Itinerari – Uggiano La Chiesa

Itinerari – Uggiano La Chiesa

21 Luglio 2021 0 Di EUGENIO MALASPINA
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E’ tempo d’estate, tempo di vacanze e di mare, tempo di portare la bici con noi.

La scorsa settimana eravamo in centro Italia, quella prima ancora in Veneto, oggi facciamo un balzo nel sud e precisamente in Salento, terra di mare, di sole e vento.

Effettueremo un giro ad anello lungo circa 42 km con partenza ed arrivo ad Uggiano la Chiesa (Le).

Come di consueto trovate maggiori dettagli su InGiroNews.it nella sezione Itinerari.

Uggiano La Chiesa è un Comune di circa 4300 abitanti in provincia di Lecce. E’ situato a pochi chilometri dal mare, a 8 km dalla più nota Otranto e comprende una frazione, Casamassella.

In questa località è facile trovare da parcheggiare, un po’ meno in agosto, e vi si trovano ottimi ristoranti, paninoteche e b&b.

ATTENZIONE! Facciamo sempre massima attenzione, rispettiamo scrupolosamente quanto previsto dal codice della strada, indossiamo il casco, occhiali protettivi e posizioniamo luci anteriore e posteriore.

E’ ora di salire in bici!

Partiamo dalla piazza antistante la Chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, all’altezza della pasticceria gelateria Dolce Vita (ottimi prodotti) svoltiamo a destra e pedaliamo su via San Vincenzo sino ad incontrare il campo sportivo e l’omonima via.

Sulla nostra sinistra ci lasciamo la masseria Gatta Mora, un tempo molto gettonata ma oggi non la consiglio e i miei familiari sanno il perché.

Pedalando in mezzo agli ulivi (purtroppo colpiti dalla Xylella), lungo via Pietre, giungiamo in località Santi Medici dove si erge una bella chiesa dedicata a Cosimo e Damiano. Vi è anche una splendida masseria, Vignenove, con camere curatissime immerse nella tranquillità di un giardino privato con un bellissimo prato verde e, da quest’anno, impreziosito da una piscina a disposizione degli ospiti.

Mentre la sede stradale si stringe quasi a diventare un sentiero, alla nostra sinistra possiamo ammirare la Torre di San Giovanni Malcantone. Proseguendo in direzione Minervino, facendo una piccola digressione possiamo far visita al sito archeologico del Dolmen Li Scusi.

Seguendo le indicazioni per Santa Cesarea Terme ci lasciamo il centro di Minervino alle spalle e pedalando lungo la SP 60, raggiungiamo Cocumula, frazione dello stesso comune.

Subito dopo, senza quasi accorgercene, ci troviamo a Cerfignano. Puntiamo la ruota anteriore verso Vitigliano che raggiungiamo pedalando lungo la SP 234. Alla rotatoria prendiamo la terza uscita in direzione Santa Cesarea Terme, siamo sulla SP 363.

Giunti in questa suggestiva località balneare, senza pedalare vista la discesa che porta nel centro del paese, vi è tutto da ammirare: il mare, le strade, i palazzi, le terme.

Dirigiamoci a Porto Miggiano dove ci soffermiamo ad osservare tutto a 360 gradi.

Lungo via Umberto I costeggiamo la scogliera e il grande parcheggio adiacente il ristorante a terrazza sul mare “Il Villino”. Basta il paesaggio a premiare questo posto, se poi ci mettiamo anche ottimi piatti chi si alza più? Poco dopo incontriamo Palazzo Sticchi, le Terme, la piazza, un mix di storia, arte, modernità, accoglienza turistica e quant’altro.

Vi consiglio, soprattutto se è la prima volta, di non correre troppo e di guardavi attorno, non perdetevi nulla.

Appena usciti da Santa Cesarea Terme, la strada inizia a salire. Pur essendo l’ascesa più impegnativa di tutto il giro è alla portata di tutti.

La SP 358 è totalmente panoramica e direttamente sul grande blu. Da qui in poi è molto frequente l’avvistamento delle montagne albanesi, serve solo l’aria limpida tipica delle giornate con Maestrale.

In discesa, alla nostra destra, in località Terrarossa troviamo la torre Minervino.

Al termine della discesa incontriamo due splendide baie, la più piccola è Porto Russo e quella un po’ più grande si chiama Porto Badisco (detta anche approdo di Enea, la leggenda dice che Enea sbarcò in Italia proprio qui).

