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Pasqua del ’90, la vigilia, che serata

Pasqua del '90, la vigilia, che serata
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1990 veglia pasquale in divisa, memorabile

flag of Italy Bandiera italiana

Un tempo esisteva il servizio di leva militare obbligatorio.

Il mio periodo è iniziato ad agosto 1989 ed è terminato lo stesso mese dell’anno successivo.

La vigilia di Pasqua del 1990 ero in servizio e il cappellano militare volle celebrare la veglia all’interno della base.

Era il 14 aprile.

Ci trovammo veramente in pochi, ne ricordo 3 o 4.

Molti erano in licenza, altri di guardia, altri ancora in giro con i mezzi di lavoro, alcuni dormivano già.

Come ben sappiamo la celebrazione della Santa Messa è preceduta dal rito del fuoco.

Ricordo che andammo in giro per la base a cercare della legna.

Trovammo qualche cassetta dietro la fureria, le portammo innanzi la Chiesa, le fracassammo e accendemmo il fuoco .

Il giorno seguente, la domenica alle 09.00 terminato il servizio, sarei andato a casa a pranzo in famiglia.

Ero contento di partire ma lo ero altrettanto di partecipare attivamente alla celebrazione di quella Messa notturna, intima.

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(Beat inizia con un ritmo old-school, cassa e rullante in levare)

Strofa 1:
Yo, mi chiamo Eugenio, son del ’68

Indietro nel tempo, c’era la leva
Servizio militare, legge che si leva

Agosto ’89, il mio nome sulla lista
Un anno intero, la vita di un pacifista

Fino all’agosto dopo, stesso mese, stesso giro
La caserma era buia, un destino un po’ schivo.

Strofa 2:
Pasqua del ’90, la vigilia, che serata

In servizio armato, non aria di parata

Il cappellano in base, “Facciamo la veglia”
Un’idea pia, spezzare la griglia

Del turno e dell’attesa, del piantone severo
Eravamo in pochi, un pugno, un numero zero.

Strofa 3:
Tre o quattro in croce, la verità è questa
Gli altri in libera uscita, chi a far la siesta

Chi di guardia al cancello, chi sui camion in giro
Chi già sognava il letto, nel suo comodo giaciglio

La Messa di Pasqua, lo sai com’è il rito
Prima del sacramento, il fuoco è un invito.

Strofa 4:
E allora in missione, legna da trovare
Per tutta la base, bisognava ravanare
Dietro la fureria, delle casse abbandonate
Le abbiamo trascinate, un’azione un po’ scalmanata
Davanti alla chiesetta, il legno a far catasta
Fracassate in un attimo, la fiamma che si desta.

Strofa 5:
Il fuoco che scoppietta, la notte illuminata
Un rito semplice, un’atmosfera ovattata

Pochi soldati insieme, un momento sincero
Lontano dai ranghi, dal rigore severo

Ero contento di partire, la famiglia aspettava
Ma quella Messa intima, l’anima scaldava.

Outro:
Domenica mattina, le nove precise

Finito il servizio, via, senza indecisione

A casa per pranzo, l’affetto sincero
Ma quel fuoco di Pasqua, lo ricordo davvero… vero!

(Beat sfuma lentamente)

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