Itinerario 31 Edolo – Monno – Mortirolo

2014 11 02 Mortirolo 024
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L’itinerario InGiroNews che vi sto per descrivere si trova in Lombardia e ci conduce su un passo reso famoso dal grande per sempre Marco Pantani. Sto parlando del Mortirolo (1852 metri slm), che mette in collegamento la val Camonica con la Valtellina.

Alzati di buon ora siamo partiti un giorno di novembre, una caldo e soleggiato venerdì autunnale.

Lasciata l’autostrada A4 a Brescia Ovest ci dirigiamo a Iseo, da lì percorreremo la SS 42 che costeggia a est il lago omonimo sino ad imboccare la Val Camonica.

Potremmo partire in bici da Lovere o da Iseo ma oggi abbiamo deciso di farlo più avanti.

Ammirando il lago un po’ dall’alto e un po’ dal livello acqua, entrando ed uscendo dalle numerose gallerie, raggiungiamo Edolo.

Parcheggiamo l’auto in via Alessandro Morino, nei pressi del bacino Enel, ci cambiamo e ci vestiamo tenendo conto delle condizioni ambientali e della tipologia di percorso che affronteremo a breve. In salita si suda sempre anche in gennaio e con la neve pertanto, abiti troppo pesanti potrebbero essere dannosi. In discesa il freddo si fa sentire, soprattutto dopo aver sudato abbondantemente in salita. Una cambiata asciutta (canottiera e sotto casco) è sempre bene portarla con se.

Scesa la bici facciamo stretching, è molto importante e lo è ancora di più a fine attività fisica. Affronteremo circa 17 chilometri di salita con pochi punti dove recuperare.

Seppure quella che stiamo per affrontare è l’ascesa più facile per raggiungere il Passo della Foppa (Mortirolo), non è da considerarsi una passeggiata perché non lo è affatto.

E’ ora di partire! Costeggiamo il fiume Oglio, attraversiamo il centro di Edolo e ci riportarci sulla SS 42, direzione Ponte di Legno.

Dopo circa 5 chilometri pedalati con il fiume Oglio alla nostra destra, svoltiamo a sinistra. Lasciamo la statale per imboccare la SP 81. Da questo punto inizia effettivamente la salita al Mortirolo lunga circa 10 chilometri.

2 chilometri dopo la svolta raggiungiamo Monno, siamo a quota 1.066 metri slm, dobbiamo salire sino a 1852.

Siamo in autunno e il bosco che stiamo per attraversare ci riserva emozioni uniche, frutto dei bellissimi colori e del silenzio musicale che la natura ci offre.

Sono solo un elemento nello spazio dell’universo e sono felice di esserci visto che ogni elemento è indispensabile e unico. C’è pochissimo traffico e questo rende tutto più bello e sicuro.

Passiamo il centro di Monno, svoltiamo a destra in via Valtellina. Non si può sbagliare, c’è un grande muro in cemento colorato che ci fa capire esattamente dove siamo e dove dobbiamo andare. Tornante dopo tornante, proseguiamo sulla SP81. Per un bel tratto la strada sale in mezzo al bosco ondulata è solo nei pressi del hotel Belvedere affrontiamo altri tornanti.

Saliamo ancora qualche chilometro e raggiungiamo l’albergo Passo Mortirolo. Dobbiamo proseguire ancora un po’ per raggiungere la vetta vera e propria. Oltrepassiamo l’hotel ed incontriamo un bivio, a sinistra la strada corre sino ad Aprica, proseguendo dritti si scollina e si scende in Valtellina.

Lungo il percorso ho incontrato alcune persone che si spostavano a piedi o in auto. Mi hanno osservato tutte con ammirazione, mi hanno salutato e incoraggiato.

Queste salite sono mitiche, sono considerate da eroi dopo le imprese di Marco Pantani al Giro d’Italia del 1994, quando sulle sue rampe lasciò tutti dietro. Da allora è considerata la Cima Pantani, Pantani le ha dato gloria e lei lo ha esaltato.

L’ascesa totale presenta un dislivello di circa 1300 metri e con pendenze regolari attorno al 6/7%, salvo qualche breve tratto dove la strada si impenna maggiormente. Intorno al sedicesimo chilometro si affronta uno strappo di 500 metri al 10%.

Giunto al passo troviamo il cartello che ci conferma di essere arrivati in cima.

Ho avuto fortuna, i prati sono ancora colorati, la temperatura è più primaverile che autunnale, siamo a 1852 metri di altitudine e ci sono 12 gradi centigradi.

Prima di tornare a Edolo, mi cambio indumenti e mi rifocillo un po’ con quanto ho portato con me. Indosso un passamontagna e una mantellina antivento e inizio la discesa.

Giunto all’auto, mi cambio completamente, carico tutto ordinatamente, faccio stretching, mangio qualche cosa e mi avvio verso casa.

E’ solo un arrivederci, infatti tornerò presto su queste vette.

Pubblicato su La Voce di Rovigo del 22 novembre 2021

Come sempre vi rammento di fare massima attenzione, di rispettare scrupolosamente quanto previsto dal codice della strada, di indossare il casco, occhiali protettivi e utilizzare le luci anteriore e posteriore. In discesa non lasciatevi prendere la mano, se si lascia correre la bici è facile superare i sessanta chilometri orari. La strada è di tutti pertanto attenzione ai pericoli.

E’ facile trovare una giornata grigia lassù, spesso le nuvole avvolgono questi luoghi.

Ps. il percorso è puramente indicativo ed è descritto in base all’esperienza personale e ai dati rilevati dagli strumenti cartografici prodotti da terzi (Ciclocomputer, mappe Google, Garmin Connect).

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