4 settembre 2016 – Città del Vaticano

4 settembre 2016 – Città del Vaticano
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4 settembre 2016 – Città del Vaticano, tratto dal libro “Storie d’amore che non interessano a nessuno”.

È il tre settembre, sono le ventidue, dopo una giornata di preparativi e di incombenze casalinghe lasciamo casa per recarci dalle «sisters». L’indomani è un grande giorno, unico ed irripetibile per le sorelle della congregazione delle Missionarie della Carità, per tutti i loro collaboratori e per il mondo intero. Papa Francesco proclamerà santa Madre Teresa di Calcutta, come potremmo non essere presenti ad un tale evento? Giungiamo dalle sisters alle ventitre e il cortile della casa è affollato: volontari, ospiti, «sisters» e accompagnatori.

4 settembre 2016 – Città del Vaticano

C’è chi stringe amicizia con persone mai incontrate, chi termina con gli ultimi preparativi, chi si accinge a parcheggiare l’auto e a sistemare i pochi bagagli. Si collabora per sistemare le ultime cose prima dell’arrivo dei bus che ci porteranno a Roma. Con la loro semplicità, disponibilità e amore per i fratelli, le sisters insieme ai volontari hanno preparato una shopper per ogni partecipante al viaggio con tutto l’occorrente per la colazione e la merenda del pomeriggio: biscotti, brioche, succo di frutta e acqua, salatini e altro. Si ride e si scherza compostamente sino a quando arrivano i bus e allora si inizia a caricare tutto il materiale. Mi affidano alcuni cartoni di acqua che posiziono nel bagagliaio assieme agli zaini, lo stesso fanno le altre persone suddividendoci così tutto il necessario.

Due autobus pieni

più di cento persone pronte a partire per recarsi a Roma. Per la prima volta la casa viene chiusa, non resterà nessuno, proprio nessuno. Sono le ventitre e cinquantatre quando le ruote iniziano a girare per imboccare la vicina tangenziale e successivamente l’A1. Il viaggio è cominciato, sister superiora, nel pullman A, chiede gentilmente agli autisti se è possibile mettere un video, un documento sulla vita di Madre Teresa. Per la prima ora e mezza seguiamo questa importante testimonianza, ma non tutti. Alcuni sono già in un viaggio parallelo, hanno chiuso gli occhi e probabilmente stanno sognando. Il climatizzatore è al massimo e noi nella prima fila ci sentiamo come al polo nord, immersi in una corrente fredda. Io e Caterina siamo dal lato peggiore ed ogni tanto ci scambiamo di poltrona. Ad un certo punto la «sister» si offre di sedersi al nostro posto, noi ci rifiutiamo ma lei insiste ed allora Caterina si sposta sul lato destro del pullman e la superiora sul lato sinistro.

4 settembre 2016 – Città del Vaticano

Poco prima delle quattro lasciamo l’A1, siamo a Roma nord e mancano pochi chilometri al grande raccordo anulare. Vi è una ampia area di sosta, lì ci fermiamo e ad ognuno viene consegnata una sporta di tela verde: si fa colazione e si va in bagno. C’è te e caffè per tutti nei grossi thermos portati dalle «sisters», sono gli stessi che usiamo per servire le colazioni ai poveri. Terminato di rifocillarci ripartiamo e alle cinque e un quarto siamo davanti alla casa delle Missionarie della Carità in Vaticano, a brevissima distanza dal colonnato di sinistra guardando la Basilica. Inizia qui la nostra attesa insieme ad altre migliaia di persone, la fila è in costante aumento.

I cancelli apriranno alle sette

manca circa un’ora e mezza prima di poter accedere alla piazza. Siamo tutti in piedi stretti uno accanto all’altro, c’è gente di ogni parte del mondo, la stanchezza si fa un po’ sentire e porta con se qualche preoccupazione, subito cancellata dal sorriso delle «sisters».

Poco prima delle otto siamo dentro e scopriamo con gioia di essere in una buona posizione, non lontani dall’altare, e di avere ognuno una sedia a disposizione. Siamo stanchi ma carichi di gioia, di energia spirituale.

Tra poco arriverà Papa Francesco

Le «sisters» e i nostri fratelli e sorelle sono accanto a noi e tra poco arriverà Papa Francesco. Alle nove e mezza circa inizia la celebrazione con la recita del santo Rosario. Migliaia di persone pregano all’unisono, migliaia di persone scorrono i grani del Rosario contemporaneamente. Alle dieci e trenta arriva sua santità e inizia la cerimonia con il rito di canonizzazione di Madre Teresa e a seguire la Santa Messa e l’Angelus. Giornata molto calda, il cielo è celeste e non vi è nemmeno una nuvola, il sole svolge appieno il suo compito e una leggera brezza ristora a tratti tutti i presenti.

Piazza San Pietro è colma tanto che molte persone, in possesso di regolare lascia passare, dopo una certa ora vengono fermate ai cancelli e lasciate fuori. Molte le autorità presenti tra cui capi di stato e alti prelati. Il miracolato brasiliano con tutta la famiglia è lì in prima fila. Seduti alla destra del Papa vi sono cardinali e altre autorità religiose mentre, alla sua sinistra, le autorità laiche. In separata sede, ai piedi dell’altare, la madre generale dell’ordine con cinque «sisters anziane». Nei primi settori, a ridosso dell’altare, ci siamo noi volontari, le sorelle delle missioni italiane e mondiali e tutti i poveri e meno fortunati che in queste case vengono accolti ogni giorno.

Una piazza multietnica e multicolor non solo per la nazionalità dei presenti ma anche per la colorazione degli abiti indossati e le bandiere sventolate. Le africane che viaggiano con noi sono super eleganti, vestite con abiti tradizionali dei loro paesi di provenienza, anche le ragazze dei paesi dell’est e le italiane sono variopinte.

4 settembre 2016 – Città del Vaticano

Come dicevo, il primo atto è stato il rito della canonizzazione che prevedeva in primis la presentazione della Santa, della sua vita e della sua missione. A seguire la Celebrazione Eucaristica in varie lingue e l’omelia di Papa Francesco veramente toccante.

Gli animi sono alle stelle

la stanchezza è tanta ma la nostra droga naturale, l’amore per Dio, per madre Teresa e tutti i suoi figli ci fa sopportare sia il caldo che tutto il resto. Siamo tutti insieme: volontari, «sisters», meno fortunati, sacerdoti e il Papa che, come consuetudine, al termine della celebrazione, fa il giro di tutta la piazza per salutare e toccare i fedeli. Tutti a cercare una posizione favorevole per un singolare incontro, un solo momento, unico e forse irripetibile.

4 settembre 2016 – Città del Vaticano

Una volta rientrato Papa Francesco, assieme alle «sisters» e con tutto il nostro gruppo, veniamo accolti all’interno della sala Paolo VI dove ci viene offerta pizza e sfogliatelle preparate e cotte al momento da pizzaioli e pasticceri partenopei. È un grande momento di ristoro corporeo e mentale a coronamento di una splendida giornata di festa. Abbiamo condiviso ogni istante con i poveri e i senzatetto di varie parti del mondo, in nome di colei che ha dedicato la vita a raccogliere inetti e disperati per le strade del pianeta, a dissetare il Signore dissetando i suoi figli, la nostra Santa Madre Teresa di Calcutta.

Si torna a casa

Al termine di questo bellissimo momento, radunato il gruppo, ci siamo avviati per il rendez vous con i pullman che, lentamente prima e spediti poi, ci hanno ricondotti a casa.

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