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Pensieri e parole 2026

Ho ancora grande difficoltà a capire quand’è volontà di Dio e quando è mia la responsabilità di ciò che mi accade nella vita.
Quando cerco di mettermi in ascolto c’è sempre il male, che attraverso i problemi fisici, cerca di prendere il sopravvento su tutto, cerca di pilotare tutti i miei pensieri soffocandoli nella paura.
Ed una lotta continua, diverse sono le battaglie perse.
Positivo è il fatto che sono qui a combattere. Spesso guardandomi, son tante le volte in cui non trovo nulla se non disperazione ma se sono qui è perché Cristo trova qualche cosa in me che vale veramente.
Mi fido di Lui perciò resisto e cerco di crescere.
NESSUNO è PROFETA IN PATRIA.
Vedete da dove nasce questo famosissimo proverbio? A noi tutti è capitato di essere maggiormente ascoltati e apprezzati distante da casa e poco tra amici, conoscenti e parenti.
Anche per Gesù è stato così, nonostante predicasse e dimostrasse doti divine, a prevalere fu il limite presente negli occhi e nei cuori dei compaesani.
Costui non è il figlio del falegname? Oggi potremmo dire: costui non è l’impiegato? Il fornaio del paese?
E tutto si ferma li, un pietra, non si va oltre i pregiudizi imposti dai nostri limiti. Il figlio di Dio capovolge ogni schema: è lui che lava i piedi ai discepoli e non il contrario.
Dovremmo anche noi uscire dai nostri e ascoltare la Parola.
Voglio la testa di Giovanni
È una pagina del Vangelo che descrive la violenza a cui si può arrivare, ieri come oggi, pur di difendere la propria posizione sociale ed economica. Erodiade non ama Erode ma essere regina. Erode non compie un gesto d’amore, ben altro, preferisce uccidere un innocente per difendere la propria immagine difronte agli uomini di corte, piuttosto di dire: ciò bambina, ma cosa chiedi?
Vediamo una madre accecata dall’odio che istiga la figlia a chiedere la morte di un profeta perché quel Giovanni le parlò di cosa era gradito a Dio.
Purtroppo è la storia del mondo senza Cristo: la violenza e il metodo più semplice e ingiusto per risolvere una questione. La cosa più facile. Cristo ha insegnato che la vera forza sta nell’agire con mitezza.
Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini.
Gesù sembra molto duro con la povera donna, ma lei non demorde e replica dicendo che anche i cagnolini hanno di che mangiare, ad esempio le briciole dei figli. Gesù allora le riconosce la grande fede che è il lei e libera la figlia. La donna non si arrende, non cede all’orgoglio ferito, al disagio di sentirsi come ignorata da lui e va’ oltre sé stessa! i loro sguardi si incrociano, Gesù riconosce nella donna la luce della fede e da questa luce si lascia guidare.
Nel Vangelo troviamo molte persone che si convertono a Gesù, ma qui è una donna, “nemica e impura”, a convertire lui, a cambiare il suo sguardo, a fargli ripensare la volontà del Padre.
Una donna libera da sé, capace di vedere oltre, in profondità, con la forza dell’amore e la luce della fede!
Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9
In questa pagina di vangelo ci sono molte cose da dire e si riassumono tutte in un solo concetto: seguite la strada che vi sto indicando e la vostra salvezza già è ora.
La nostra vita vissuta cristianamente deve essere quotidianamente testimonianza: non perché vogliamo apparire ma semplicemente perché cerchiamo di Vivere.
Perché non portare sacca? Perché la usavano per farsela riempire di monete d’argento. Perché accettare il cibo che ci verrà offerto? Perché è Dio che provvede a noi attraverso i suoi figli.
AGOSTINO, CHE COS’E’ IL TEMPO
Un celebre passo delle “Confessioni” cerca di chiarire che cosa è il tempo: sulla certezza del tempo presente pare non vi siano dubbi, su quella del tempo passato e su quella del tempo futuro vengono poste altre domande.
Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall’altra, ancora non è? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato, in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere? […]
(Agostino, Le confessioni, XI, 14 e 18, Bologna, Zanichelli, 1968, pp. 759.)
Inizio quaresima
Dobbiamo agire, tocca a noi popolo laico cristiano uscire allo scoperto e agire in prima persona. Vescovi e Cardinali devono ritrovare la strada smarrita.
Il carnevale è finito, oggi inizia la quaresima e ci viene ricordato ciò che siamo e che ritorneremo.
Gesù ci esorta a non essere ipocriti, a non fare come i farisei, a non cercare like, consensi, voti politici facendosi vedere pregare, mostrandosi nel momento dell’offerta, nel far incidere il proprio nome a caratteri cubitali sul muro delle chiese per mostrare al mondo la cifra donata. Gesù si appartava per pregare, e così dobbiamo fare anche noi.
In verità io vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa… lo facciamo per piacere a Cristo o all’uomo?
Il figlio dell’uomo deve soffrire molto
Ogni volta che Gesù si definiva così i sacerdoti, I farisei andavono su tutte le furie.
I suoi discepoli invece non credevano, non volevano credere alle seconde, deve soffrire molto.
Da ebrei aspettavano il messia che li liberasse dalla tirannia dei romani.
Non certo di un Dio che deve morire in croce per poi resuscitare.
Gesù non se ne preoccupava, era cosa umana, destinata quindi a finire.
Gesù si occupa sempre del suo regno, il regno di Dio.
Gesù ci insegna ogni giorno cos’è il bene e il male, allontanandosi da lui tutto si confonde, tutto si mescola e uccidere diventa come dare la vita.
Non sarà mai così, seguendo Gesù sarai salvato già oggi.
Matteo 6,7-15
Gesù ci insegna a pregare, ci dona il Padre nostro, una preghiera semplice che racchiude tutta la spiritualità, l’essenza del cristiano. Ci chiede anche di amare: se perdonerete, sarete perdonati. Non ci sta minacciando, tutt’altro, ci sta dicendo che se teniamo il cuore bloccato nell’odio nei confronti di chi ci ha fatto un torto, condanniamo noi stessi alla sofferenza terrena ed eterna. Conservare un cuore crudele non ci permette di amare né il Padre né tutti i suoi figli.
L’ex parroco del mio parroco, ricordava spesso ai suoi parrocchiani questo detto popolare: pensavo di avere tanta fede, invece avevo tanta salute. È nel momento della prova che si testa se abbiamo fede o se è altro quello che stiamo vivendo.
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