Sono due località a me molto care, alzarsi all’alba, calarsi in acqua e nuotare lungo la scogliera è una delle cose più belle che ho fatto nella mia vita. Se volete mangiare qui posso suggerirvi lo storico ristorante Le Taiate o il ristorante pizzeria Skilè. Per fare colazione vi propongo il bar da Carlo e per l’aperitivo, facendo due passi sulla scogliera, lo Skafè al Casotto (apertura stagionale – Estate).

Continuiamo la nostra pedalata affrontando e superando una breve ma ripida rampa (10%). Proprio alla nostra destra, non visibile, vi è il sito archeologico della Grotta dei Cervi.

È stata scoperta nel 1970 da cinque membri del “Gruppo Speleologico Salentino Pasquale de Lorentiis” di Maglie. Ad oggi è il complesso pittorico neolitico più imponente d’Europa.

La grotta, purtroppo e per certi versi per fortuna, non è accessibile al pubblico.

Il panorama che si apre verso levante è meraviglioso, con la torre Sant’Emiliano e le terre salentine che continuano immergendosi nel mare. Siamo sulla litoranea Otranto-Porto Badisco.

Dopo un’altra breve ascesa, la strada – SP 87- volta a sinistra sino ad incontrare la base della Marina Militare adiacente al faro Palascia. Con bici Gravel o Mtb si può lasciare la strada asfaltata e scendere sino al faro, posto più in basso. Siamo nel punto più a est d’Italia.

Tornati sulla litoranea, poco più avanti sulla nostra sinistra troviamo la stazione radar dell’Aeronautica Militare – 136° squadriglia.

Giunti al bivio per Otranto, imbocchiamo la SP 369, giunti alla rotatoria, a chi è con Gravel o Mtb, consiglio sicuramente di raggiungere Torre dell’Orte (nei pressi dell’Hotel Palascia), visitare la cava di bauxite li vicino e, seguendo il sentiero sterrato che passa accanto alla Torre della Serpe, raggiungere il porto di Otranto.

Dal Porto possiamo ammirare i bastioni della fortezza Aragonese e così intuire la magnificenza di tale cittadina.

Otranto è una città a dir poco meravigliosa, soprattutto in questi ultimi anni di enorme sviluppo turistico. Se volete potete girarla in lungo e in largo camminando per le vie lastricate del centro, per la pedonale sul mare. Potete visitare il castello, i palazzi storici e, soprattutto, la Basilica dei Santi Martiri (Cattedrale di Santa Maria Annunziata) contenente i resti di coloro che torturati dagli islamici non abiurarono.

Lasciamo Otranto per tornare ad Uggiano la Chiesa, attenti alla breve ma dura salita che porta sulla strada principale. Alla nostra sinistra c’è Santa Maria dei Martiri, sul colle della Minerva, il luogo del martirio. “Il 14 agosto del 1480, tre giorni dopo l’occupazione della città, Acmet Pascià, comandante della flotta turca, ordinò che venissero condotti sul colle gli abitanti di sesso maschile con un’età superiore ai quindici anni. Ai prigionieri Acmet propose di rinnegare la fede cristiana e ottenere in cambio la vita. Ottocento uomini si opposero coraggiosamente venendo decapitati, uno ad uno, su un grande masso. La tradizione narra che il primo ad essere giustiziato, Antonio Primaldo, rimase miracolosamente in piedi, senza testa, sino alla fine della macabra esecuzione. Uno dei boia saraceni, Berlabei, rimase così colpito da tale dimostrazione di fede che, gettata via l’arma, si dichiarò cristiano. La sua condanna, atroce, fu di essere impalato. Ancora oggi, lungo la scalinata, si conserva la colonna del suo supplizio. All’interno della chiesa, tra altari e dipinti di pregevole fattura, spicca l’opera di Ludovico Zoppi, datata al XVI secolo, che ritrae l’eccidio dei Martiri” (fonte Comune di Otranto)

Giunti sulla SS 695 svoltiamo sulla SP 358 e, pedalando in leggera ascesa per circa 5 chilometri torniamo in piazza a Uggiano la Chiesa.

Il nostro itinerario è concluso. Visto che siamo stanchi e affaticati perché non andare a mangiare qualche cosa?

Vi propongo Lu Passatiempu, una paninoteca, griglieria gestita da giovani veramente Top.

Se invece volete mangiare pesce di alta qualità a un prezzo eccezionale per voi c’è il ristorante “Matisse”, top nella zona. Per piatti tipici pugliesi, suggerisco la masseria “Le Tagliate”. Menù fisso a meno di 20 euro, vi sazierà certamente.

Gambe ai pedali!

Ps. il percorso descritto è puramente indicativo e descritto in base all’esperienza personale e ai dati rilevati dagli strumenti cartografici prodotti da terzi (Ciclocomputer, mappe Google, Garmin Connect)

A tavola