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Tiepido, né freddo né caldo. Non Pace ma divisione 2025

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Tiepido, né freddo né caldo. Non Pace ma divisione

Tra le splendide pagine del nuovo Testamento ho focalizzato l’attenzione su due passi particolarmente eloquenti e in grado di definire le caratteristiche di un “cristiano”.

Il primo è del Vangelo di Luca:

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! ….

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione».

Il secondo è tratto dal libro dell’Apocalisse:

«Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca».

Potrebbero sembrare strane pronunciate da Gesù, Dio misericordioso. In realtà sono in perfetta linea con la missione che ci ha affidato.

Il fuoco non è negativo, tutt’altro: scalda, cuoce, illumina, fa muovere mezzi ecc.

Il fuoco è energia trasformante. Lo stesso Spirito Santo viene rappresentato con lingue di fuoco.

Il Cristiano deve essere proprio questo, altrimenti è “tiepido”, non porta a nulla.

Gesù è stato forse tiepido?

“Non pace, ma divisione”, con queste parole Gesù non si riferisce ad una divisione fisica o una guerra, ma alla divisione interiore che la scelta di Cristo provoca.

La sequela di Gesù richiede una scelta radicale che può mettere in crisi legami familiari e sociali, distinguendo chi lo segue da chi no.

Un cristiano deve possedere una fede che arde, una passione e un impegno attivo.

Il “freddo” conserva i cibi, rinfresca nelle stagioni calde, riduce i virus, non lascia indifferenti.

Il peggiore è proprio il “tiepido”, il cristiano che vive la fede senza slancio, senza rischi, senza lasciare un’impronta.

Questa tiepidezza è spiritualmente nauseante e inaccettabile per Gesù.

Gesù fu tiepido? Assolutamente no!

La sua vita è tutto fuorché tiepida.

Lasciò casa, la sua professione, per annunciare il Regno di Dio.

Non cercò né evitò mai il conflitto con il potere religioso e politico, denunciò sempre l’ipocrisia e l’ingiustizia.

La sua vita culminò nel sacrificio sulla croce, il gesto più radicale e passionale di amore.

In ogni sua azione, Gesù ha dimostrato un impegno totale, un “fuoco” interiore che ha acceso e trasformato il mondo.

Il discepoli di Cristo, danno fastidio, generano tensioni, divisioni, ma non vanno temuti. Le persone di cui dobbiamo aver paura sono quelle vittime dell’”uniformità”, quelle standardizzate da principi terreni orientati al business

«Non dobbiamo avere paura delle della gente appassionata che brucia per qualcosa, ma dobbiamo avere paura per le persone che non hanno nessuna passione, stanno dentro il seminato, fanno quello che devono fare ma non hanno nessuna spinta, niente che li possa guidare e tirare fuori dal loro pantano» (Don Luigi Maria Epicoco).

Secondo voi, se fossimo veramente come vuole Cristo, il mondo di oggi sarebbe in crisi? Sarebbe in guerra? O forse la rivoluzione sarebbe in nome del bene e non del male?.

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