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A Mauro – Don Andrea – Omelia
Don Andrea, omelia A stare tra sorelle e fratelli si può continuare a essere bambini in eterno. Domenica scorsa ho vissuto un bel momento, di grande intimità, un momento in cui il dolore ha assunto la forma e il sapore di una tavola insieme, dove quattro fratelli si sono riabbracciati.
Quattro fratelli che si vogliono un mondo di bene, che insieme hanno attraversato la vita con l’entusiasmo e la gioia, direi la Grazia, di essere sempre una famiglia unita su cui contare.
Una tavola a festa, magari con il sapore del Salento, con il vento del Salento, con il mare del Salento nel cuore. Una tavola a festa in cui puoi anche litigare, puoi anche arrivare a parole forti, ma sai che tutto è solo una scusa per riabbracciarsi.
Ringrazio il Signore per un momento insieme a Valerio, a Eugenio, a Cristina, insieme a Caterina, per aver gustato una famiglia di fratelli. Ed ho sentito la presenza di Mauro e di mamma Maria Rosa, di Artemio, come una tavola che ancora una volta insieme si ricompone.
Se c’è una piccola cosa che posso testimoniare davanti a sorella morte, se c’è una minima intuizione davanti a quel mistero che è parte di noi, è che i nostri cari non sono andati lontano. Non sono fuori di noi, anzi.
Ci entrano ancora più dentro, sono loro il nostro sorriso, il nostro rialzarci, sono loro la nostra forza, sono loro quel sussurro di silenzio leggero che improvviso ci accarezza, sono loro la nostra preghiera.
Una preghiera sussurra: «Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace».
Ringrazio Jessica, e con lei tutti gli amici che sono diventati una cordata insieme a Mauro.
Mauro aveva un cuore ferito, ferito di umanità. Ha scelto di tenerlo ferito per una vita intera, piuttosto che mettere una corazza come tanti di noi fanno. Ha deciso che quella ferita di umanità potesse diventare incontro, relazione, passione.
Ha preferito un cuore di carne, un cuore buono, anche a costo di perdere qualche treno. Dicono che le coincidenze siano il modo con cui Dio si firma nelle nostre vite, sottoscrivo questa frase: proprio nel giorno in cui la Casa di Abraham veniva riconosciuta a livello nazionale, veniva accolta in Senato, Mauro veniva accolto in Cielo.
Lui, che in silenzio e senza clamore aveva donato la sua musica agli ultimi tra gli ultimi, la sua festa ai diseredati della terra. Perché potessero gustare della musica.
«Grazie, Signore, per gli amici che ci hai dato. Per gli amici che ci fanno sentire amati senza un perché.
Che hanno quella dote speciale di farci sorridere. Che, pur chiedendoci poco, sanno tutto di noi. Che sanno il segreto delle piccole cose che ci fanno felici.Grazie, Signore, per coloro che sentiamo profondamente al nostro fianco, ovunque noi ci troviamo: complici di memorie e di progetti, che condividono con noi inquietudini, afflizioni, lutti e anche confidenze gioiose, anche speranze indimenticabili.
Grazie, Signore, per quelle e quelli senza i quali camminare nella vita non sarebbe la stessa cosa. Che ci sopportano quando il mondo pare un posto incerto.
Che ci spronano al coraggio con la loro sola presenza. Che ci sorprendono di proposito, perché trovano sbagliata troppa routine. Che ci fanno vedere l’altro lato delle cose, un lato – diciamolo! – fantastico.
Grazie, Signore, per gli amici incondizionati. Quando non sono d’accordo con noi ma restano con noi. Che attendono per tutto il tempo che sarà necessario. Che perdonano ancor prima delle scuse. Sono i fratelli e le sorelle che ci scegliamo».
Signore, noi oggi ti affidiamo una persona che ti ha lasciato entrare nella sua vita, sì proprio tu. Perché tu, Dio, sei musica, sei comunione, sei festa. Tu non sei il dio della tristezza, né il dio dei lamentosi, né di quelli che hanno in odio la musica.
C’è tutta una musica che è canto di Dio e spazio di Dio, ed è l’universo intero. E noi dobbiamo metterci lì, nel canto di Dio, nello spazio di Dio, senza guardare l’orologio. La musica è proprio entrare nel mistero di Dio; lasciarsi portare alla musica ed essere nella musica.Fai buona musica, Mauro, anzi, ora sei buona musica: Ci manchi tanto amico caro, davvero, e tante cose sono rimaste da dire. Ascolta sempre solo musica vera, e cerca sempre, se lo puoi, di capire.
E quando ascolteremo una canzone, e quando accorderemo un sorriso, e quando saremo capaci di un gesto di generosità, allora tu sarai lì, con noi.
Musica
(don Andrea)
A Mauro – Eugenio Malaspina
Siamo 4: Valerio, Io, Mauro e Cristina.
15 mesi tra Valerio e me, 6 anni tra me e Mauro, altr 6 tra lui e Cristina.
Parlo al presente non per errore ma per Fede. È vero, il suo corpo è qui innanzi ma Lui è andato avanti ed è con tutti gli altri della famiglia.
Siamo sempre stati uniti e ancora di più dopo il saluto a mamma nel 2021. Papà ci ha dato l’arrivederci nel 2000.
