Il Giro delle professional dove i big non si sono visti…

Bernal
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Quello appena terminato è stato un Giro d’Italia con tante polemiche, una tappa ridotta senza motivo, pochi attacchi dei big, tanto attendismo e poca corsa.

Una penultima tappa discutibile con un cambio bici inutile, il casco poi incommentabile. Anche l’averla posizionata a fine Giro a condizionato tutta la corsa di 3 settimane.

Mi hanno entusiasmato i fuggitivi, le fughe arrivate, le emozioni sul Gran Sasso degli Eolo dei Corratec e Bardiani. Grande impresa di Davide Bais. Senza loro tre, solo bel paesaggio da guardare.

Le azioni di Filippo Zana, le vittorie di Milan e Dainese encomiabili.

Come sempre il Giro mostra un territorio bellissimo, dovrebbe mostrare anche dei campioni, c’erano ma questa volta non si sono visti.

A Roma grande festa, quella si. La presenza del Presidente Mattatella ci ha onorati, come al Tour de France è consuetudine la presenza del presidente almeno per una giornata.

I campioni di questo giro sono stati i ragazzi delle professional, senza mai lamentarsi hanno attaccato ogni giorno con qualunque tempo.

I velocisti Dainese, Bonifazio e Milan hanno svolto splendidamente il loro lavoro: bravissimi.

Damiano Caruso ha fatto il meglio che poteva, posso sono fargli mille complimenti.

La vittoria di Mark Cavendish, veramente importante e bella, mi è sembrata un regalo del gruppo fatto alla carriera.

Ci sta che i microfoni Rai premino ora tutto il Giro, sono parte integrante del prodotto in vendita. Quello che cambierei, non me ne voglia, è Alessandro Petacchi.

L’ex professionista è spesso soporifero, poco sul pezzo. Martinello e Cassani sono all’altezza della situazione, lui no.

Proverei anche Angelo Furlan.

Bravissimi tutti quelli di Radio Rai 1, Martinello, Ghirotto ecc.

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