Santa Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta
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L’incontro con Madre Teresa, tratto dal libro “Storie d’amore che non interessano a nessuno”.

Caterina mi diceva che sono una calamita per le ragazze con problematiche e l’ho pensato anche io. Un po’ per natura un po’ per educazione un po’ per le esperienze dolorose che ho vissuto e che vivo anche oggi, non sono mai stato insensibile di fronte alle difficoltà e alle storie umane complicate, non ho mai chiuso gli occhi, non mi sono mai voltato dall’altra parte.

Solo di recente però ho capito che tutte le persone che incontro nella mia vita sono doni di Dio, doni che mi hanno fatto soffrire moltissimo, ma che mi hanno fatto soprattutto crescere. Sono certo che Dio non mi giudicherà, non ci giudicherà in base ai risultati ottenuti, se così fosse «povero me», non farà come gli insegnanti che correggono i compiti e danno il voto, ma lo farà su come ci poniamo di fronte al nostro prossimo, per come affrontiamo le situazioni e i problemi e con quanto e quale amore abbiamo agito.

La vita non è un test a risposta multipla dove una sola è quella giusta. Solo su quanto amiamo saremmo giudicati.

Spesso mi sono trovato in difficoltà poiché non riuscivo a programmare nulla, non sapevo come gestire le situazioni e mi sono messo in ascolto ed ho udito Colui che sa tutto e che è l’unico vero Maestro di vita.

Quello che vi sto raccontando è in buona parte frutto del mio incontro con Madre Teresa. Chi era, chi è Santa Madre Teresa di Calcutta? Non mi dilungherò molto sulla sua biografia, sono tanti i libri che potete leggere a riguardo, farò però alcuni cenni poiché anche voi in questo contesto possiate conoscerla o rinfrescare quanto già sapete.

1Nacque a Skopje in Albania il 26 agosto 1910 e le fu dato nome Gonxha Bojaxhiu. Sin da piccola fu attratta dalle terre di missione e all’età di diciotto anni lasciò il suo paese per raggiungere l’Irlanda dove entrò nell’istituto della Beata Vergine Maria, fra le sorelle note come «le suore di Loreto».

Perché proprio in quell’ordine religioso? Durante l’adolescenza alcuni Gesuiti predicarono nella città in cui viveva e parlarono di «missioni» in terre lontane e dell’opera delle suore di Loreto. Visto il suo enorme desiderio di dedicarsi ai più poveri del pianeta, le suore di Loreto le sembrarono l’unica via da percorrere.

Rimase in Irlanda alcune settimane e poi venne inviata in India dove nel 1937 fece la professione perpetua dei voti divenendo, queste le sue parole, «la sposa di Gesù» per «tutta l’eternità». Per 18 anni insegnò presso le scuola delle suore di Loreto e per un certo periodo ricoprì anche l’incarico di direttrice.

Durante un trasferimento in treno da Calcutta a Darjeeling, Madre Teresa ricevette «la Chiamata nella Chiamata» come lei stessa la definì.

Dio le parlò con queste toccanti parole: «Piccola Mia, vieni, vieni, portami nei tuguri dei poveri. Vieni, sii la Mia luce. Da solo non posso andare. Essi non mi conoscono e per questo non mi vogliono. Vieni tu, va in mezzo a loro. Conducimi con te dentro di loro. Quanto desidero entrare nei loro tuguri, nelle loro case buie e tristi»2.

Da quel preciso momento il suo cuore fu impossessato dal desiderio ardente di saziare la Sete di Gesù, sete di amore e di anime. Gesù parlò molte volte a Teresa e le chiese di dar vita ad una comunità religiosa al servizio dei più poveri tra i poveri, da chiamarsi «Missionarie della Carità».

Madre Teresa parlò di tutto questo con il suo confessore, con il vescovo ed infine al Papa. Si instaurò una corrispondenza epistolare nutritissima, buona parte dei testi sono riportati nel libro «Sii la mia Luce», sino a quando Papa Pio XII approvò e riconobbe ufficialmente la sua nuova missione. Madre Teresa uscì dall’ordine delle suore di Loreto nel 1948 e sola si avviò per le strade di Calcutta.

