Marco Pantani, 20 anni senza l’uomo – ultima ora

Marco Pantani
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Marco prima di tutto era un uomo

Il 14 febbraio, giorno di San Valentino del 2004 Marco Pantani fu ritrovato morto all’hotel Residence Le Rose di Rimini, poi demolito e ricostruito con altro nome.

Marco Pantani, 20 anni senza l'uomo - ultima ora

Le novità bella

È proprio di queste ore la notizia, riportata anche da Il Resto del Carlino, che Piazza Guglielmo Marconi diventerà Piazza Marco Pantani. È il piazzale dove oggi si erge la statua dedicata al Pirata eretta nel 2005 e realizzata dall’artista bolognese Emanuela Pierantozzi. È un po’ una telenovela, nel senso che è da anni che gli amministratori di Cesenatico promettono questo ma ancora non si è fatto. La delibera del Consiglio Comunale del 2019, all’unanimità, ha votato a favore dell’intitolazione.

Ora, in occasione della partenza del Tour de France proprio da Cesenatico, sembra siano stati stanziati circa 1 milione di euro per riqualificare la piazza e intitolarla proprio a lui.

Si sono forse resi conto di ciò che fa Marco per Cesenatico anche dall’alto dei cieli?

L’opera verrà realizzata non prima del 2025, quando si intitolerà una scuola a Guglielmo Marconi a cui spetta di diritto un luogo.

La video intervista al Sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli

La notizia brutta

Ancora una archiviazione. È di due giorni fa la notizia che conferma: Pantani non è stato ucciso, ma è morto per il mix di farmaci antidepressivi e cocaina assunti volontariamente.

Gli avvocati della famiglia Pantani, Fiorenzo e Albero Alessi, dicono: “Noi ancora non abbiamo saputo nulla di ufficiale, non ci è stato notificato alcun atto. La sensazione è che questa nuova indagine sarà archiviata, perché non sarebbero stati trovati gli elementi sufficienti per l’ipotesi di omicidio”.

I TG annunciavano la scomparsa e già escludevano l’ipotesi di morte violenta, omicidio o altro. Con quale velocità si fecero le indagini e la sentenza giornalistica?

Attualità

In queste ore particolarmente dolorose per la famiglia Pantani e per tutti coloro che come me si sentono veramente vicini a loro, è difficile incontrare Tonina e Paolo, ulteriormente rattristati dall’ennesima probabile archiviazione.

Ricordi!

Molti sostengono che Marco Pantani è morto quel 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio. Pochi giorni dopo, al microfono di Gianni Minà diceva:

« Sono circondato da una infinità di di giornalisti, di tifosi, di telecamere, attorno al giardino … nel mio paese che che non mi lascia sicuramente vivere a me alla mia famiglia e quindi per me è un momento difficile abbastanza duro … credo che la casa è il luogo dove ci si può rifugiare forse dove cercare spiegazioni e così una grande rabbia incontro, rabbia e frustrazione, vergogna.

Nascono diverse sensazioni … avevo vinto un giro d’Italia e in maniera impeccabile e dopo tanto, dopo tanto lavoro, trovarsi di fronte al verdetto di questo tipo sicuramente è una lavata di testa, ci si trova di fronte a un muro che ti crolla addosso un qualcosa che ti colpiscono nel morale, nel dell’anima, quindi sicuramente un momento non facile che non è paragonabile agli incidenti, ma sicuramente a livello morale orale credo che questa volta si parte da molto più basso».

Dissero di Marco Pantani quel giorno

Giuseppe Martinelli, suo storico direttore sportivo, disse in quelle ore:

«Era un fenomeno, un gigante, per me grande tragedia, sicuramente qualcuno non gli voleva benenon mi interessano le vittorie ma il dramma di Marco».

Pino Buda, imprenditore e sponsor di team professionistici disse:

«Marco era difficile da gestire»

Davide Cassani: «Ci respingeva perché si sentiva tradito»

Roberto Conti: «Il doping non c’entra niente».

Gianpiero Galeazzi: «Lo vidi a Rimini, dentro portava già i segni della morte».

Momenti tristi, per un certo verso, ma allo stesso tempo meritevoli di essere ricordati, momenti memorabili per tutti gli appassionati di ciclismo e per coloro che lo sono diventati grazie a lui.

Marco è per sempre! Eternamente nei cuori di chi l’ha amato e di chi l’ha odiato, di chi l’ha applaudito e di chi l’ha insultato, di chi crede all’omicidio e di chi semplifica con l’overdose.

Tonina Pantani: Il mio Marco è sempre qui con me, sempre nelle mia testa, non voglio credere che non ci sia“. (qui il video)

Tonina Pantani: La verità su ciò che è successo. I fatti di Campiglio sono chiari, a Rimini invece voglio capire com’è morto Marco. La morte di un figlio è la cosa più brutta che possa esistere e non sapere come è morto è devastante. Marco è stato ucciso, ma io voglio la verità che rincorro da 18 anni. Bella o brutta che sia. Io mi sono svegliata due anni dopo la sua morte e ho capito tante cose, all’inizio invece non capivo niente.” (OASport.it 22 febbraio 2022)

Sono solo alcuni pensieri resi pubblici da Tonina, la mamma di Marco, che da quei giorni non si da pace.

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L’annuncio della morte su Sky Sport 1

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