Ciclismo e femminilità alla soglia del 2024

Femminilità
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Da tempo sostengo che il ciclismo è uno sport adattissimo al gentil sesso. La femminilità si sposa perfettamente con le due ruote.

Da un po’ di anni, in particolar modo, ho scelto di seguire da vicino le gare e gli allenamenti delle giovani atlete che si cimentano nelle varie categorie, da esordienti sino alla Elite, ovvero quella delle professioniste.

Sono stato alla partenza e all’arrivo di numerose gare Open ed Elite, campionati italiani compresi, e le ho conosciute di persona.

Da Elena Pirrone a Letizia Paternoster alle tre Sofia ovvero Bertizzolo, Beggin, Colinelli e poi Vittoria Guazzini, Silvia Valsecchi, Elisa Balsamo, Giulia Bonaguro, le sorelle Arianna e Martina Fidanza, Elisa Longo Borghini, Silvia Persico e tante altre.

In gara prevale la grinta e la rivalità, se le urlano e se le cantano di santa ragione se serve, ma prima e dopo sono Donne e la D maiuscola non è li per caso.

Sono ragazze che hanno messo da parte molti divertimenti e tempo libero per dedicarsi con impegno e professionalità a questa durissima attività agonistica.

Solo chi ha pedalato con serietà sa veramente quanti sacrifici servono per raggiungere un qual si voglia traguardo. Da quante cadute vere e psicologiche bisogna avere la forza e il coraggio di rialzarsi solo loro lo sanno.

Queste ragazze studiano o lavorano, il settore femminile nonostante gli enormi passi avanti, non rende ancora come quello maschile perciò il tempo che rimane lo trascorrono ad allenarsi su strada, in pista, in palestra seguendo alla lettera le indicazioni dei loro direttori sportivi.

Come dicevo, enormi passi avanti sono stati fatti almeno dal 2020 ad oggi. Ora i contratti sono più dignitosi per le ragazze Elite, nelle categorie inferiori si fatica ancora tanto.

Qualcuno sostiene, e non sono pochi, che perdano la loro femminilità, la loro grazia. Vi garantisco che non è assolutamente così: sanno essere donne, femminili e cicliste al tempo stesso.

Sanno essere figlie, compagne, mogli e anche madri senza mancare un traguardo.

Non possiamo di certo accantonare le rappresentanti del gentil sesso del ciclismo amatoriale, sempre più numerose.

Non me ne vogliate, è solo una pura constatazione quella che si nota tagliato il traguardo: si piange un po’ di più rispetto agli uomini.

Ragazze, Donne, Signore che ancora non avete conosciuto questa splendida ed affascinante disciplina sportiva, osservatele da vicino e vedrete che, una volta salite su quelle bici dal manubrio ricurvo, non potrete più separarvene.

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