Itinerario 19 Monte Conero

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Itinerario n. 19 pubblicato su La Voce di Rovigo del 23 agosto 2021

Questa settimana siamo nelle Marche, abbiamo trovato alloggio a Senigallia, lungo la riviera adriatica.

Siamo in provincia di Ancona a nord del capoluogo.

E’ proprio un ottimo momento per fare una bella pedalata nelle prime ore del mattino e al rientro, godersi alcuni momenti al sole e fare una nuotata ristoratrice.

Il punto di partenza e di arrivo coincidono.

Mi alzo alle 8.00: la nostra camera, situata al secondo piano dell’hotel Atlantic, ha un ampio terrazzo vista mare.

Lo spettacolo, ammirabile da lassù, è già un ottimo nutrimento per l’anima e lo spirito: il Monte Conero è li che ci aspetta.

Non c’è vento, c’è stato sino alla sera prima, il mare è piatto e il sole si riflette come su un carta argentata in movimento.

Ogni volta ho lo stesso pensiero osservando la natura: se rivolgo lo sguardo verso terra noto le opere dell’uomo che fanno capire quanto grandi sono i suoi limiti.

Se guardo lo scenario sotto e sopra l’orizzonte vedo solo l’opera di Dio, il mare, il cielo e tutte le creature che volano e quelle che so essere immerse.

Scendiamo per colazione, scegliamo un tavolo e ci avviciniamo al buffet: penso proprio che non manchi nulla.

Bisogna fare attenzione poiché le tante cose esposte e la nota ingordigia umana ci possono giocare brutti scherzi.

Appesantire troppo lo stomaco ingurgitando più del necessario o alimenti di difficile digeribilità possono renderci la pedalata una sofferenza piuttosto che un piacere.

Si torna in camera per l’abituale rito di preparazione al giro in bici.

Ci vestiamo di tutto punto in funzione della temperatura e delle condizioni meteo.

Oggi c’è caldo, non ci sono rischi di precipitazioni ma una piccola mantellina di emergenza ce la mettiamo comunque in tasca.

Diamo un’ultima controllatina al mezzo, posizioniamo il ciclo computer nel suo alloggio, ci facciamo un bel segno della croce e iniziamo con il primo giro di pedali in direzione Ancona.

Percorriamo tutto il Lungomare Italia assaporandone i profumi sino alla località Montemarciano dove svoltiamo a destra e poi a sinistra imboccando la SS 16 che abbandoniamo poco dopo per entrare a Falconara; la attraversiamo interamente.

Giunti alle porte di Ancona, percorriamo Via Flaminia, svoltiamo per via Alcide de Gasperi, via Martiri della Resistenza, via XXV aprile, via Rodi, via Isonzo sino ad imboccare la Strada provinciale del Conero.

Ci è subito chiaro il tipo di tracciato, ovvero salite e discese e ben poca pianura ma nulla di impossibile.

Ancona è una bella città con tanti monumenti (Arco di Traiano, Cattedrale di San Ciriaco, Piazza Cavour ecc.) da visitare ma è anche ricca di salite da affrontare.

Percorrendo il lungo Conero ci troviamo a pedalare su pareti a strapiombo sul mare da un lato e diversi spettacolari campi di girasole dall’altro: mare a sinistra e colline in fiore a destra.

Ogni tanto incontriamo assembramenti di auto parcheggiate apparentemente nel nulla.

In corrispondenza di quei parcheggi vi sono delle impegnative discese a mare che consentono di trascorrere ore di tranquillità in posti altrimenti accessibili solo con natanti. Certo è che, dopo una giornata di mare, risalire a piedi è una dura prova di resistenza.

Ad un certo punto si lascia la costa per giungere in località Poggio per proseguire sempre sulla strada principale sino a quando, sotto di noi, vediamo Sirolo e ancora più in basso Numana.

Percorro tutta la strada tra curve e rettilinei sino a giungere alla rotatoria dopo la quale impegno la via che mi conduce direttamente sulla piazzetta panoramica, Piazzale Marino, di Sirolo.

Le foto sono d’obbligo almeno per il sottoscritto.

Ci sono varie alternative che si possono scegliere per il ritorno.

Affascinato dalla bellezza del percorso, decido però di rientrare a Senigallia per la strada appena percorsa.

Percorrendo lo stesso itinerario in senso contrario, i punti di vista sono differenti e spesso si notano cose che all’andata non si sono viste.

Rientrato ad Ancona, cambio giro e affronto altre caotiche vie del centro che mi permettono di ammirare monumenti e piazze singolari e degne di nota.

Tornato sul lungo mare e raggiunta la sede di partenza scopro di avere percorso circa 80 km ed aver respirato colori ed aria ricca di iodio.

Visto che siamo al mare, pongo accuratamente la bici nel suo alloggio, salgo in camera, indosso il costume e mi precipito in spiaggia per proseguire la giornata in buona compagnia con le creature di Dio.

Non mi stuferò mai di dirvi di fare sempre massima attenzione, di rispettare scrupolosamente quanto previsto dal codice della strada, di indossare il casco, occhiali protettivi e utilizzare le luci anteriore e posteriore.

Ps. il percorso è puramente indicativo ed è descritto in base all’esperienza personale e ai dati rilevati dagli strumenti cartografici prodotti da terzi (Ciclocomputer, mappe Google, Garmin Connect)

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