chioggia per il radicchio rosso.

La distanza da percorrere e di circa 68 chilometri (136 andata/ritorno), tutti pianeggianti e in buona parte su ciclabile sterrata.

Come per tutti gli itinerari sino a qui narrati, è sempre presente l’alternativa tutta asfaltata. Il paesaggio inevitabilmente è in parte differente.

La località di partenza è il piazzale antistante la Chiesa dedicata ai Santi Vito e Modesto sita in via Roma. Qui c’è un bel parcheggio e la possibilità di ammirare la colonna annodata presente nelle adiacenze del frontespizio della chiesa.

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Un tempo era davanti a villa Morosini, ora è ammirabile nel centro del paese. La tradizione popolare narra che sia giunta a Lusia a bordo di una nave veneziana di ritorno da Costantinopoli arenatasi lungo il fiume Adige.

Lusia è nota a livello internazionale soprattutto per la coltivazione e la vendita della famosa insalata IGP nelle due qualità “Cappuccia” e “Gentile”. E’ presto per mangiare, dobbiamo ancora partire, comunque vi segnalo “Il profumo della freschezza”, un ristorante molto particolare perché vegano, dove tutti i piatti sono preparati con i prodotti biologici locali.

Come sempre, prima di partire, Vi raccomandiamo di indossare il casco e di fare massima attenzione lungo tutto il tragitto: rispettate scrupolosamente quanto previsto dal codice della strada e dal buonsenso.

Siamo pronti? Abbiamo preso tutto il necessario? Possiamo fare una bella foto alla colonna sopra descritta e imboccare via Roma direzione argine destro fiume Adige.

All’altezza della “Torre Morosini” svoltiamo a destra e saliamo su di esso: da qui sino a San Martino di Venezze, eccetto un breve tratto in prossimità del ponte di Boara Polesine, il fondo è sterrato. E’ impossibile sbagliare strada.

A San Martino di Venezze, vi è un altro breve tratto d’asfalto sino all’incrocio con la Sp 3. Con estrema attenzione l’attraversiamo e proseguiamo lungo la via ciclabile ancora sterrata. L’asfalto lo incontriamo nuovamente in località Palazzo Corni.

Seguiamo il corso del fiume sino a Cavarzere (provincia di Venezia) dove via Bellini, su cui siamo, si incrocia con via Circonvallazione. Anche qui, con grandissima attenzione, passiamo dall’altro lato e proseguiamo lungo via Giovanni XXIII. Da li a poco lasceremo la strada asfaltata per proseguire, tenendo la sinistra, la ciclabile arginale. Attraversato il paese, ci immettiamo nella Sp85 e da qui in poi sarà asfalto. Non è mai molto trafficata questa strada ma è comunque necessario fare massima attenzione.

Si pedala per circa dieci chilometri prima di raggiungere il ponte, attraversato il quale svoltiamo immediatamente a destra e proseguiamo lungo la strada arginale (sinistra Adige).

Dopo poco più di cinque chilometri giungiamo a Cavanella D’Adige. Le sue Conca destra e Conca sinistra, assieme alla Conca di Volta Grimana e i relativi canali di collegamento, sono un punto nevralgico per la navigazione fluviale: grazie a queste opere idrauliche che mettono in comunicazione il fiume Po, l’Adige e Venezia, è garantita la navigazione interna e il collegamento tra grandi città del nord Italia.

Oltrepassiamo la chiusa ed entriamo in paese da piazza Baldino Mantovan. Lungo via Canale di Valle, strada stretta e secondaria, ci portiamo a pochi chilometri da Chioggia. Dalla Conca alla Romea sono circa dieci chilometri. Purtroppo dobbiamo percorrere qualche centinaio di metri della SS309, non abbiamo scelta. Non vi è altra via per attraversare il fiume Brenta. Appena di la svoltiamo in via Padre Emilio Venturini e vi rimaniamo per un paio di chilometri. Alla prima rotatoria prendiamo la seconda uscita. Proseguiamo sino ad incrociare via Rebosola che ci porta in centro città.

Siamo arrivati a Chioggia!

Oltre ad essere considerata la “Piccola Venezia”, in realtà qui dicono che Venezia è “La grande Chioggia”, è molto famosa per il radicchio rosso che prende il nome, appunto, diRadicchio di Chioggia. Viene prodotto anche in provincia di Rovigo, nella vicina Rosolina ma non solo, anche a Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine.

radicchio rosso di chioggia

Chioggia è veramente bella, va visitata in lungo e in largo compresa la vicina Sottomarina. Siccome so che avete fame, vi suggerisco uno tra i tanti ottimi ristoranti del posto. Si chiama “El Gato”, con una “t” sola, me l’ha consigliato un pescatore del posto, un “Ciosoto” doc. E’ molto famoso e se ci andate capite il perché.

Se avete forze e tempo, prima di tornare a Lusia percorrendo lo stesso tragitto, fate come me, andate sino alla diga, e poi percorrete tutto il litorale di Sottomarina.

Godetevi ogni istante?

Alla Prossima! Date gambe ai pedali!

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