2024 Usurpatore – La scomunica, il prete licenziato

usurpatore
Share News
82 / 100

Usurpatore

Usurpatore: “Lo scorso 17 dicembre, in un santuario vicino a Buenos Aires, in cui è stato arcivescovo l’innominato (papa Francesco), un fulmine ha colpito la statua di San Pietro. E cosa è andato a incenerire? L’aureola e le chiavi. L’aureola perché Pietro non è più santo, perché c’è un gesuita massone legato ai poteri mondiali, un usurpatore antipapa. E le chiavi perché quelle se le è tenute il buon Benedetto”.

Queste sono alcune delle parole pronunciate dal ex sacerdote Ramon Guidetti, la sera dell’ultimo dell’anno durante la messa di ringraziamento in cui si canta il Te deum.

Ex perché l’indomani, il primo gennaio 2024, il Vescovo gli ha inviato l’atto di scomunica.

Ramon Guidetti, era un sacerdote livornese di 48 anni, parroco a San Ranieri a Guasticce dal 2017, ora è un comune cittadino.

Ha dato pubblicamente dell’usurpatore al Papa che letteralmente significa colui che si appropria, con la violenza o la frode, di quanto spetta legittimamente ad altri.

Tutti dovremmo ricordarci che Papa Benedetto XVI ha dato liberamente e in piena coscienza le dimissioni. Dovremmo anche sapere che è il Conclave ad eleggere il nuovo papa, ovvero tutti Cardinali chiusi a chiave in una stanza.

Benedetto XVI, il 28/02/2013 nel saluto di congedo ai cardinali, disse:

È tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza”.

Dov’è quindi l’atto violento di Papa Francesco per conquistare il trono di Pietro? Dov’è la frode? A chi spettava il trono visto che Benedetto XVI lo ha lasciato vacante?

È evidente che il signor Ramon Guidetti ha detto una falsità, una enorme castroneria, ha usato un termine – usurpatore – inappropriato.

Ha forse prove concrete e tangibili, inconfutabili, che provino che l’allora Cardinale Bergoglio abbia costretto con la forza i tanti Cardinali a votarlo?

La scomunica da parte del vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, quella si è un atto appropriato, giusto, dovuto.

Sul fronte sacerdoti c’è da dire che ce ne sono altri che sussurrano certe parole equiparabili a bestemmie, se non durante le celebrazioni, durante cene e colloqui tra amici.

Evidentemente temono di essere scomunicati, di perdere i benefit (stipendio, casa, vitto, perpetua, ecc.), e probabilmente non sono così Cristiani da capire che il Signore li vede, li sente, li osserva, gli legge l’anima e un giorno li giudicherà.

Sopra la Parola di Dio, testimoniata con la vita da Cristo, Dio fatto carne (e dai santi venuti successivamente) sono stati costruiti numerosi muri, stratificazioni rigide e anche opache, che stanno nascondendo il tesoro che ci ha donato Dio.

Ho riscontrato personalmente che la Parola resta parola, che le prediche sono prediche, che la vita di molti che le pronunciano non sono avvallate dalla testimonianza, dalle opere.

Nella Chiesa cattolica ci sono molti che parlano poco e fanno tanto, e alcuni che parlano tanto e… beh! Sapete già come finisce la frase.

Ben vengano i riti, le celebrazioni, la somministrazione dei sacramenti, le regole scritte nel Catechismo, tutto ciò è nato come strumento utile al raggiungimento di un obiettivo, non sono l’obiettivo.

I Farisei pensavano che rispettando le regole formali, i riti, le abluzioni, si sarebbero conquistati un posto nel Regno di Dio, cosa che Gesù ha smentito.

Il fu sacerdote Guidetti, durante una trasmissione radiofonica a “Radio Domina Nostra” condotta da un altro ex prelato – Alessandro Minutella (scomunicato nel 2018), ha replicato alla scomunica con queste parole:

Sono sereno e tranquillo

Sono sereno e tranquillo” meglio per lui “stupito della velocità con cui la ghigliottina ha tagliato la sua ennesima testa”.

“Ci farò una bella cornicina e lo appenderò al muro e sarà qualcosa di cui mi vanterò ben volentieri … Un po’ di amarezza nel cuore c’è, per questa cecità e questa durezza da parte di colei che dovrebbe essere una madre, la Chiesa. Dovrebbe essere materna e in realtà è una tiranna”. 

Cecità della Chiesa? La scomunica atto di cui vantarsi? Non è forse altra la maniera di riportare a Cristo l’istituzione clericale o la parte di essa che se n’è allontanata?

Credo che se gli uomini di Chiesa avessero costruito meno cattedrali, conventi, santuari in muratura e avessero praticato maggiormente la Parola, oggi saremmo a ben altro punto. Penso che se si fossero meno dedicati alla filosofia, allo studio, alla pura predicazione verbale e più alla Parola vissuta quotidianamente oggi la Chiesa sarebbe più creduta.

Perché molti di noi, per non riconoscere le proprie debolezze, incapacità a seguire la strada, scelgono di modificare quanto gli altri di buono hanno dato e fatto?

Cocludo con le parole del Cardinale Zuppi, dette durante l’intervista di TV 2000 andata in onda sabato 30 dicembre 2023.

Così ha detto: “Se un cattolico non ha buoni rapporti con il Papa il problema non è del Papa, è che forse ti sei dimenticato di essere cattolico

Matteo Maria ZUPPI è il Presidente della CEI – Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Arcivescovo di Bologna. È nato nel 1955, l’11 ottobre, a Roma

https://www.ansa.it/toscana/notizie/2024/01/02/per-parroco-papa-francesco-e-un-usurpatore-scomunicato_002e5760-0fdc-4464-9ad7-402e07a8a5af.html

Altri articoli

Il cristiano non va a messa

Dov’è Cristo nel 2023?  

82 / 100