Itinerari – da S.M. degli Angeli al Monte Subasio

Itinerari – da S.M. degli Angeli al Monte Subasio

5 Luglio 2021 0 Di EUGENIO MALASPINA
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Itinerario n. 13 pubblicato su La Voce di Rovigo di lunedì 05 luglio 2021

Una delle più belle salite, certamente una di quelle che mi stanno più a cuore, è quella che ho scalato più volte e che inizia dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli (Pg) e si conclude in cima al monte Subasio.

I numeri di questa ascesa, 13 chilometri – pendenza media 6,4% – pendenza massima 20% (brevissimo tratto), ci raccontano un percorso impegnativo ed entusiasmante che può essere reso maggiormente difficoltoso dalle temperature calde dell’estate.

E’ un full immersion in un ambiente altamente mistico, intriso della storia di fratello Francesco che va ben al di la dei monumenti, dei grandi santuari e delle successive opere umane.

E’ un tracciato anzitutto di spiritualità, solo successivamente di cultura ed arte.

La partenza da S.M. degli Angeli ci introduce subito in quella che è la mentalità che dobbiamo avere lungo codesto itinerario: non è la grande Basilica a parlarci, almeno non a me, ma quella piccola chiesetta in essa racchiusa, la Porziuncola e il luogo che si trova lateralmente ad essa.

Attorno a quello che era un piccolo rudere, ristrutturato da Francesco, nacque e si ritrovò tutta la prima comunità Francescana e qui morì il poverello d’Assisi. Sulla fredda terra, circondato dai suoi fratelli si attuò il “transito” di colui che aveva lasciato tutto per amore di “Dio”. L’uomo che dimostrò al mondo intero che vivere la parola di Dio fatta uomo è possibile.

L’uomo, il Santo, che scrisse il Cantico delle Creature lasciò questa terra la notte del 3 ottobre 1226, proprio qui dove noi ora iniziamo il nostro cammino.

Pedalando lungo Via Patrono d’Italia, giungiamo ai piedi della pedonale lastricata di mattoncini rossi su cui sono incisi i nomi dei donatori (persone che contribuirono, con le loro offerte, alla ricostruzione della città danneggiata dal terremoto del 1997).

Dopo 2 chilometri svoltiamo a destra in via Francesca, osservate tutto non perdete un solo centimetro del panorama che vi circonda. Dopo altri due chilometri circa, troviamo un capitello e sulla sinistra una strada che inizia a salire, via Cantico delle Creature. Ad un chilometro dalla svolta, sulla destra troviamo un piccolo parcheggio con il vialetto che conduce al convento di San Damiano. Fu proprio in questo luogo, anch’esso ricostruito da Francesco, che scrisse il “Cantico delle Creature“. Quando venne costituito l’ordine francescano femminile, le sorelle vissero qui e Santa Chiara (la fondatrice seguace di Francesco) vi rimase sino alla sua morte avvenuta l’11 agosto del 1953.

Per me è la Chiesa più bella e la più importante, fateci un giro, visitatela.

Lasciato il parcheggio ci aspetta un altro chilometro impegnativo, sino all’incrocio con Sr147 che imbocchiamo svoltando a destra. Oltrepassiamo il parcheggio “Porta Nuova” e giungiamo alla successiva rotatoria dove prendiamo la seconda uscita – SS444 via Umberto I. Su un tornante alla nostra destra ci troviamo l’ingresso della Domus Laetitiae e una strada che sale, è viale Giovanni XXIII, la imbocchiamo: è tutta salita, in questo tratto anche un po’ duretta.

In alternativa, si può proseguire lungo via Umberto I sino a raggiungere piazza Matteotti (qui vi è anche l’omonimo parcheggio multipiano), oltrepassata la quale, svoltando a destra in via Strada Provinciale 251 (Via Eremo delle Carceri), ci si ricongiunge con l’itinerario iniziale.

Se si opta per questa soluzione, vi consiglio di andare a vedere l’anfiteatro romano sito nelle adiacenze della piazza sopracitata.

Arrivati nei pressi della porta Cappuccini incrociamo via Eremo delle Carceri che diventerà la nostra strada per un bel po’. Da qui, tra l’altro, parte anche un sentiero sterrato pedonale che conduce i pellegrini all’Eremo, appunto, delle Carceri.

Arrivati nei pressi della porta antica incrociamo via Eremo delle Carceri che diventerà la nostra strada per un bel po’. Da qui, tra l’altro, parte anche un sentiero sterrato pedonale che conduce i pellegrini all’Eremo, appunto, delle Carceri.

Sono circa 3 i chilometri di ascesa (vi è qui il punto più impegnativo, un tratto attorno al 20%) che ci separano da un altro importantissimo luogo di culto e naturale puramente francescano, l’Eremo. Troviamo l’ingresso del grande parco immerso nella foresta sul lato destro di un tornante che svolta a sinistra.

Dall’Eremo alla cima, dove abbiamo posto il nostro arrivo, vi sono altri 4 chilometri di salita.

Siamo giunti sul passo, ora potete rilassarvi ed respirare a polmoni pieni da questo punto privilegiato.

E’ un luogo molto caro agli abitanti della zona e a tutti coloro che l’hanno visitato. Si possono incontrare mandrie di cavalli semi liberi, persone che praticano parapendio e molte altre attività sportive.

N.B. i percorsi sono rilevati su cartografia Google Maps e rilevati con dispositivi Garmin (Garmin Edge e software Garmin Connect). Le tracce che vi riportiamo sono puramente indicative.