Per Valerio e me, da piccoli, Mauro e stato un compagno di giochi, a volte quasi il gioco. A volte piangeva, i miei si arrabbiavano chiedendo cosa fosse successo, noi più grandi facevano finta di non saperne nulla.
Quante volte di recente ci siamo raccontati questi aneddoti e abbiamo riso.
Mauro ha sempre allietato i nostri pranzi e cene di famiglia, Natale e Pasqua sempre insieme. Tante battute scherzose, barzellette, risate e ottimi piatti da lui preparati. Il primo maggio dei Malaspina è diventato per lui momento sempre più importante.
Abbiamo discusso tanto, spesso anche litigato. In realtà non sono mai stati veri litigi, in famiglia si è sempre parlato animatamente e dopo il dolce, al massimo il limoncello tutto si è sempre concluso.
Vicinissimo alla mamma, a Cristina a noi tutti. Ha sofferto molto in certe situazioni ma non ha mai perso la Speranza, non abbiamo mai perso la Speranza.
Siamo uniti e lo rimarremo sempre, nonostante le diversità che ci rendono unici.
Nella nostra famiglia la più grande ricchezza è stata l’amore che ci hanno insegnato i genitori e che cerchiamo di condividere.
“Se in una famiglia manca l’accordo e ci si divide, quella famiglia non potrà più durare”.
Il mio più grande desiderio è il Paradiso per te, e che un giorno possiamo riunirci ancora tutti e stare insieme a Gesù senza le preoccupazioni della vita terrena, che per la nostra famiglia sono sempre state tante, spesso troppe.
Suona per tutti noi Mauro.
In questi giorni di dolore ho avuto la conferma che Gesù e il demonio non sono i mandanti di ciò che ci capita.
Tra loro c’è una grandissima differenza.
Se ti fidi e affidi a Gesù lui ti sostiene perché comprendi ciò che ti sta accadendo e la via giusta da seguire.
Il diavolo, invece non ha gran potere, è subdolo, sfrutta i momenti di crisi, di difficoltà per portarci alla disperazione.
Lavora dall’interno, logora le persone.
Una delle sue armi più potenti è il “senso di colpa”, un’altra consiste nel farci sentire sbagliati, inutili, far sentire la vita inutile.
In questi giorni sta lavorando in noi in maniera insistente.
È facile capire che è all’opera, fermarlo è indispensabile.
Un discorso è ragionare sulle responsabilità e sul da farsi, altra vivere nell’angoscia.
Dobbiamo occuparci delle cose, non preoccuparci. Se viviamo sempre preoccupati è inevitabile l’ansia. E l’ansia è distruttiva.
Anche oggi, diavolo, non hai vinto.
A Mauro – Cristina Malaspina
Fratello mio , Quante ne abbiamo passate insieme . Dal momento che sono nata , sono arrivata a rompere l equilibrio di 3 fratelli maschi … come mi dicevate sempre : ecco è arrivata la figlia femmina e inizia a rompere .
Dal primo momento abbiamo passato tanto tempo insieme, abbiamo giocato , pendevo dalle tue labbra anche quando mi hai fatto annusare un lego e si incastrò nel naso e mio papà mi portò in pronto soccorso .
Poi volevi giocare a robot giga d’acciaio e mi lanciavi sul divano ma non sempre cadevo lì .. o quando volevi provare a fare la posizione finale del film dirty dancing e finii sul piano cottura .
Eravamo quelli più vicini di età, e quindi tu mi hai aiutato tanto Anche quando volevo uscire di più e andare a ballare e papà non voleva e allora le prime uscite con i tuoi amici e i miei , e poi le vacanze insieme , e più crescevamo e più eravamo legati .
Le mie prime esperienze te le raccontavo tutte , eri il mio confidente, da giovani mi capivi al volo e mi aiutavi e consigliavi . Il mio primo tatuaggio , disegnato dalle tue mani .
E poi mi hai accompagnato all altare perché senza papà , volevo te al mio fianco e sei stato il mio testimone di nozze , testimone di un intera vita .
Per i miei figli eri lo zio figo , quello della notte della musica , lo zio che faceva sempre festa, lo zio che li portava alle giostre e lo zio che faceva sempre ridere tutti !
Negli ultimi anni , dopo la scomparsa di nostra madre , tu ti eri molto più chiuso .. la morte ti spaventava ma allo stesso tempo trovavi la forza di superare il dolore. Eravamo Vicini di casa , porta con porta , sempre in tuo aiuto e tu al nostro .
Mancherai , manchi , tu il mio cuoco preferito , la mia telefonata giornaliera , tu che avevi sempre una parola per me. Tu che dicevi senpre e a tutti … ho una sorella forte e io ero fiera di averti accanto .
E tu eri fiero di me ..
Ora la tua sorella forte non sa più dove sbattere la testa .. ma troveremo la forza di superare il dolore , insieme al tuo cucciolo Pablito.
Ogni volta che lo vedo , vedo te e tutto il suo amore per lui .
Hai dato tanto e tanto avevi ancora da fare ma ti prometto che nessuno ti DIMENTICHERÀ MAI .
Vivrò per due .. questa è la mia promessa . Vivrò anche per te ❤️


































