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Covid-19 nel ciclismo, cosa sta succedendo?

Quando ufficialmente l’emergenza covid-19 è finita, nel ciclismo dei pezzi da novanta si conta il maggior numero di vittime.

Vincenzo Nibali si sta riprendendo ora dopo alcune settimane di stop che gli hanno fatto perdere molte gare di inizio stagione.

Gianni Moscon, anche lui nel post covid-19, fatica a trovare la forma migliore.

Sonny Colbrelli è tutt’ora in ospedale in seguito all’arresto cardiocircolatorio accusato in Spagna. In precedenza ha avuto una forte bronchite e anche lui ha avuto il covid-19.

Notizia di oggi è la positività di Wout van Aert a causa della quale non sarà al Giro delle Fiandre di domenica 3 aprile.

Fernando Gaviria, il forte velocista della UAE è risultato positivo al covid-19 per la terza volta: la prima nel 2020, la seconda nell’ottobre del 2021, la terza a febbraio di quest’anno. E’ diventato un caso studiato dai virologi.

A gennaio anche Peter Sagan ha dovuto fermarsi per lo stesso motivo.

La lista è lunga, molto lunga, se poi aggiungiamo anche le bronchiti, molti l’hanno avuta dopo la Tirreno-Adriatico e la Parigi- Nizza, le trombosi, problemi cardiaci e gli incidenti, vediamo ben decimate le squadre world tour.

L’ultimo è Gianmarco Garofoli, giovane corridore dell’Astana Qazaqstan Team. Dopo la gara di domenica scorsa a Larciano, ha accusato un malore e sottoposto a visita medica gli è stata diagnosticata una miocardite acuta. Ha scritto sui social:

«Per fortuna direi sono riuscito ad accorgermi per tempo, e seguendo le indicazioni del prof. Dello Russo Antonio e l’aiuto del dott. Roberto Corsetti potrò tornare più forte di prima! Ora devo armarmi di tanta pazienza, affronterò un lungo periodo di stop circa 3 mesi e dopo di che una ripresa graduale. Un grazie a tutte le persone che mi sono vicino e al team Astana che mi ha dato tutto il sostegno»

Alla Milano-Sanremo, ad esempio, hanno dovuto rinuncia molti campioni. Se guardiamo indietro, sono più i contagiati quest’anno delle stagioni 2020 e 2021.

E’ un dato da non sottovalutare e che molti faticano molto per tornare in forma, alcuni forse non la ritroveranno mai.

Ci sembra di capire che la prima selezione non la fa la durezza del percorso, nemmeno la velocità, bensì la malattia e gli infortuni.