Prima delle sorelle, al suo fianco vi furono alcuni volontari laici quali medici e persone qualunque. Si aggiunsero poi altre «sisters» della casa di Loreto sino a quando, il 7 agosto 1950, nell’Arcidiocesi di Calcutta fu fondata ufficialmente la Congregazione delle Missionarie della Carità. Il 5 settembre 1997 terminò la vita terrena di Madre Teresa, Giovanni Paolo II la descrisse pubblicamente così: «E’ viva nella mia memoria la sua minuta figura, piegata da una esistenza trascorsa al servizio dei più poveri tra i poveri, ma sempre carica di un inesauribile energia interiore: l’energia dell’Amore di Cristo. Missionaria della Carità: questo è stata Madre Teresa, di nome e di fatto»3.

A soli 6 anni dalla morte, Papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata e nel suo messaggio ai pellegrini di Roma ne parlò come di una delle più grandi missionarie del ventesimo secolo. Il Santo Padre sottolineò che ad ispirare tutte le sue opere e a rendere la sua missione nel mondo così fruttuosa fu il suo rapporto con Dio nutrito dalla preghiera.

In ogni «casa» di Madre Teresa vi sono sicuramente due cose, il Santissimo e la scritta «Ho Sete», infatti “Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione con Maria, Madre di Gesù, era divenuto il solo scopo dell’esistenza di Madre Teresa, e la forza interiore che le faceva superare sé stessa e «andare di fretta» da una parte all’altra del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri4.

Le seguenti sue parole descrivono senza equivoci la personalità della Santa: «Voglio amare Gesù come non è mai stato amato da nessuno finora…Se mai diventerò una santa, sarò di sicuro una santa dell’oscurità. Continuerò ad essere assente dal Paradiso, per dar luce a coloro che sono nell’oscurità sulla terra. Voglio soffrire per tutta l’eternità, se è possibile»5.

Madre Teresa soffrì molto in cuor suo e nulla traspariva all’esterno. Solo dopo la morte, quando fu pubblicata una sua confessione, il mondo poté sapere quale dolore afflisse per quasi cinquanta anni la futura santa. Lei non voleva scrivere nulla di sé ma le fu imposto dal padre confessore e dai superiori. Costoro avevano capito subito chi era Teresa di Calcutta e l’importanza delle sue «confessioni scritte» e le tennero come gioielli in cassaforte, nonostante Teresa li avesse implorati di bruciarle tutte.

La Beata dovette sperimentare lo stesso dolore che provò San Francesco quando, ritiratosi alla Verna, urlava disperato «Parlami!» rivolto a Dio che non udiva più. Lo stesso dolore provato da Gesù crocifisso quando, poco prima di spirare, disse «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Tutte le persone in odore di santità hanno provato tale dolore, tutte sono state messe a dura prova dal Padre celeste e anche Madre Teresa, pur vedendo l’opera di Dio crescere di giorno in giorno, non sentiva più quella voce, non aveva più quel dialogo quotidiano con Dio che l’aveva condotta per le strade di Calcutta.

Madre Teresa, pur stremata dal dolore, non dubitò mai della Verità che Gesù le aveva comunicato. Le sue parole di dolore, il suo sfogo sincero con Dio, terminano con la conferma della sua missione: «Se questo Ti da gloria, se porta a Te le anime, io accetto tutto con gioia sino alla fine della mia vita»6. L’opera che ancora oggi è più che mai attiva in tutti i continenti della terra ne è la conferma poiché nulla di così grande sarebbe possibile all’uomo. Madre Teresa attira a se ogni giorno migliaia di persone tra religiosi e laici, consacrati e volontari e la sua missione è grande ovunque. Io e Caterina siamo stati chiamati a farne parte, ne siamo certi.

1Madre Teresa di Calcutta, cenni biografici tratti da…..

2Santa Madre Teresa di Calcutta, dal libro Sii la mia luce

3Giovanni Paolo II, Angelus di domenica 7 settembre 1997 – w2.vatican.va

4Giovanni Paolo II, Angelus di domenica 7 settembre 1997 – w2.vatican.va

5Santa Madre Teresa di Calcutta, dal libro “Sii la mia luce”

6Santa Madre Teresa di Calcutta

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