Tappa16

Giro d’Italia, Mortirolo, Santa Cristina e Aprica, il ribaltone

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Il giorno di riposo è trascorso più o meno tranquillo, tra riposo, conferenze stampa e divertimenti.

Canola e Scaroni, due dei ragazzi italiani della ex Gazprom, hanno dato vita a momenti di protesta proprio a Salò, sede di partenza della 16° tappa.

Chiedono il supporto dei colleghi ciclisti, hanno preparato dei braccialetti blu per il gruppo in segno di sostegno ma molti non vogliono indossarlo.

Canola si sente stritolato al tavolo dei politici e riguardo ai braccialetti afferma: “non aiuterà a risolvere il problema ma a far capire quello che stiamo passando. Non capisco perché dei colleghi non debbano metterlo, non è un brand, non danneggia il loro sponsor. La situazione è insostenibile. Siamo qui in due (c’è anche Cristian Scaroni), gli altri sono a casa col morale a terra e stanno male per la disperazione. Non sanno se potranno continuare, quello che sta accadendo rende vani i sacrifici di una vita. Non è giusto che paghiamo per una colpa non nostra. Vogliamo che l’Uci ci dia risposte, quelle che abbiamo avuto sono state molto vaghe. Abbiamo provato la via diplomatica, senza sortire effetto. Se questi sono i capi del ciclismo, non meritano di governare il nostro bellissimo sport, perché non ne incarnano i valori” (da bici.pro).

Domenica è stata anche la giornata di Giulio Ciccone. C’è chi lo aspetta oggi vincente ad Aprica, nella tappa di Marco Pantani, come a Cogne.

L’altro giorno Ciccone ha recuperato più di 8 minuti sui migliori, ne ha ancora 15′ dalla vetta di Carapaz, ed è anche vero che la Top 10 e a poco più di 7 minuti, non credo che lo lasceranno andare via come 2 giorni fa. Se vorrà confermarsi dovrà farlo di potenza perché siamo nella terza settimana e tutti vogliono confermare o migliorare il proprio posto nella generale.

E’ vero che verrà ricordato il vincitore ma essere nella Top 10 è molto importante ai fini punteggio UCI e per i contratti futuri.

La Generale è molto stretta per le prime 5 posizioni, racchiuse in 1′ e 1”. è Domenico Pozzovivo, oltre ad essere in splendida forma, è a breve distanza dalla maglia rosa e, che ne dicano, Carapaz non è mai riuscito a fare la differenza sino ad oggi.

è Mikel Landa a 59″ da Carapaz e con soli 2″ di vantaggio su Domenico. A 30″ in posizione troviamo Joao Almeida. In fine, in posizione a soli 7″ da Carapaz, c’è il corridore della BORA, Jai Hindley.

Tutti hanno visto a Torino la forza della BORA che ha fatto saltare il banco nel circuito cittadino.

Non è tutto qui perché dalla 6° alla 9° posizione tutti possono sognare la maglia Rosa, a partire da Vincenzo Nibali (2′ e 58”) che ha fin qui corso uno splendido Giro d’Italia.

Era il 5 giugno del 1994 quando un certo Marco Pantani vinse la tappa con il Mortirolo. Quel giorno iniziò la storia di un mito

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